31/05/15

"Il vampiro" di John William Polidori

Cari appassionati di libri, eccomi nuovamente qui con una mini-recensione aggiornata.

L'autore

John William Polidori nasce a Londra il 7 settembre del 1795. Fu scrittore e medico, oltre che collaboratore di George Byron come segretario e medico. È famose per aver scritto “Il vampiro”, primo racconto della letteratura moderna basato sulla figura leggendaria in questione.
Morì a Londra il 24 agosto del 1821, probabilmente suicida a causa delle depressione in cui era caduto.






Il racconto

Titolo: Il vampiro
Autore: John William Polidori
Anno di pubblicazione: 1819
Editore: Feltrinelli
Note: estratto dall'antologia “I vampiri fra noi”




Lo stile di Polidori è tutt’altro che semplice, prediligendo un linguaggio ovviamente ben distante dal nostro ma anche molto pesante per chi  abituato a stili eccessivamente semplici o poco impegnati. Infatti lo scrittore sceglie di usare una struttura che abbandona buona parte del dialogo, prediligendo uno stile puramente narrativo che in ogni caso non è in grado di affossare la tensione emotiva e il senso di impotenza che il lettore più sentire scorrere dentro di lui di pagina in pagina.
I personaggi del racconto sono principalmente due: Ruthwen, facilmente individuabile come il vampiro, e Aubrey, giovane che incontra il suo amico e nemico in un salone dell’alta società.
Aubrey in sé non è un cattivo personaggio, quanto la vittima del vampiro, amico tradito da chi si fidava. Eppure nonostante tutte le avvisaglie, gli strani comportamenti e la tragica sorte di Iante, giovane ragazza greca di cui Aubrey s’invaghisce, esso non pare voler seguire il suo istinto e temere il suo compagno di viaggio, coinvolto in un Gran Tour fra Italia e Grecia.
La domanda allora sorge spontanea: che cosa ha mai spinto il giovane a stipulare quel patto, chiaramente mortale, con un moribondo Ruthwen?


“Però le sembianze e la maniere di lord Ruthwen non erano menomamente alterate: egli sembrava indifferente a dolori e tormenti, come se avessero straziato non lui, ma un suo nemico. […]
‹‹Giuralo,›› esclamò il moribondo, sollevandosi con uno sforzo di maglina esultanza; ‹‹giura per tutti gli oggetti più sacri al tuo cuore… giura per tutte le potenze temute dall’umana natura… giura che per un anno e un giorno non manifesterai a verun essere vivente i miei delitti e la mia morte, ad onta d’ogni vicenda che tu possa incontrare, e di qualunque evento ti si presenti.›› Mentre proferia tali accenti, i suoi occhi sembravano volergli scoppiare dalle orbite.
‹‹Lo giuro,›› disse Aubrey.”

 La vera attenzione va in verità focalizzata sul personaggio meglio riuscito di Polidori, Ruthwen per l’appunto, che fino all’avvento di Dracula rappresentava l’ideale del vampiro.
Lord Ruthwen non è un vampiro selvaggio, una creatura che esce dal nulla, ma è ben conosciuto, inserito nella nobiltà e nei migliori salotti. A sé raccoglie stuoli di persone desiderose di conoscerlo eppure le mantiene a distanza, è un personaggio ricco di sfaccettare e pieno e completo.
Lui è un signore, un damerino sui generis, che avrebbe meritato un libro anziché un solo racconto.
Ruthwen è composto di tanti piccoli pezzi, ma soprattutto della sfortuna e della morte che lo accompagnano senza mai lasciarlo, vittima di un patto infranto e dalla conseguente maledizione: dall’ambigua moralità esso porta dolore e morte a chi lo aiuta e a chi lui stesso porge la mano, oppure sottrae loro la fortuna per farla sua e perderla nuovamente.

“Ei contemplava la gioie dei suoi simili, come se gli fosse interdetto di partecipare a verun terrestre diletto, e allorché l’amabil sorriso delle belle sembrava fissare la sua attenzione, un suo sguardo bastava a farlo svanire spargendo il terrore in quegli animi frivoli e spensierati.”

Il mio voto è di quattro punteggi d’inchiostro e mezzo. Gliene avrei dati cinque ma alcuni dettagli, come lo stile eccessivamente narrativo, mi hanno fatto abbassare il punteggio.


6 commenti:

  1. Ciao Amelia! Questo è uno delle letture che vorrei affrontare prima o poi! Lo stile eccessivamente narrativo non mi spaventa affatto e da appassionata di vampiri sono curiosissima di conoscere Lord Ruthwen :)

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    1. Personalmente lo gradito molto, spero che possa piacere anche a te :)

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  2. Il racconto di Polidori mi affascina da sempre. Se trovo una buona edizione (o direttamente l'antologia che citi) lo prenderò senz'altro.
    Hai letto anche Dracula?

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    1. Sì, ho letto anche Dracula.
      Per l'antologia, è difficile che tu possa trovarla: l'ho recuperata dalla biblioteca dei mie nonno ed è del 1960, ancora rilegata come un vecchio libro. Non credo ne abbiano fatto una ristampa

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  3. Il primo dei vampiri dunque. Interessante, anche se ho qualche piccolo dubbio, il tuo voto e la tua valutazione mi incuriosiscono.
    Avrei voluto sapere di più però :)

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)