02/07/15

"Eragon" di Christopher Paolini

Dopo tantissimo tempo, una volta recuperata la linea internet, eccomi qui con una recensione per voi.
In tal caso si tratta di un rilettura, ovvero di “Eragon” primo romanzo del Ciclo dell’Eredità scritto da Christhoper Paolini.

L'autore

Christhoper Paolini  nasce il 17 novembre del 1983 a Southern California. Meglio conosciuto per il Ciclo dell’Eredità,  è stato inserito fra gli scrittori più giovani al mondo ad aver venduto e scritto una serie di bestseller. Nel 2012 ha annunciato di essere intento a redigere il seguito della saga a cui deve il suo successo, così come di un romanzo di fantascienza.


Il romanzo

Titolo: Eragon
Autore: Christopher Paolini
Anno di pubblicazione: 2002 – 2004 (Italia)
Editore: Fabbri
Pagine: 593

Un ragazzo. Un drago. Un mondo di avventure. Quando Eragon trova una liscia pietra blu nella foresta, è convinto che gli sia toccata una grande fortuna: potrà venderla e nutrire la sua famiglia per tutto l'inverno. Ma la pietra in realtà è un uovo. Quando si schiude rivelando il suo straordinario contenuto, un cucciolo di drago, Eragon scopre che gli è toccata in sorte un'eredità antica come l'Impero. Forte di una spada magica e dei consigli di un vecchio cantastorie, dovrà cavarsela in un universo denso di magia, mistero e insidie, imparare a distinguere l'amico dal nemico, dimostrare di essere il degno erede dei Cavalieri dei Draghi..


“Eragon” è un romanzo valido come al medesimo tempo non è tale. Scritto in giovane età da Paolini, è di certo un’opera molto più consistente di molte altre che si vedono scritte e pubblicate per mano di vari scrittori suoi coetanei, ma non può non dimostrare una forma che di certo avrebbe avuto bisogno di molte cure e una maggior crescita.
Il romanzo presenta tante buone idee, seppure esse possano sembrare piuttosto banalotte e lasciando trasparire una chiara visione adolescenziale che porta in sé lo strascico di un sogno che molti hanno: volare a cavallo di un drago.
In verità l’idea dei Cavalieri e dei loro draghi, così come del Gedwey ignasia, del legame che intercorre tra Cavaliere e drago, creature come gli Spettri, l’antica lingua e le leggi che regolano esse…  ergono un mondo con le sue particolarità, ma il primo romanzo non è che una sorta d’introduzione a tutto ciò che accade senza permeare a fondo l’ambiente e la narrazione.
Ma spieghiamoci meglio.

Fondamentalmente il romanzo si suddivide in tre parti principali, come tutti i libri del resto: un inizio, una parte centrale e una fine. Dove l’inizio e la fine vedono uno proficua elaborazione, la presentazione di protagonisti e battaglie, la parte centrale risente molto i una immobilità e di una sorta di vuotezza di fatti che lascia perplessi e rende la lettura assai lunga e difficile, priva di alcun colpo di scena: basta vedere la traversata compiuta da Eragon e Murtagh nel deserto di Hadarac.
Molti punti interrogativi si volgono verso altri personaggi che cavalcano la scena. Così come molte situazioni che si creano all’interno della numerose interazioni all’interno della narrazione.
Alcuni personaggi si presentano interessanti sotto molti aspetti: Ajiad il capo dei Varden e la sua solennità, Brom con la sua particolare apparenza e i Gemelli con il loro ostico e particolare comportamento, così anche Arya benché essa venga sfruttata a malapena, Angela l’erborista con le sue stranezze e Solenbum il gatto mannaro.
Sotto molti aspetti il personaggi di Brom, benché esso presenti una caratterizzazione che potrebbe distanziarsi dal solito maestro e saggio, si presenta come facilmente prevedibile. Pur sapendo in anticipo quale fosse la verità che si celava nel sup passato essa era facilmente intuibile non solo per deduzione, ma anche grazie ai molti accenni all’interno della trama. Inoltre la grande rivelazione viene narrata in maniera alquanto sbrigativa e tutt’altro che carica di suspense.
Murtagh, colui che si unirà alla compagnia del giovane Eragon, è fonte di molta perplessità, soprattutto per il suo arrivo. Seppure il giovane combattente, portatore di un oscuro segreto e dal passato nascosto di cui è assai restio a parlare, compare in un momento critico per il protagonista e Brom, erigendosi a salvatore.

Proprio in quel momento si udì un fruscio sibilante, seguito dall’urlo del Ra’zac. Dalla sua spalla sporgeva una freccia. Il Ra’zac più vicino a Eragon si abbassò di colpo, schivando per un pelo la seconda freccia. […] Mentre altre frecce saettavano per il campo, scoccate da invivibili arcieri, i Ra’zac si rifugiarono dietro alcuni massi.

Eppure, dopo la misteriosa comparsa di questo arciere dai capelli scuri, dopo che esso si è sprecato a donare spiegazioni sommarie, per Eragon è tutto nella norma. Lui non si pone alcuna domanda.
Altro personaggi non sfruttato è Durza,  lo Spettro. La verità sulla sua origine viene svelata in un turbino di pensieri che fluisce in Eragon durante il loro scontro finale, rovinando così un personaggio che avrebbe dovuto avere molto più spazio dato il lavoro creato sul suo background.
Tirando le somme non esiste un vero e proprio cattivo, oltre la mistica figura di Galbatorix e dell’ormai deceduto Morzan, del gruppo di mostruosi Urgali che agiscono come un’unica entità.
Una parentesi va aperta su Eragon e su Saphira, che forse sono tra i personaggi che meno si distinguono per la loro forza emotiva. Dove la dragonessa diventa l’emblema di una sorta di forza bruta e non tanto da compagna di vita di Eragon quanto da madre afflitta dalla sindrome dell’abbandono, Eragon risulta piuttosto sciocco.
Saphira viene ammirata e riverita, elogiata per la sua grandezza  e la sua potenza, nonché saggezza ma in verità non è propriamente pura come appare quanto piuttosto risulti spesso egoista e pretenziosa, nonché priva di spirito caritatevole verso persone care allo stesso Eragon.

Saphira lo aspettava paziente. Mi porti a casa? le chiese. […] So che non vuoi, ma devi. Tutti e due abbiamo un obbligo nei confronti di Garrow.  […]
I pensieri di lei lo raggiunsero con rabbia. Il sangue conoscerà il sangue. Combatterò. I nostri wyrda, i nostri destini ci legano, ma non mi sfidare. Ti porterò a casa perché sono in debito, ma sappi che voliamo verso la follia.

Altri strani tratti corredano l’immagine del drago, come la sua crescita accelerata. Dato che un drago vive per moltissimo tempo, perché non richiede un processo millenario? O almeno secolare? No, Saphira cresce nel giro di un anno al punto di poter sostenere una battaglia.
Eragon è un personaggi che chiaramente necessita una crescita, dato che esso appare particolarmente piatto e tranquillo, in costante apprendimento, tantomeno particolarmente sveglio. Interessante come, dopo aver visto l’uovo schiudersi e una cucciolo di drago davanti ai suoi occhi, esso non si meravigli. Ciò viola ogni genere di buon senso, dato che i draghi sono creature ormai scomparse da millenni e un giovane contadino di Carvahall, alla vista di tale creatura, non ha alcuna reazione particolare se non un freddo ragionamento.

Il mio voto per questo romanzo è di tre punteggi d’inchiostro. Nonostante le molte idee e il potenziale di una scrittura piacevole, molti dettagli avrebbero dovuto essere maggiormente curati e alcuni dettagli approfonditi. In ogni caso è una lettura piacevole da non prendere troppo seriamente ma neppure senza interesse.  







4 commenti:

  1. A me non è piaciuto e per questo ho deciso di non proseguire la serie!

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    1. Intendiamoci, neppure a me ha fatto impazzire. Però non lo definirei neppure così terribile. Purtroppo ho letto molto di peggio

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  2. Sto facendo il giro delle tue recensioni, per guadagnare punti, non sapendo a che posto sono.
    Comunque a parte questo, vorrei dire alcune cose su questo libro.
    Concordo con te come prima cosa, Eragon ha tante buone idee, che però vengono mal sfruttare. E' vero che la giovinezza di Paolini gli ha dato un vantaggio sotto certi aspetti, ma è stata anche la sua debolezza. La mancanza di esperienza lo ha fatto inciampare in più punti. Però il libro io lo letto quando era più giovane di lui, credo, quindi non mi sono accorto di nulla alla prima lettura. Ero immerso in quel mondo dalla testa ai piedi, e quando ho scoperto che l'autore aveva più o meno la mia stessa età, mi sono messo a scrivere anche io. Quindi forse è stato uno dei libri che mi ha spinto a scrivere. Per questo non gli posso voler male, nonostante tutto :)

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)