22/05/15

"Carmilla" di Jospeh Sheridan Le Fanu

Appassionati di libri e ospiti della soffitta, eccomi nuovamente qui con una recensione per voi.
Ancora una volta, esplorerete con me i recessi di uno degli incubi che la mente umana è stata capace di concepire: il vampiro

L'autore



Joseph Sheridan Le Fanu nasce a Dublino il 28 agosto del 1814.  Oltre essere scrittore, le cui tematiche si aggirano sempre nel mondo del paranormale,degli spiriti e del folklore, così come dei vampiri per ciò che riguarda “Carmilla”, fu anche avvocato. Intraprese infatti gli studi giuridici nel 1832, al Trinity College di Dublino.
Muore nella sua città natale il 7 febbrai del 1873, stroncato da un attacco di bronchite.




Il racconto


 Titolo: Carmilla
Autore:  Sheridan Le Fanu
Anno di pubblicazione: 1872
Editore: Feltrinelli
Note: tratto dall’antologia “I vampiri fra noi”

Carmilla, splendida fanciulla che da più di cento anni porta avanti  la sua esistenza vampirica, fa irruzione nella vita tranquilla e monotona di Laura. 











Lo stile con cui Le Fanu espone le vicende di “Carmilla” è stranamente scorrevole e per nulla carico di pesantezza. Il racconto, pubblicato solo un anno prima della sua morte, quindi nel 1872 che come potete dedurre era un’epoca in cui testi risentivano ancora di pesanti e ampollosi artifici letterari, invece risulta quasi essere scritto in tempi assai più moderni.
Le vicende sono splendidamente scritte e profondamente cariche di immaginazione; immediatamente ogni gesto e atto si figura nella mente del lettore. Le parole di Le Fanu non sono nate però per spaventare ma per avvolgere le vittime delle sue parole in un fascino, un influsso che calamita l’attenzione sul personaggio di Carmilla, che fin dalle prime pagine, dal suo rocambolesco arrivo, si figura come una creatura profondamente interessante e fascinosa.
Perché? Il finale, ma attenzione! Non il finale in se stesso, ovvero gli eventi accorsi ma la maniera in cui essi vengono trattati, la lunga narrazione che invece di rendere l’animo più inquieto, o teso per ciò che accadrà, per quando la vampira verrà smascherata… insomma, questi interessi verranno delusi delle vicende oltremodo lente.Inoltre rimangono alcune questioni irrisolte. Chi sono la contessa che si spaccia per la madre di Carmilla e l’altro uomo? Due servi assoggettati? Altri due vampiri? Non si saprà mai.
Altra domanda sarebbe perché il battito del cuore di Carmilla è udibile. In verità, la maggior parte delle credenze moderne sul vampiro, come il fatto che in essi il cuore non batta e il sangue non scorra, in passato non erano tenute come regole ferree, tutt’altro. Infatti molti “upiri” delle storie dei paesi dell’est non si mostravano pallidi e smorti, cosa che invece erano le sue vittime che spesso neppure mostravano il tipico segno sul collo che tutti s’immaginano. Erano ben pasciuti, come se fossero ancora vivi e in perfetta salute, a volte addirittura col sangue che fuorusciva dagli orifizi del volto, altre volte immersi in esso all’interno delle loro tombe.
Parlando dei personaggi, la maggior parte di essi risulta tremendamente sciocca, così come la stessa Laura, una giovane ragazza che vive isolata nella sua residenza assieme al padre, nella Stiria in Austria. Laura non è giustificabile e trovo più che giusto che Le Fanu l’abbia sottomessa al ruolo di narratrice seppure non protagonista: la giovane fanciulla è gli occhi del lettore. Ma forse proprio il lettore sarebbe stato assai più sveglio di lei e di tutta la compagnia che la circonda.
Le memoria di Laura sono terribilmente oscure, fin dalla tenere età, e quando la sua nuova amica, la sua ospite Carmilla, le racconta le medesime vicende e sogni subiti in passato, che dire: avrebbe dovuto cominciare a farsi due conti!

“Una giovane donna stava in ginocchio e teneva le mani sotto la mia coperta. La osservai con una sorta di piacevole stupore, e smisi di piagnucolare. Essa mi accarezzò, si sdraiò nel letto al mio fianco e mi strinse a lei, sorridendo. Mi sentii subito molto più calma e contenta, e mi riaddormentai.
Fui svegliata dall’acuta sensazione di due aghi che mi trafiggevano il petto profondamente e simultaneamente, e caccia un urlo. La donna fece un balzo all’indietro, saltò a terra e mi sembrò si nascondesse sotto il letto.”

Parlando invece di colei che da il nome all’opera stessa, Carmilla, ho trovato che essa sia un personaggio davvero unico nel suo genere. Avrei di certo voluto sapere molto di più sulla suo origine sul suo passato e sulla sua trasformazione, purtroppo bisogno accontentarsi di brevi accenni. Come fosse Carmilla prima della sua trasformazione non è dato sapere.
Quel che vi è di certo e la forte componente saffica che essa porta con sé, rendendo Laura oggetto delle sue passionali attenzione e di cui, a volte, l’altra giovane risente in maniera tutt’altro che positiva ma in lei non vi è un mai chiaro segno di ribellione.

 “ ‹‹Mia cara, il tuo piccolo cuoricino è ferito. Non giudicarmi crudele, solo perché obbedisco alla legge inoppugnabile che fa la mia forza e la mia debolezza. Se il tuo cuore è ferito, il mio sanguina col tuo. Nel trasporto della mia enorme mortificazione io vivo della tua calda vita, e tu morirai, morirai, dolcemente della mia. Non posso farci nulla. Così come io mi avvicino a te, tu, a tua volta, ti avvicinerai ad altri, ed apprenderai l’estasi della crudeltà che è una forma dell’amore. Così, per ora, non cercare di sapere altro di me e della mia vita, ma abbi fiducia con tutto il tuo amore.››”

“A volte, dopo un lungo periodo di indifferenza, la mia strana e bellissima amica mi prendeva la mani stringendomele con passione ogni volta più viva; arrossendo lievemente, fissandomi con occhi ora languidi ora di fuoco ed ansimando. […] Lei mi prendeva tra le braccia, mi guardava intensamente negli occhi,  mentre le sue labbra brucianti precorrevano le mie  guance con mille baci, e il suo sussurro somigliava a un singhiozzo: ‹‹Tu sei mia,›› mormorava, ‹‹tu devi essere mia, tu ed io dobbiamo essere una cosa sola e per sempre.››
Poi si gettava indietro sulla poltrona, coprendosi gli occhi con le mani, e mi lasciava sconvolta.”


Evitando il rischio di divenire ripetitiva, la mia recensione termina qui. Personalmente ero molto indecisa sul punteggio, facendo richiamare verso tre punteggi d’inchiostro e mezzo per via del finale che oramai aveva perso la sua carica trascinante e anche per la stupidità di Laura, eppure ho deciso da dare a “Carmilla” un quattro pieno, sia per la scrittura sia per il personaggio della vampira che ha infestato le pagine del racconto di Le Fanu.









4 commenti:

  1. Concordo sul fattore "estrema stupidità" dimostrato da Laura! XD
    Anche a me il finale non è andato molto giù, e indubbiamente avrei preferito una conclusione un po' più dinamica, un po' più adatta...
    Ho inoltre tifato per Carmilla per tutto il tempo, alias l'unico personaggio complesso e interessante della storia! XD

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    1. Effettivamente Le Fanu poteva pure impegnarsi un po' di più su Laura ma ormai direi che non si può più tornare indietro, sempre ammesso che non risorga anche lui XD

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  2. Avrai capito che sto riprendendo molte delle tue recensioni per i punti. Ma sto scoprendo alcune cosette, credo che le leggerò tutte anche dopo il giveaway.
    Ci sono molti libri sui vampiri, e questo mi incuriosisce.
    Comunque questo libro è da inserire nella mia lista. Anche se so che odierò il finale a morte.

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    1. Si, ci sono diversi racconti sui vampiri perché ero entrata in possesso di una antologia di racconti a tema, ovvero "I vampiri fra noi". Così mi sono messa a recensire quelli sui cui avevo qualcosa in particolare da dire. Lo stesso per il racconto di Ivan Kupala e altri che seguiranno.

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)