"I Guardiani del giorno" di Sergej Luk'janenko


L'autore

Sergej Vasilievic Luk’Janenko nasce a Karatau l’undici aprile del 1968. Luk’Janenko non partì come autore, ma si affiancò alla scrittura solo in seguito all’abbandono della sua carriera medica dovuto a diverse difficoltà economiche.  I romanzi e gli scritti dell’autore si differenziano fra loro e cavalcano dalla fantascienza fino a cyberpunk ma è con la saga urban fantasy de “I Guardiani della Notte” che la sua penne diviene famosa al punto di che i romanzi divengono presto un vero e proprio cult all’interno della fascia giovanile russa. Nella sua carriera conta innumerevoli premi  che guadagna ininterrottamente dal 1993 fino al 2005.
Il romanzo

Titolo: I Guardini del Giorno 
Autore: Sergej Luk'janenko
Saga: I Guardiani della Notte #2
blicazione: 1998 - 2008 (Italia)
Editore: Mondadori
Pagine: 459
Costo: 8,50

Dopo millenni di lotta le forze delle Tenebre e quelle della Luce hanno stretto un patto di pace. Le due fazioni sono formate dagli Altri, esseri in grado di entrare nel Crepuscolo, un limbo da cui traggono poteri soprannaturali. Ma la pace è un filo sottile: una lettera anonima informa che un umano sta cercando di diventare un Altro. Ma Altri non si diventa, a nieno che uno di questi non sia disposto a rivelare il segreto della loro esistenza, mettendoli tutti in pericolo. Il Mago della Luce Anton e il Vampiro delle Tenebre Kostja indagano insieme, seguendo le tracce del Fuaran, il libro magico che contiene l'incantesimo per trasformare gli umani in Altri e che è stato rubato dalle mani sbagliate. La caccia all'Altro traditore esplode attraverso la Russia di oggi e di ieri, dai lussuosi quartieri residenziali della Mosca dei nuovi ricchi alle campagne infestate da streghe e licantropi. Il conto alla rovescia è scattato. Il filo sottile si sta spezzando. Sono sempre i più insospettabili a tradire


Dopo molto tempo, se mai qualcuno mi seguisse ancora, eccomi nuovamente qui con una nuova recensione letteraria.
Sarò breve, almeno spero.
Questa volta tratterrò del secondo libro di una saga, cui il primo libro è già stato recensito su questa pagina. Perciò vi consiglio di passare a leggere prima recensione qui , tanto per schiarirvi le idee.
Si tratta di un urban fantasy, di uno scrittore russo e solo questo dovrebbe dettare curiosità. Non so voi ma le librerie italiane straripano di scrittori inglesi od americani per quanto riguarda il genere fantasy e fantascientifico. O forse è solo una mia impressione... In fondo mi sto riferendo a tempi moderni, degli ultimi anni duemila.
In ogni caso la storia mi ha lasciato entusiasta e curiosa, sempre leggermente confusa sugli svolgimenti di alcuni atti ma sopratutto dei significati nascosti all'interno dei discorsi e del messaggio che il libro vuole veicolare. Di certo si è trattata di una dinamica più chiara di quella precedente.
Per chi avesse letto il primo libro, saprà che le vicende sono narrate dal punto di vista di Anton, protagonista quasi principale di tutta la prima opera, che nella seconda cade in secondo piano nei tratti principali, per risaltare maggiormente alla fine in un caro ritorno.
Il distacco dalla narrazione di Anton, per passare a quella di un personaggio visto assai pochi volte nelle vicende del libro precedente, potrebbe costituire una forma di rifiuto per molti ma presto ci si può affezionare, nonostante la stessa strega sia a me poco gradita ma del primo disappunto sono passata in fretta a una soddisfazione abbastanza consistente.
La trama rimane permeata di una nota che ricorda quella dello spionaggio che lascia trapelare i fili di una grande cospirazione in cui i maghi giocano a chi è il più furbo.
Segnalo solo due punti negativi all'interno della trama stessa. Il primo, sono i personaggi. Alcuni di essi rimangono uccisi e la loro morte non rimane che uno sfondo. I personaggi paiono risentirne  nella loro normale quotidianità ma, io, in quanto lettore, non ho subito il medesimo effetto. Assolutamente inutili. Perché non lasciare loro la possibilità di svilupparsi ancora, non essendo neppure protagonisti, invece che lasciarli morire in atti e momenti che passano quasi inosservati alla lettura?
L'ultimo appunto negativo riguarda chi è particolarmente sensibile nei confronti della religione. Io non lo so, tutt'altro, ma gettare in mezzo alla storia, racconti biblici e legarli a quel mondo di maghi e streghe, Guardiani e Crepuscolo, l'ho trovato quasi ridicolo. Solitamente non amo imporre limiti ma mischiare la figura di Gesù con quella del futuro Messia del libro, il grande mago della luce, è una sorta di scadenza nei luoghi comuni, un adattamento quasi forzato che soffoca l'originalità di un'altra soluzione o di una semplice spiegazione tra bene e male che non passa mai di moda.

Il mio voto è di quattro punteggi d'inchiostro



2 commenti

  1. Ciao carissima :)
    Io ci sono! Anche io sparita per mesi ma ci sono ;)
    Non ho mai sentito parlare dell'autore... mentre licia troiai la adoro, come idee e come stile!
    Se mi capiterà, ricorderò il tuo consiglio.

    Un abbraccio e auguri di buon anno!

    Cla

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    Risposte
    1. Oh, ciao! Mi fa piacere risentirti ;) Spero che ti torni utile in futuro

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)