27/04/15

"Arsène Lupin, ladro gentiluomo" di Maurice Leblanc



Cari lettori, eccomi qui con una nuova recensione riguardo quello che forse è uno dei personaggi che più sono rimasti nell'immaginario dei lettori, anche di anni passati: Arséne Lupin, il ladro gentiluomo di origine francese creato dalla penne di Maurcie Leblanc. E quindi, lasciate che vi narri di questo rocambolesco personaggio.








Titolo: Arsène Lupin, ladro gentiluomo
Autore: Maurice Leblanc
Saga: Arsène Lupin #1
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: Corriere della Sera
Costo: 6,90 
Pagine: 207

Audace, brillante e divertente, rubacuori affascinante, beffardo con aristocratici e borghesi, protettore dei deboli e degli oppressi, Arsène Lupin, ladro gentiluomo, è una sorta di Robin Hood della belle époque, le cui imprese ardite e imprevedibili hanno come scenario la favolosa Parigi e le ricche campagne francesi degli inizi del novecento. enigmi insolubili, passaggi misteriosi, gioielli reali, impenetrabili castelli: nessun ostacolo ferma l’affascinante Principe dei Ladri che in questi nove avvincenti capitoli, tra colpi di scena e rocambolesche avventure, assumendo le più svariate identità, si destreggia con temerarietà e ironia tra nobili decaduti e insospettabili truffatori, tra bellissime donne e poliziotti votati alla sconfitta, trascinando il lettore in un vortice di suspense e divertimento.          

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Approfittando dell'offerta che il Corriere della Sera ha messo in atto, ho cominciato a collezionare i libri che narrano delle avventure di questo famigerato ladro. Così ho preso fra le mani quel piccolo libro dalla deliziosa copertina, che potete vedere nell'immagine.
Mi sono trovata davanti nove brevi storie, ognuna interessante alla sua maniera, sebbene le prime tre rimangano le più interessanti che sono state sottoposte alla mia lettura.
In ordine, secondo la lettura che ho affrontato, ecco le nove novelle: "L'arresto di Arsène Lupin", "Arsène Lupin in prigione", "L'evasione di Arsène Lupin", "Il misterioso viaggiatore", "La collona della Regina", "Il sette di cuori", "La cassaforte della signore Imbert", "La perla nera" e "Herlock Sholmès arriva troppo tardi".
Uno degli aspetti interessanti, che però non sminuisce la composizione in sé, è la mancanza di un personaggio principale oltre quello del famigerato ladro. Certo, c'è Ganimard, l'ispettore che insegue Lupin in lungo e in largo ma non raggiunge di certo la stessa presenza del suo nemico-amico. Altri personaggi fondamentali non ve ne sono. Lo stesso Arsène è sfuggente, apparendo a tratti come il narratore, altre volte come soggetto delle narrazione, senza mai esporre il proprio viso al pubblico, spesso travestito allo stesso lettore e così molto rimane affidato alla fantasia. 
E quindi, come ci si discerne all'interno di queste nove storie? Arsène si nasconde, lascia i suoi piani a metà all'interno del libro ma infine tutto giunge a una spiegazione, alla verità, raccontata e ideata con estrema astuzia e intelligenza. C'è da annotare la conoscenza di varie materie e fatti che l'autore sfrutta per rendere il grande ladro ancora più avvincente, al punto che benché il personaggio non sia che una creatura frutto dell'inchiostro, eccolo che si muove parlando liberamente, prendendo la sua autonomia e camminando fra le righe. Si intraprende una gara tra il lettore stesso e Lupin, cercando di capire come e quando il protagonista abbia messo in atto la sua fuga, di come sfrutti a suoi vantaggio ciò che lo circonda, quale sia la sua grande e nuova opera in svolgimento, il suo furto e come lo compirà, ma sopratutto dove lo stesso Arsène si annidi all'interno della storia e sotto quale travestimento. 
Una volta giunta alla terza novella ho cominciato a prendere mano con il personaggio, senza però riuscire a precederlo fino alla quarta. Ho trovato estremamente divertente questa soluzione adottata dallo scrittore. Seppure qualcosa ha guastato il mio giudizio, perciò il mio voto non sarà pieno al massimo, ma continuiamo con la recensione. Che cosa stona leggermente all'interno di queste argute e calamitanti novelle? A volte la stessa narrazione. Molte spesso i dialoghi vanno a capo, distanziandosi dalla riga che riguarda il personaggio a cui tali parole appartengono, rendendo leggermente confusa la lettura se si vuole procedere velocemente. Quindi, bisogna escludere di principio una lettura veloce e rilassata, quanto piuttosto bisogna concentrarsi parola per parola per non lasciarsi sfuggire ogni dettaglio.
Altra piccola pecca, di cui però spero di vedere un cambiamento nelle letture a venire, è la distanza che il personaggio assume con lo scritto. Sarebbe stato gradevole vederlo partecipe di una trama più ampia e vasta, protagonista narrante oppure no, personaggio che calca la scena in ogni suo punto di vista, anziché comparire e scomparire: ogni singolo atto passato attraverso i suoi occhi.

Quattro punteggi d'inchiostro per uno dei ladri più famosi al mondo, caratterizzato da fugaci tratti che eppure s'incidono nella mente del lettore, in un immaginario surreale eppure palpabile



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