08/05/15

"Che cos'era?" di Fitz-James O'Brien


Appassionati di libri e storie, sono lieta di potervi donare una nuova mini-recensione su un racconto tratto dall'antologia "I vampiri fra noi".
Come alcuni di voi avranno notato, molti di questi racconti risalgono a tempi ben passati e spesso non sono capace di reperire una quarta di copertina, per non dire la copertina stessa. Inoltre, spesso si trattano di poco più di una decina di pagina, perciò in alcuni casi, le mie recensioni saranno piuttosto stringate.
L'autore

Fitz-James O'Brien nasce nella Contea di Cork, Irlanda, il 31 dicembre del 1828 e muore il 6 aprile del 1862 a Cumberland, nel Maryland.
O'Brien viene oggi considerato come il precursore del genere fantascientifico, dopo lungo tempo passato in ombra e schiacciato dalla critica.







Il racconto

Titolo: Che cos'era?
Autore: Fitz-James O'Brien
Anno di pubblicazione: 1859
Editore: Feltrinelli Editore
Note: tratto dalla raccolta "I vampiri tra noi"


Il racconto viene pubblicato per la prima volta nel 1859 con il titolo "What Was It? A Mistery", erigendosi a prima storia che mette in campo il tema dell'invisibilità.
A mio parere, questo breve racconto assai ben scritto e di facile comprensione nonostante lo stile chiaramente personale e curato, non rappresenta un tripudio di suspance e di azione, se non in specifici punti, ovvero con la comparse del misterioso ospite invisibile.
Se cercate una storia di vampiri, leggerete il racconto sbagliato. Infatti mi sono domandata come mai tale storia sia stata collocata all'interno dell'antologia.
Partiamo da una analisi della misteriosa creatura che si manifesta, per l'appunto essendo invisibile. Cercando sul web sono giunta a una serie di conclusioni. Benché la creatura all'interno del testo agisca in maniera violenta: "[...] mi sentii mordere alla spalla, al collo, al petto da denti aguzzi[...]" , e in evidente apparenza possa ricordare una creatura dedita a cibarsi da sangue, cosa di cui però effettivamente si nutre, al medesimo tempo non è parte di esse.
Ciò che mi ha colpito è la sua possibile rassomiglianza con una specie di incubo, un piccole demone notturno, che piuttosto un vampiro mostruoso ed è forse proprio questo fattore dell'invisibilità che lo rende così diverso e lo allontana dalla solita categoria mostruosa, ormai ben classica e conosciuta.

"Ancor oggi, rabbrividisco pensando a quel terribile momento: non vedevo niente! Stringevo, sì, vigorosamente con un braccio una forma corporea che respirava e ansimava, artigliavo con l'altra mano una gola di carne calda come la mia; eppure [...] non vedevo assolutamente niente!"

"Ma a me venne un'idea felice: farne un calco in plastilina. [...]Il nostro prigioniero aveva un corpo d'uomo, deforme, grottesco, orribile ma umano. Di piccola statura non misurava più di quindici centimetri d'altezza [....] I lineamenti del volto vincevano in bruttezza tutto quello che aveva visto fino ad allora."



O'Brien crea una creatura tutta nuova, seppure non spiegando la sua origine, se non quella dell'innaturale in sé e per sé. Ecco quindi che si forma una nuova creatura partorita dall'immaginario dello stesso scrittore per andare ad allargare le schiere di quelle bizzarre creature che col tempo hanno creato una categoria di mostri che operano nella letteratura moderna.


Il mio voto è di tre punteggi d'inchiostro è mezzo


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