"I Guardiani del Crepuscolo" di Sergej Luk'Janenko

Amelia è tornata con una recensione riscritta, stavolta portandovi nel mondo creato da Luk’Janenko, in una Mosca molto diversa dalle altre.

L'autore


Sergej Vasilievic Luk’Janenko nasce a Karatau l’undici aprile del 1968. Luk’Janenko non partì come autore, ma si affiancò alla scrittura solo in seguito all’abbandono della sua carriera medica dovuto a diverse difficoltà economiche.  I romanzi e gli scritti dell’autore si differenziano fra loro e cavalcano dalla fantascienza fino a cyberpunk ma è con la saga urban fantasy de “I Guardiani della Notte” che la sua penne diviene famosa al punto di che i romanzi divengono presto un vero e proprio cult all’interno della fascia giovanile russa. Nella sua carriera conta innumerevoli premi  che guadagna ininterrottamente dal 1993 fino al 2005.




Il romanzo


Titolo: I Guardiani del Crepuscolo
Autore: Sergej Luk'Janenko
Saga: I Guardiani della Notte #3
Anno di pubblicazione: 2006
Editore: Mondadori
Prezzo: 17,00
Pagine: 400

Dopo millenni di lotta le forze delle Tenebre e quelle della Luce hanno stretto un patto di pace. Le due fazioni sono formate dagli Altri, esseri in grado di entrare nel Crepuscolo, un limbo da cui traggono poteri soprannaturali. Ma la pace è un filo sottile: una lettera anonima informa che un umano sta cercando di diventare un Altro. Ma Altri non si diventa, a meno che uno di questi non sia disposto a rivelare il segreto della loro esistenza, mettendoli tutti in pericolo. Il Mago della Luce Anton e il Vampiro delle Tenebre Kostja indagano insieme, seguendo le tracce del Fuaran, il libro magico che contiene l'incantesimo per trasformare gli umani in Altri e che è stato rubato dalle mani sbagliate. La caccia all'Altro traditore esplode attraverso la Russia di oggi e di ieri, dai lussuosi quartieri residenziali della Mosca dei nuovi ricchi alle campagne infestate da streghe e licantropi. Il conto alla rovescia è scattato. Il filo sottile si sta spezzando. Sono sempre i più insospettabili a tradire



Ambientato nei primi anni duemila, tra Mosca e foschi luoghi della Russia, anche questo romanzo non si smentisce.
Lo stile con cui Luk’Janenko affronta le tematiche che desidera mettere in scena non è di certo dei più facili. Bisogno stare attenti, basta perdere un tassello perché ogni singola cosa cada in pezzi, perché il discorso sfugga dalle mani.  Ci si muove in un’atmosfera fosca così come i luoghi dove gran parte del romanzo è ambientato. Le foreste dove il protagonista Anton, membro della Guardia della Notte, e la moglie Svetlana, assieme alla figlia Nadjuska, passano parte delle loro ferie sono altri luoghi dove la magia, maghi e streghe, licantropi e vampiri si annidano. La stessa città ,la grande Mosca non è un luogo meno sicuro.
Con pochi tratti, neppure davvero accennati, ma che trapelano dai comportamenti e dalle parole dei protagonisti stessi e dalle persone che essi incontrano, il fumo e l’oppressione, una ripresa economica che stenta a muoversi: palazzi fatiscenti e un paese che sembra essersi fermato… ecco come in modo elegante e discreto Luk’Janenko descrive la sua stessa patria nei primi anni del duemila.
I personaggi sono gli stessi  dei precedenti romanzi, seppure con qualche aggiunta.
Vi è da dire che ho sentito la mancanza di Zavulon, il mago delle Tenebre e capo della Guardia del Giorno, comparso solo nella terza storia del romanzo. Infatti esso, come nei due precedenti,  non è diviso secondo prima, seconda e terza parte, ma piuttosto secondo vari casi che Anton e la sua compagnia si trovano ad affrontare.
In ogni caso, questa assenza viene presto riparata dall’aggiunta di nuovi arrivi, come Arina, strega che è solita assumere l’aspetto di un bellissima giovane e che vive all’interno di una foresta e in una casa degna di una strega delle fiabe. Questa vecchia strega si presenta come una creatura arguta e forte, che si nasconde agli occhi del mondo dei maghi e delle streghe dopo un lungo sonno a causa delle sue azioni passate e dei suoi intrighi architettati con Geser, capo della Guardia della Notte e di Anton stesso.

“ -È una bella comodità avere un bollitore elettrico- osservai. –Scalda in fretta.  Ma lei come fa ad avere la corrente elettrica? Non mi pare di aver visto cavi.
Il suo volto tradì un sussulto. –Non so, forse sottoterra?
-No.- Presi la tazza  e versai l’infuso sul pavimento. – Risposta sbagliata. Provi ancora.
Arina scosse la stessa. –Be’, perché fa così? Per queste stupidaggini…
-Si finisce sempre per farsi del male per delle stupiddagini.- Mi alzai. –Guardia della notte della città di Mosca Anton Gorodeckji. Esigo la rimozione dell’illusione!
Arina taceva.
-Se rifiuta di collaborare verrà accusata di violazione del Patto! – le ricordai.
Lei strizzò l’occhio. E scomparve.”

Anton si riconferma come sempre un personaggio assai valido, sebbene rischi di venire travolto dalla grande mole di eventi che si verificano all’interno del libro. Anton è il mago che dimostra umanità, che è parte della Guardia della Notte e quindi rivolto dalla parte della Luce ma anche stavolta, dalla mano di Luk’Janenko, scaturisce questa opposizione fra Tenebre e Luce che però, al medesimo tempo, non è così netta come appare e Anton si trova costretto a compiere delle scelte, mettendo in discussione la sua stessa morale, anche per poter salvare il mondo stesso dalla minaccia che si rivelerà in tutta la sua grandezza solo nella terza storia: il Fuaran, il libro che si narra possa trasformare gli umani in Altri, persone dotate di magia.
Proprio su questo concetto così interessante si gioca tutto il libro e importanti rivelazioni su Anton e la sua stessa figlia.

“-Separare e difendere…- Sussurrai lo slogan della Guardia della Notte.
-Giusto. Separare e difendere. E non gli uomini dalla Tenebre, ma dagli Altri in generale. […] – E non c’è niente da fare- mormorò Svetlana.  – I Guardiani non permetteranno mai agli umani di uscire dalla stalla. L’unica cosa che possiamo fare è scegliere una stalla meno brutta e tingerla di colori vivaci.
[…] –Sveta…- Fissai  lo sguardo sulla luce fioca della lampada attraverso la finestra.  –Sveta, qual è la temperatura magica di Nadjuska?
Esitò prima di rispondere. –Zero…
-La più Grande dei Grandi.
-Assolutamente priva di calore magico.
-Ora che facciamo?
-Viviamo – si limitò a dire Svetlana. – Io sono un’Altra. Ormai è tardi per proclamarsi innocenti. Sottraggo forza agli umani, la attingo dal Crepuscolo: si tratta comunque di forza altrui. Ma non è colpa mia. […] – Mi fa schifo…- sussurrò. –Mi fa schifo…essere un parassita.”

Kostja, personaggio secondario nei primi due romanzi, ora prende nuovamente piede, affermandosi con la sua nuova natura di vampiro adulto, tutti i complessi della sua stessa natura e il rapporto conflittuale che lo porta a scontarsi con Anton, suo amico in passato e ora nemico, le Guardie a dividerli, la loro stessa natura di agire e trattare gli eventi.
“I Guardiani del Crepuscolo” è un libro affascinante, forse difficile da comprendere per chi non è abituato a letture complesse ma se la mente si schiude e si adatta, dimenticato quei precetti antichi e banali di contrapposizione di bene e male, ecco che i primi tre libri sono una ventata fresca nella mente altrui, un percorso di cresciuta e anche un approccio a nuova atmosfera, uno stile ben lontano da quello dei moderni scrittori europei, abbandonando città cosmopolite come Londra e New York.
Il libro termina con le parole di una canzone, essendo la musica una della compagne di Anton durante le missioni e la sua vita, che a mio parere sono esemplari.

“Il cielo non fa per noi.
A noi non è dato volare.
E tutto ciò che possiamo fare è tentare di non cadere.”

Per questo romanzo do cinque punteggi d’inchiostro pieni, senza smentire così la bellezza che ho trovato nei romanzi precedenti, dimostrandosi all’altezza dell’aspettativa e mostrando un urban fantasy ben diverso da quelli che si leggono oggigiorno.


2 commenti

  1. Una serie che mi ha sempre ispirato tantissimo, sin da quando ho visto il film "I guardiani della notte"... e che tuttavia non ho ancora avuto modo di cominciare! :(
    Ma rimedierò, prima o poi!

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    1. I film divergono dal libro anche di parecchi a quanto ho letto e non li ho mai guardati. Ti consiglio caldamente di iniziare anche perché quest'anno pare che in Italia arrivi l'ultimo capitolo della saga

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)