"Vampirismo" di Ernst Theodor Amadeus Hoffman



Cari lettori, eccomi qui con una nuova recensione. Dato che la precedente forma non era di mia soddisfazione, essa verrà adottata solo quando, per impegni della vita al di là del web, non riuscirò ad avere tempo a sufficienza per scrivere qualcosa di più complesso.

Ma ora parliamo di altro, parliamo di questo racconto breve che è appunto "Vampirismo"



  L'autore                                              

Hoffman viene considerato uno dei maggiori esponenti del Romanticismo tedesco.
Nacque nel 1776 a Konigsberg, per morire a Berlino nel 1822, il 25 giugno.
E perché bisognerebbe dare lui così tanta importanza? Dobbiamo pensare a Hoffman come un uomo dalle molte sfaccettature e passioni, infatti oltre dedicarsi alla letteratura fu anche compositore, pittore e giurista. Ma sono proprio i suoi racconti a renderlo famoso, almeno nelle epoche passate dato che, molti si dimenticano dell'esistenza di questi autori che verrebbero definiti come minori.
Le opere di Hoffman si contraddistinguono per una caratteristica che le rende diverse dal solito panorama Romantico che ci si potrebbe aspettare, seppure improntato di malinconia: l'horror.
In seguito, saranno proprio le sue opere a fungere da modello per il più conosciuto Edgar Allan Poe, e forse ben pochi sanno che il popolare balletto de "Lo Schiaccianoci", composto da Ciajkovskij, prende proprio ispirazione da una novella scritta dallo stesso Hoffman: "Schiaccianoci e il re dei topi".

                                                                 






L'opera

Il racconto s'inserisce nel quarto volume, della raccolta di romanzi e novelle, "I confratelli di Serapione", uscito nella Pasqua del 1821. Il titolo della raccolta allude a un gruppo di amici, raccoltisi assieme per narrare storie del grottesche e del terrore.
Il breve racconto presenta molti pro e contro, a partire dal titolo stesso. L'uso del termine vampirismo, lascia a desiderare dato che presenta al lettore la verità, immediatamente e senza dargli il gusto di poterla scoprire e realizzare da solo, ma non credo che all'epoca di Hoffman si tenesse conto di tali dettagli.
Fin dall'inizio, all'interno del testo, si evince una notevole mancanza di dialoghi che si manifestano solo in seguito nelle parole della defunta baronessa, nei ricordi di Aurelia. Quindi si predilige narrare ogni singola cosa, ogni singolo evento e ricordo al punto che il testo diviene assai noioso e saltare qualche riga non è di certo un male.
I personaggi sono vuoti, stereotipi dell'ideale romantico del tempo, sopratutto colei che dovrebbe essere il nido degli incubi.

Gli avvenimenti si svolgono lenti, per culminare solo verso la fine del racconto, pur disseminandolo di eventi assai tetri che se meglio incastonati, avrebbero di certo dato maggiore effetto a un testo che presentasse anche dei dialoghi così da catturare l'attenzione del lettore, anziché ammorbarlo con fatti su fatti.
Che cosa però è interessante di "Vampirismo"? Prima di tutto, non c'è alcun vampiro uomo, ma donna e se è per questo, non c'è affatto un vampiro. Infatti si presenta una figura assai poco sfruttata nella letteratura moderna, poco conosciuta è approfondita, ovvero quella della lamia che si potrebbe volgarmente definire come l'antenata del vampiro.
Infatti dove il classico redivivo a cui siamo ormai abituati si nutre del sangue umano, la lamia si nutre di carne e sangue dei giovani uomini da lei adescati, divorando i loro cadaveri.



                                     


  

Le conclusioni


Sebbene anche il padre dei vampiri,  ovvero Polidori, con il personaggio di Lord Ruthwen, nella sua narrazione non si fosse rivelato particolarmente più dinamico, la connotazione che vi è tra il nobile vampiro e la lamia è assai diversa. Hoffman pecca in molti dettagli, nonostante vi siano alcune idee decisamente innovative per il suo tempo.
Infine, non rimane che una lettura da pochi minuti che non richiede troppo impegno, adatta se si vuole approfondire qualche ambito della letteratura horror d'altri tempi e prendere spunto per qualche dettaglio macabro.



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