07/05/15

"La strega di Ilse" di Terry Brooks


Amelia è nuovamente qui con una nuova recensione, nello stile del fantasy più classico.
Premessa per tutti i lettori che vogliono avvicinarsi a Brooks: non iniziate con questo libro, non solo perché non è il primo delle tante saghe che compongo la storia degli eredi di Shannara, ma anche perché molti collegamenti vi sfuggirebbero. 
Lessi le prime due tetralogie diverso tempo fa, fra le medie e i primi anni del liceo, e ammetto che mi sono ritrovata con molti vuoti di memoria, seppure infine sia riuscita a compensare. Quindi, consiglio a tutti di leggerle le saghe tutte d'un fiato o a breve tempo di distanza, per non perdersi nel vasto mondo creato dall'autore.

L'autore

Terry Brooks nasce l'otto gennaio del 1944 a Streling, Illinois.
Prima di divenire scrittori, intraprese la carriera di avvocato, dopo aver studiato legge alla  Washington & Lee University.
Nel 1977 pubblicò il suo primo romanzo fantastico, "La spada di Shannara", che presto divenne un bestseller a livello mondiale e rimase nella classifica del New York Times come libro più venduto per ben cinque mesi.




L'opera

Titolo: La strega di Ilse
Autore: Terry Brooks
Anno di pubblicazione: 200, America - 2001, Italia
Editore: Mondadori
Costo: 10,00
Pagine: 440

Nelle Quattro Terre sembra definitivamente tornare la pace. Ma un giorno un Cavaliere Alato trova sulla spiaggia un naufrago in fin di vita. Gli hanno strappato occhi e lingua, e adesso ha uno strano braccialetto e una misteriosa mappa. Bisogna subito chiedere consiglio al re degli Elfi. Inizia così, a bordo della nave alata "Jerle Shannara", una spedizione piena di pericoli e avventure, alla ricerca della "magia fatta di parole" in grado di cambiare per sempre i destini del mondo.



Dopo moltissimo tempo sono nuovamente approdata nel mondo creato da Brooks, tornando a farmi coinvolgere dalle sue storie. 
Voci e recensioni mi erano giunte su come lo stile del grande scrittore, che tanto leggevo diversi anni addietro, si fosse evoluto, cambiato, portando il fantasy in una sorta di  dimensione fantascientifica.
Così, immergendomi nella lettura, mi vedo ben e felicemente costretta a sfatare questa voce, assai sciocca e sopratutto superficiale.
"La strega di Ilse" presenta una classica struttura da high/epic fantasy: una missione, un ideale, una compagnia, un avventura, segreti e passati dimenticati, inganni.... Presto però si intravedono alcuni accenni di una nuova vita che percorre le Quattro Terre: uno sviluppo che definirei tecnologico, sfiorando lo steampunk ma senza toccare la tanto millantata vena fantascientifica. Brooks mette in atto un ragionamento logico, svelando l'amara verità che forse non tutti gli amanti del fantasy classico vogliono sentirsi dire: le società avanzano, si evolvono, e nulla può rimanere in una imperitura epoca medioevale. 
Ecco che compare il divario che vi è fra la società attuale, in cui la magia va scemando sempre più, e i precursori di essa, padroni della scienza e della tecnologia ormai perduta. Compaiono anche le navi volanti e sarà proprio su una di esse, la Jerle Shannara, che il viaggio si compierà. 
Personalmente ho trovato molto interessante questa novità, seppure non posso non ammettere che le mie speranze di un viaggio su un vascello sono state deluse: sarebbe stato uno dei pochi fantasy ambientato per mare che avessi mai letto. In questo caso, lo scrittore ha fornito una spiegazione concisa di come funzioni questa nuova tecnologia delle navi volanti, seppure a mio parere non sufficiente rispetto alla mia curiosità e sete di precisione. In ogni caso non la definirei una pecca ma una semplici informazioni mediamente soddisfacente. 
La storia, seppure proceda secondo un ritmo apparentemente lento, con la riunione della compagnia che partirà nell'ardito viaggio, non annoia di certo e presenta i personaggi uno alla volta, prendendosi il lusso di non riuscire ad annoiare, disseminando indizi e presagi nel testo, per terminare in un culmine di eventi vorticanti che lasceranno una profonda incognita sull'avvenire dei protagonisti.
"<<Ascoltami>> disse piano Ryer Ord Star. [...] Coloro che ti accompagneranno saranno coraggiosi e forti di cuore, ma solo alcuni faranno ritorno. Uno ti salverà la vita. Un altro cercherà di togliertela. Uno ti amerà senza nulla volere in cambio, uno ti odierà con passione inestinguibile. Uno ti allontanerà dal cammino. Un altro ti riporterà su di esso.>>"

Il numero dei personaggi non è di certo esiguo ma la compagnia presto si restringe a pochi elementi davvero importanti. Molti sono i personaggi secondari, che sono comunque dotati della propria vita e segnati dall'abilità di Brooks di dipingere uomini e donne in poche parole e tratti incisivi, mentre il druido Walker Boh e Bek Rowe s'impongono come protagonisti della scena.  Dove il druido è perseguitato dalle sue scelte, Bek è carico di incognite causate della stesso Walker, domande che porteranno alla rivelazione su chi lui sia davvero, anche grazie alla figura del mutaforma Turls Rohk.
"<<Tu sei quello che sei sempre stato, Bek. Però hai perduto il tuo passato e devi ritrovarlo. In questo viaggio lo ritroverai. Cercalo e anch'esso ti ritroverà. Abbraccialo e sarai libero.>>"

Procedendo per ordine di apparizione si può subito incontrare Hunter Predd, che rimarrà nella schiera dei secondari, seppure il personaggio abbia colto il mio interesse ma al medesimo tempo non si sia sviluppato nella maniera che mi aspettavo, rimanendo sullo sfondo il più delle volte e non usufruendo di dialogo e spazio all'interno della narrazione. Inutile dire il mio sollievo nel vederlo arrivare vivo alla fine del libro, per scoprire che cosa ne accadrà in futuro.
Dove invece il nano Panax e il principe elfico Ahren rimangano simili a un dettaglio, il primo stereotipato e di poco rilievo, il secondo dotato di maggiore pienezza e conflitti. Risalta leggermente colui che avevo figurato come uno dei protagonisti: Quentin Leah ma che rimane  comunque il cugino di Bek pur se impugna la magica spada della sua famiglia.
Interessanti si sono presentati i due Corsari  a capo della Jerle Shannara, la bella Rue Meridian e il fortunato, quanto perennemente sorridente, Redden Alt Meer. Anche la veggente del gruppo, Ryer Ord Star, sebbene al principio si sia presentata come la classica svampita con le visioni, si fa misteriosa e difficilmente decifrabile, implicando forse un tenero sentimento nei confronti di Walker Boh ma che l'autore decide di lasciar sospeso, almeno al momento.
Ogni personaggio che passa per la penna di Brooks, seppure non rimanga indimenticabile nell'immaginario del lettore, risulta piacevole e degno di uno sguardo, la cui morte potrebbe portare un vago sconforto nel cuore di chi si immerge fra le righe.
Invece, con mia grande sorpresa, è proprio colei che da il titolo al romanzo, la Strega di Ilse, a non destare il mio interesse. Oltre poche righe iniziali in cui essa esprime quanto si ritenga superiore al prossimo, rimane una piccola altezzosa ragazza dotata di magia, che inquieta gli animi altrui ma che al tempo stesso battibecca come una bambina col sua maestro.
"[...] Da tempo non fingeva più di credere che la comune origine li legasse in qualche modo significativo. Lei era fatta di fuoco e ferro. Era nata con la magia dentro di sé, era nata per avere il potere. Il suo destino era cambiare per i propri fini la vita degli altri e non farsi cambiare da loro."

L'unica vera pecca di questo libro? Lo stile eccessivamente descrittivo di Brooks, che lascia alle sue parole le voci dei personaggi, senza lasciarli dialogare e interagire fra loro.
Personalmente vi sono alcune parti che ho trovato assai veritiere per ciò che riguarda l'essere umano e che incarnano il significato del romanzo e dei due libri a seguire.
"<<Non puoi essere pronto a tutto, Bek, e non puoi evitare di essere ingannato, di tanto in tanto. Qualunque cosa tu faccia, per quanto tu ci provi, non puoi evitare un insuccesso.>>"

"Il druido continuò: <<Noi trascorriamo la vita sfuggendo alle cose che ci addolorarono e ci disturbano. Reinventiamo noi stessi e la nostra storia collocando costantemente le cose nella luce più favorevole a noi. E' nella natura umana comportarsi così. [...]>>"

Quindi lascio il mio voto finale, per un romanzo piacevole che mi ha riportato ai vecchi fasti un fantasy serio e intrigante, avvolto nel mistero e che spero porti alla conclusione di un altra affascinante trilogia, seguendo l'eredità di Shannara e degli Ohmsford






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