"Chelsea & James" di Roberto Giuseppe Cozzo

Cari appassionati di libri, eccomi qui con una nuova recensione. Stavolta, si tratta di una collaborazione, ovvero il romanzo mi è stato spedito dall'autore e lo ringrazio molto di avermi offerto questa occasione.
L'autore
Roberto Giuseppe Cozzo nasce il 10 gennaio del 1992. Attualmente studente universitario, "Chelsea & James" è il suo romanzo d'esordio, pubblicato mediante self-publishing con l'ausilio del servizio Amazon, Kindle Direct Publishing. Sta lavorando al suo secondo romanzo, la cui uscita è prevista nell'arco del 2015






Il romanzo

Titolo: Chelsea & James
Autore: Giuseppe Cozzo
Anno di pubblicazione: 2015
Editore: Self Publishing
Costo: 6,24
Pagine: 185

Stati Uniti d'America. Nel tentativo di perseguire il proprio personale senso di giustizia, due ragazzi cercano di fuggire da un ingombrante passato, che li condiziona fortemente. La moralità, immancabilmente relativa, viene messa in discussione, mentre un viaggio li porterà via dalla zona in cui hanno imparato a soffrire. Scopriranno che allontanarsi da un luogo è possibile, ma prendere le distanze dalle proprie vite è un obiettivo che può essere raggiunto solo conoscendo sacrifici forse insopportabili.



Iniziamo col dire che il romanzo mi ha inizialmente colpito e interessato, molto affascinata dal vedere l'idea di giustizia che si sarebbe formata nelle pagine a seguire, eppure la consistenza della storia è andata via scemando, al punto che mi sono detta che qualche pagina in più non sarebbe guastata.
L'apertura della storia, il delinearsi misterioso della storia di James e quella chiara e certa di violenza di Chelsea, sono molto valide. L'atto criminoso che i due compiono per difendersi e per punire i loro assalitori porta sulla soglia di una nuova storia di una coppia criminale, oppure mostrando la fuga alla ricerca di una nuova vita per due giovani a cui sembrano essere state tolte le speranze, ed è forse questo il punto di mezzo in cui il libro approda senza però riuscire a sviluppare nel pieno delle sue possibilità entrambe le ramificazioni.
Parlando dei protagonisti, presto si nota come essi in verità non siano persone particolarmente empatiche, oltre una vago sguardo al loro passato che però tentano di soffocare mettendo loro stessi in una relazione accennata solo da gesti ma non da fatti consistenti e fisici, che a mio parere non sarebbe guastato: il legame fra sesso e crimine è sempre forte, e di certo non si può negare che Chelsea e James rientrino in tale categoria. 
La narrazione in prima persona di James rende bene il personaggio, mostrandolo come astuto, seppure minato dalla sue personali insicurezze,  un attento osservato del comportamento altrui e da cui deduce moltissimi fatti che gli vengono in aiuto. Al contrario Chelsea non mi ha lasciato alcuna particolare impressione se non quella iniziale e quella finale, lasciata a poche pagine dalla fine; rimanendo quasi coperta dalla narrazione estremamente personale di James.
La ricerca della giustizia dei due giovani non mi ha soddisfatto, almeno non come mi aspettavo o come avrei voluto vedere, traducendosi in una sorta di risposta sociopatica e non del tutto profonda, una sorta di anarchia a fare da sfondo alle loro idee nella continua ricerca di una libertà nuova, che non riescono a guadagnare: agendo a volte in maniera infantile, non tanto nei gesti e negli atti quanto nelle ideologie, riflettono secondo la logica un po' scontata di chi è stato ferito. A loro è stato tolto molto e di conseguenza possono prendere ciò che vogliono e fare quel che desiderano.
Sebbene James abbai un interessante monologo interiore sulla giustizia, la sua esternazione è una singola e sociopatica, che rovina tutto il lavoro dei suoi pensieri, apparendo un vano tentativo di giustificare i suoi gesti, ignorando la sfera emotiva dell'atto di uccidere ed affidandosi e riflessioni logiche.

Il concetto di giustizia non è univoco. E la morale è relativa, come ogni altra cosa. Non tutti gli assassini sono perseguitati dalle forze dell'ordine. Alcuni, come i membri degli eserciti, sono addirittura considerati eroi.
"La giustizia è ottenere quello che si vuole",concludo. "E impugnare una pistola carica può essere d'aiuto."

All'interno del romanzo, a livello strutturale, si alternano alcuni momenti di ovvietà un poco disarmante ma si perdono in fretta all'interno delle parole del giovane ladro e assassino.. Molto spesso l'autore si prende il diritto di sostituire i dialoghi dei protagonisti con una breve descrizione di ciò che esce dalle loro bocche, affossando così l'interesse e l'attenzione, smorzando i discorsi a metà.

"Devo tornare a casa",dice. "Tra poco è l'ora in cui di solito ero in pausa lavoro. E Bob mi aspetta, vorrà qualcosa da mangiare." Aggiunse che deve pensare ad un piano per evitare di confessargli di aver perso il lavoro.

In altri punti, l'azione e la violenza che avviene fra i personaggi risultano privi di una certa enfasi, assomigliando a una sorta di eventi elencati.

"Tu non ti impicciare",risponde lui, dandole uno schiaffo col dorso della mano. Lei cade, ma lui tocca terra prima di lei, dopo essere stato colpito sullo zigomo dalle nocche del mio pugno. La ferita gli si apre, facendola sembrare molto più grave del reale, e lui comincia a grondare sangue."
Vi sono anche altri punti che mi hanno lasciato perplessa, come la morte del primo uomo, provocata da James, di come Chelsea non si sia sporcata neppure un poco del sangue della vittima, colpita da un colpo di pistola. O di come avvenga la liberazione della giovane ragazza in seguito alla sua cattura: all'interno della stazione di polizia vi sono solo cinque persone, e per quanto essa sia piccola, potrebbe essere una cifra azzardata. 
In ogni caso ho apprezzato l'attenzione dell'autore riguardo i dettagli delle armi e la sua decisione di voler approfondire quell'aspetto che forse, seppure possa sembrare irrilevante, avrebbe contribuito alla creazione anche di un vago sentore di thriller che non avrebbe guastato.

Il mio voto per questo romanzo è di due punteggi d'inchiostro e mezzo, perché nonostante la premessa mi abbia molto colpito e tenuta interessata nei primi capitoli, nello scorrere della storia esso è andato diluendosi e perdendosi all'interno delle vicende, dimenticando il tema principale per riprenderlo verso il finale



8 commenti

  1. Risposte
    1. Non posso dire che il libro mi ha entusiasmato, sebbene non mi sento neppure di condannarlo. Diciamo che mi ha lasciato distaccata.

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  2. Sono abbastanza concorde con il tuo giudizio.
    E' un buon libro, ma ho trovato le biografie dei protagonisti povere e le situazioni poco credibili.
    Soprattutto mi ha stranito il cambiamento repentino della loro personalità.
    Da vittime a carnefici in meno di 24 ore.
    Da uccidere per difesa ad uccidere per gioco.
    Dallo scappare per fuggire da una realtà che non gli dava niente, allo scappare verso il niente per stare a tutti i costi insieme (ricordiamo che erano due estranei,appena conosciuti).
    La storia poteva sicuramente dare molto di più.

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    1. In ogni caso è possibile che l'autore in futuro, alennandosi riesca a fare sempre meglio. Si vedrà

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  3. Questo libro è tra le mie prossime letture,un molti ne hanno parlato bene: )

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    1. Pure io, prima che lo scrittore me lo proponesse per una recensione. Peccato che non mi abbia completamento soddisfatto

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  4. Peccato che non ti sia piaciuto. A me è piaciuto molto. L'ho recensito sul mio blog tempo fa.

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    1. In un certo senso mi è dispiaciuto che non sia stato di mio gradimento. Leggendo la quarta di copertina credevo che mi sarebbe piaciuto sicuramente ma purtroppo vi sono stati quei dettagli qua e là che mi hanno fatto storcere il naso

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)