"L'apprendista del mago" di Trudi Canavan


Cari lettori e passanti per la soffitta, come avrete notato sto rimettendo a punto alcune recensioni fatte in passato, alcune senza il bisogno di rilettura, per cui non verranno annunciate nei WWW Wednesday e quindi le troverete nel blog al posto delle regolari recensioni ma conto di finirle prima del prossimo mercoledì, così come di terminare "Tempesta di spade", attualmente in lettura

L'autrice
Trudi Canavan nasce a Melbourne il 23 ottobre del 1960. È  scrittrice di fama mondiale grazia alla sua trilogia The Black Magician, che l’ha resa famosa nel panorama fantasy.
Il suo libro d’esordio è in verità “Whispers of the Mist Children”, scritto nel 1999 e vincitore del Aurealis Award.




Il romanzo

Titolo: L'apprendista del mago
Autore: Trudi Canavan
Anno di pubblicazione: 2009 - 2010(Italia)
Editore: Tea
Costo: 12,00
Pagine: 683

Diventare una guaritrice: questo è il sogno che Tessia ha coltivato da sempre, fin da quando ha cominciato ad affiancare il padre per acquisire i segreti dell'arte medica. Ma il destino ha in serbo per lei una sorpresa: mentre si trova nella residenza di Lord Dakon, il mago del villaggio, Tessia viene infatti molestata da uno straniero e, per difendersi, ricorre istintivamente a poteri magici tanto impensabili quanto devastanti. Intuendo le doti della ragazza, Lord Dakon le propone allora di diventare la sua apprendista e la porta con sé a Imardin, la vivace capitale del regno di Kyralia. Eppure, proprio a Imardin, Tessia si renderà conto di essere entrata a far parte di un mondo molto pericoloso, un mondo su cui grava la minaccia dei perfidi maghi sachakani, determinati a invadere Kyralia e a ridurre in schiavitù tutti i suoi abitanti... Ambientato secoli prima degli avvenimenti raccontati ne "La corporazione dei maghi", questo romanzo è un'introduzione all' universo creato da Trudi Canavan


“L’apprendista del mago” rappresenta il prequel delle due trilogie scritte dalla Canavan, introducendoci in una scenario di diversi anni prima e portando alla luce una differente eroina da Sonea, ovvero Tessia.
Lo stile con cui l’autrice porta avanti le vicende è assai scorrevole e ben scritto, semplice ma attento, però al medesimo tempo non ha particolari pregi se non quello di essere semplice e aperto a tutti.
Le vicende  si svolgono con estrema lentezza. Il libro composto in cinque parti, se non erro, lascia che gli avvenimenti siano pressoché scialbi, una gran massa di chiacchiere svolte alla ricerca di un metodo per fermare gli Ichani, i maghi estraniati della stessa Sachaka.  Questo metodo però viene elaborato mediante alcune spiegazioni sulla magia ma che all’atto pratico risultano  fallaci e prive di consistenza, mostrate nel corso di scompigliate battaglie.
Proprio di queste credo che bisogni fare un accenno. In sé e per sé possono considerarsi passabili ma una sfida a colpi di magia non è qualcosa che si può liquidare come fa la Canavan. La maggior parte degli eventi escono per bocca degli stessi protagonisti o spettatori, narrando così le ritirate, gli scudi alzati, gli avvenimenti, quale fazione stia avendo il sopravvento. Ciò che ne deriva fuori è una gran confusione, o una certa mancanza di fondo all’interno della guerra.  Le vicende non risultano, il fragore della guerra non viene espresso nella giusta maniera, al punto di apparire come qualcosa che fa da sfondo agli avvenimenti, quasi si stesse osservando un piccolo gioco in cui le due fazioni si lanciano stille colorate di energia, sebbene mortali.

“All’improvviso un fascio di luce partì da Takado, diretto contro re Errik. Un attimo dopo, l’aria cominciò a lampeggiare e a vibrare. Un tuono riecheggiò fin sopra la collina: era un rombo costante, formato da una serie di esplosioni in cui l’ultima non si spegneva mai del tutto prima che arrivasse la successiva. […] Ma non un solo colpo, né casuale né deliberato, usciva dal campo di battaglia.”

La Canavan mette in atto un sistema di forze che si scontrano. Sebbene in alcuni sostengano che le parti in gioco siano solamente tre, io ritengo che ve ne siano, almeno all’inizio, ben quattro.
Una di esse è ovviamente la fazione kyralina di cui Tessia e Jayan, coprotagonista della storia, fanno parte.
È con Sachaka cha la faccenda si complica. Infatti Takado, uno dei principali antagonisti è un Ichani ovvero un escluso anche all’interno della stessa società di Sachaka. Allora perché, dopo che lui e le sue armate attaccano Kyralia, il governo di Sachaka non si allea con la nazione offesa? Ed Elyne, terra confinante fra le due nazioni?
Ecco che le acque iniziano a farsi confuse.  La gente di Elyne si schiera con Kyralia ma tutto avviene in una lasso di tempo estremamente lungo. Invece, altra gente di Sachaka si allea con gli Ichani. Ma essi non erano considerati dei rifiuti sociali?
Le motivazioni politiche ed economiche, che di solito sono alla base di tale scelte, non vengo particolarmente ben specificate e tutto si riassume alla cara vecchia tiritera di uno contro uno, Sachaka contro Kyralia.
Infine ci sono le Traditrici. Ho trovato questa organizzazione composta da donne e schiavi di Sachaka una piacevole idea. Proprio su questo fronte viene introdotta Stara, che a mio parere, sebbene risulti un personaggio secondario e con molta meno presenza di Tessia, così come essere stata introdotta solo molto tempo l’inizio del romanzo, abbia uno spessore ben diverso. In alcuni tratti essa risulta vagamente sciocca ma di solito questo tratto viene compensato dalla presenza della sua schiava e aiutante, la vecchia Vora.

Continueremo a chiamarci le traditrici? Stara annui. Sì. Non dobbiamo dimenticare perché siamo venute qui. Non a causa della guerra, ma perché come donne eravamo invisibili, sottovalutate e prive di potere. La società sachakana ci aveva assegnato un posto leggermente più in alto di quello degli schiavi. Adesso abbiamo trovato un nuovo posto, dove siamo noi a prendere le decisioni, dove non esistono schiavi, e tutti lavorano per il bene di ciascuno.”

Ecco le Traditrici, donne e schiave che fuggono dalla guerra per ricavare il loro posto nel mondo. Ma oltre la loro fuga finale da Arvice e la fondazione della loro confraternita, null’altro si saprà di loro. Spero proprio che la Canavana riporti alla luce il passato di Stara e ciò che le Traditrici sono divenute col passare del tempo.
Altro personaggio sempre sachakano che mi ha lasciato delusa, ma non nel senso della sua presenza in sé, è Kachiro, marito di Stara. Essi non consumano mai il loro matrimonio e lui si rivela essere, per l’appunto, omosessuale. Perché di lui non si sa poi nulla? Uno dei tanti che rimane sullo sfondo e che avrei voluto vedere collaborare con Stara.
Parlando invece dei protagonisti principali, esso non mi hanno colpito. Tessia e Jayan non hanno il minimo interesse l’uno per l’altra, se non fosse che la Canavan ci mette lo zampino, costringendoli ad avere pensieri teneri nei confronti dell’altro, ma che in verità, se fossero stati lasciati liberi, come persone autonome, sarebbero rimasti solo amici o si sarebbero disprezzati fino alla fine, dimostrando maggiormente la loro personalità, cosa di cui non sono privi .
Essi non riescono a formare una coppia affiatata, sono stati messi insieme un poco con la colla, giusto per dare struttura al romanzo e per far scoprire chi fonderà la Corporazione dei Maghi e chi per primo riuscirà a fondere magia e guarigione.

“‹‹Be’, almeno questa volta posso stare sicura che nessuno di loro cercherà di sedurmi.›› Con una smorfia, Tessia si passò una mano fra i capelli che erano appena usciti dalla treccia. ‹‹Sono lurida, e ho il corpo che è tutto una piaga, per via di questo lungo cavalcare.››
Lui le lanciò un’occhiata esausta, stupito che fosse ancora in grado di prendere alla leggera una situazione come la loro, quando la sua casa e la conferma del destino toccato ai genitori non erano che a pochi passi di distanza.
Tessia gli restituì l’occhiata, il suo sorriso svanì, e distolse lo sguardo.
È imbarazzata, si accorse Jayan. Dovrei dire qualcosa d’intelligente, qualcosa che la rassicuri. Ma ogni cosa che gli veniva in mente gli sembrava sciocca, oppure avrebbe potuto darle l’impressione che lui avesse un interesse romantico… cosa che voleva evitare a tutti i costi.
Così non disse nulla. Quello sguardo spiritato, che così spesso durante il viaggio aveva abitato gli occhi di Tessia, in quel momento era tornato. Decisamente meglio non dire nulla, decise Jayan.”

Fondamentalmente Tessia e Jayan sono personaggi di certo non indimenticabili  ma neppure deprecabili, che comunque ho seguito nella lettura con un certo interesse, seppure non paragonabile rispetto a quello di altri. Per esempio, Lord Dakon, maestro di Tessia e Jayan, uomo gentile e affabile,  mi ha incuriosito moltissimo ma di lui non ho potuto sapere molto.
Invece Hanara, schiavo di Takado, è risultato essere molti interessante e ricco di sfaccettature, soprattutto per via della sue azioni, sospeso tra il suo passato di schiavo, e la pesante influenza che esso ha sulla sua psiche, e la sua nuova condizione di libertà, così come il futuro che lui sceglierà per se stesso.

“C’era un'unica persona al villaggio cui poteva essere diretto quel messaggio: lui. E un’unica persona che si sarebbe aspettata della informazioni da parte di Hanara: Takado.
Per il momento, Hanara non aveva obbedito, cercando di fingerlo di non averlo visto, o di non sapere cosa fare. […]
Ma io l’ho visto e so cosa devo fare. E, quando Takado mi leggerà la mente, saprà che gli ho disobbedito. Ma poi si ricordò che ormai era un uomo libero, al servizio di Lord Dakon. Takado non aveva più il potere di tiranneggiarlo. Ma Lord Dakon non è qui. Non può impedire a Takado di venire a prendermi.

Probabilmente avrei dato a questo libro anche quattro punti ma per via di molti dettagli trascurati gli do tre punti d’inchiostro.




4 commenti

  1. Devo dire la verità, a me è piaciuto davvero tanto... più della prima trilogia originale, addirittura, anche se l'ho trovato un po' lento in alcuni punti! *___*
    Per quanto riguarda la seconda trilogia, spero di cominciarla a breve... mi considero una gran fan della Canavan, un'autrice che secondo me ha il grandissimo merito di riuscire a migliorare sempre, in maniera lenta ma costante, nel corso del tempo e attraverso il susseguirsi dei suoi vari romanzi! ^^

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    1. Infatti non posso dire che mi sia dispiaciuto nel suo insieme, purtroppo ci sono stati diversi punti che non mi hanno convinto e credo che avrebbero potuto essere trattati con maggiore attenzione

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  2. Adoro la Canavan! quest'anno conto di leggere la seconda trilogia dedicata al mondo dei maghi :)
    Anche a me questo prequel non mi ha colpita particolarmente però :)

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    1. Io ho letto la prima ma mi avvio a rileggerla per il programma di rilettura. Conto di vederti per farmi sapere che ne pensi ;)

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)