22/05/15

"Diario di un killer sentimentale" di Luis Sepúlveda


Con questo titolo inauguro un piccolo periodo di rinnovamento del blog. In questo caso, si tratta di piccole riscritture di recensione. Inizialmente partii con l’idea di creare una blog che mensilmente pubblicasse in un unico articolo, delle mini-recensioni dei libri letti nel mese. Per un po’ ho pensato di lasciare quelle piccole recensioni così come si trovavano ma la cosa non mi lascia soddisfatta: su certe cose sono una maniaca dell’ordine.
Così, senza interrompere ovviamente il ciclo normale delle letture, ho deciso di dedicarmi a questo piccolo ciclo di riscritture: in fondo si tratta solo di sfogliare poche pagine, non certo di rileggere l’intero libro!
           
L'autore

Luis  Sepúlveda nasce a Ovalle, in Cile,  il 4 ottobre del 1949. È non solo scrittore ma anche giornalista, sceneggiatore, regista e attivista.  Proprio per via di quest’ultima attività, di genere politico, Sepulveda lasciò il suo paese natale dopo il fallimento della sua campagna.
Autore di poesia e racconti, così come anche di romanzi, si fece strada proprio attraverso il primo di essi: “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, pubblicato nel 1989. Uno dei sui romanzi più letti, rimane comunque “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.


Il romanzo

Titolo: Diario di un killer sentimentale
Autore: Luis Sepúlveda
Anno di pubblicazione: 1996 - 1998 (Italia)
Editore: Ugo Ganda Editore
Costo: 2,00 (copia in omaggio del Sole 24 ore)
Pagine: 72

Un professionista è sempre un professionista, ma la giornata era iniziata male: a Madrid faceva un caldo infernale e la sua amichetta francese l'aveva piantato come un cretino per un tizio incontrato a Veracruz. La compagnia di una buona bottiglia di whisky e di una mulatta che si portava dietro tutta l'aria dei Caraibi non gli aveva risollevato l'umore, quella ragazzina viziata dai fianchi sodi e dalla bocca rossa lo aveva proprio messo a tappeto. In fondo, dietro i modi da duro lui era un killer sentimentale. Non che fosse superstizioso, ma in una giornata del genere la cosa migliore sarebbe stata non accettare incarichi, nonostante la ricompensa a sei zeri esentasse. Il tipo che doveva eliminare, uno con l'aria dell'idealista, ma anche di chi non soffre la solitudine tra le lenzuola, non gli piaceva affatto, puzzava troppo di filantropia. I retroscena dell'incarico, però, stranamente lo incuriosivano. Chi voleva la morte di quel messicano? Quali peccati aveva commesso? Come mai due gringo, agenti della DEA, sorvegliavano la sua camera? Perché un filantropo appariva coinvolto in traffici di droga? Era sempre rischioso farsi troppe domande in un mestiere come il suo dove non esistevano licenziamenti ma certificati di morte.

La recensione di questo romanzo, che io definisco più un racconto, temo sarà assai breve perché non ho nulla da dire, se non poco, su di esso.
“Diario di un killer sentimentale” è una sorta visione tragica, e satirica, della vita di un killer prezzolato e non di certo uno da poco. Un uomo, protagonista del romanzo, a cui mai viene dato un nome, così come il resto dei personaggi, che agisce seguendo l’istinto del suo lavoro e non di certo del sentimento, come invece il titolo potrebbe far evincere.
Sarebbe stato molto interessante potersi imbattere in uno strano sicario prezzolato, che agisce e si fa pagare in maniera diversa dalla altre, ma non è stato così.
Personalmente non ho trovato alcuna traccia di un anima thriller all’interno della storia. Le vicende sono di per sé affascinanti, le rocambolesche vicende che partono da Madrid, per arrivare fino in Turchia e poi in Messico sulle tracce del suo obbiettivo Mujica e nel frattempo, entro la schiera di sangue e pallottole, ricerche e sesso, s’intramezzano ricordi della vita passata del killer e della sua figa  francese, altrimenti identificata come la sua compagna e fidanzata.

“Un professionista vive solo, e per dare sollievo al corpo il mondo offre un’ampia scelta di puttane. […] Finché non la conobbi. Successe in un bistrò di Saint Michel. Tutti i tavoli erano occupati e lei mi chiese se poteva bere un caffè al mio. […] ‹‹Vuoi prima mangiare o scopare?›› domandai mentre chiamavo il cameriere per chiedere il conto.
‹‹Magiami e scopami nell’ordine che preferisci››, rispose lei stringendo i suoi libri.”

Questo, che è ben lontano dall’essere amore e sentimento, di certo non serve a risollevare la situazione dell’intero romanzo.  In sé vi è poco, se non niente, una accozzaglia di vicende che portano a un finale quanto mai prevedibile e tragico,tranne che per il protagonista stesso.
Lui si fa beffe del lettore e anche del buonsenso, del nome stesso del libro. Il suo sentimento non è di certo un sentimento del cuore ma un becero sentimento del corpo, spinto da ben altre pulsioni.

“Stavo pagando il conto quando l’addetto alla reception mi avvisò che c’era una telefonata per me. La cabina sembrava una sauna, e il caldo aumentò quando riconobbi la voce della mia gran figa francese.
[…] ‹‹Sei riuscito a dormire?›› proseguì lei in tono preoccupato.
‹‹Certo. Una tipa dei Caraibi mi ha tolto centomila pesetas e mezzo litro di seme. È meglio del Valium››, le spiegai senza ansie pedagogiche.”

 “”Diario di un killer sentimentale” sembra voler narrare la storia di un sicario vissuto, dedito al sangue, ai soldi e al sesso, in una sorta di breve siparietto di verità ma presto riesce a divenire una sorta di misero teatrino tutto pistole e volgari scopate.
Si corre per tutto il mondo alla ricerca dell’obbiettivo, senza mai soffermarsi sui personaggi, chiusi dentro i loro gusci di stereotipi e del nulla, dove il concetto d’amore viene raccontato in una cinica barzelletta, il che mi sarebbe andato anche bene se la serietà applicata nelle parole scritte da Sepulveda non fosse nulla.
La storia all’interno delle pagine così si ritrova a essere un racconto inconcludente privo di qualsivoglia spirito, in una sorta di accozzaglia di eventi che alla fine lasciano neutri e vuoti rispetto a quello che si è letto.


Un punteggio d'inchiostro per un libro che avrei anche potuto non leggere


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