"Il leone, la strega e l'armadio" di C.S. Lewis

Cari appassionati di libri, eccomi qui con una recensione per voi. Avrei dovuto pubblicarla stamattina ma per qualche ragione, ho avuto nuovi problemi con la connessione





6704575Titolo: Il leone, la strega e l'armadio
Autore:  C. S. Lewis
Anno di pubblicazione: 1950
Editore: Mondadori
Costo: 6,80
Pagine: 182

Terra 1940 - Narnia 1000 C'è la guerra, e per Peter, Susan, Edmund e Lucy è meglio rifugiarsi in campagna. Nella grande casa che li ospita scoprono un immenso armadio che sembra fatto apposta per nascondercisi: in realtà è una porta per entrare in un altro mondo, dove gli animali parlano e nessun incantesimo è impossibile. Ma una strega malvagia ha cancellato le stagioni, mutando il felice regno di Narnia in una landa desolata. Per fortuna c'è qualcuno che può rimettere le cose a posto...


In seguito alle vicende de “Il nipote del mago”, vediamo protagonisti quattro fratelli: Peter,Susan, Edmund e Lucy. Fuggiti dalla guerra, per evitare i bombardamenti  che avvenivano in città, vengono mandati in una casa di campagna dove vi è un vecchio professore, contornato da qualche lavorante nella casa.
Durante un giorno piovoso, decisi a giocare a nascondino, Lucy entra in una grande armadio per nascondersi. Da lì inizierà l’avventura dei quattro fratelli nel mondo di Narnia, un po’ per gioco e un po’ per voglia, inconsapevoli che dinnanzi a loro li attende qualcosa di molto più grande,.

Il tempo del male sarà terminato
quando i figli d’Adamo e del suo costato
i torni di Cair Paravel avranno conquistato.

È dura dover ammettere un fatto, che per quanto increscioso risulta per sempre vero: il film mi è piaciuto più del libro. Dove il primo capitolo delle Cronache è risultato un breve romanzo assai interessante, questa seconda storia del mondo di Narnia risente di un pesante infantilismo che “Il nipote del mago”, nonostante fosse chiaramente una storia per bambini, è riuscito a mitigare esponendo tematiche tutt’altro che semplici.
Ecco invece che la seconda Cronaca non è che un miscuglio di religione, mitologia greca e biblica, precetti antichi, insensatezze, spiegazioni sommarie e fin troppo illogiche, così come situazioni del tutto prive di componenti degne di personaggi sani di mente.
Molti sono i punti fragili di questa storia, quelli solidi quasi nessuno o del tutto trascurabili.
Le insensatezze partano dagli stessi animali parlanti creati grazie al dono che Aslan ha dato loro: ecco volpi mangiare crostate, castori cucire e bere da bricchi di panna, fare colazione come normali essere umani. Per tutta la magia che Lewis voglia mettere, questo fa sorridere i bambini ma non può essere minimamente entusiasmante per un lettore più adulto che cerca una geniale favola anziché una sorta di raccontino smielato di Signore Castoro preoccupate per la loro macchina da cucire.
Così come il gruppo in fuga si metta a fare colazione mentre Jadis, la malvagia Strega Bianca già antagonista ne “Il nipote del mago”, sta dando loro la caccia.
Lewis mette mano a un vasto repertorio di mitologia, creando un guazzabuglio stereotipato in bene e male. Ecco che si presenta driadi e centauri, fauni e si narra anche dello stecco Bacco, dio greco. Ma ora ecco Jadis, figlia del demone Lilith, e i giovani protagonisti, i figli di Adamo e di Eva. Oh, giusto! Manca Babbo Natale!

Era un uomo grande e molto grasso, con un vestito rosso come le bacche d’agrifoglio, il cappuccio foderato di pelliccia bianca e una grande barba che gli cadeva sul petto come una cascata di candida schiuma. I ragazzi lo riconobbero subito perché nel nostro mondo (il mondo al di qua dell’armadio) tutti ne parlano e spesso ne fanno imitazioni.

La battaglia, il culmine della vicenda, tanto attesa e anelata non è che a stento un raccontino su cui si sorpassa velocemente, senza che davvero si comprendano gli eventi.
Lewis ammanta la sua scrittura di una chiara nota biblica, che ne “Il nipote del mago” poteva anche risultare piacevole e degna di nota col nome d’ispirazione, in  questo romanzo ecco che la religione cala la sua bacchetta per picchiare sulle dita di chi voglia vedere al di là del proprio naso e uscire dai soliti schemi.
Jadis, figlia di Lilith e quindi creatura demoniaca e malvagia. Susan e Lucy, figlie di Eva e quindi donne. Donne che non devono combattere, armate ma non degne di difendere loro stesse.

Le battaglie diventano troppo ignobili quando combattano anche le donne.

E cosa è, allora, Jadis? Perché dentro di lei scorre il sangue di un demone e di un gigante, ecco che lei non è più donna. Ecco che neppure Susan e Lucy paiano doversi  dotare della forza di essere autosufficienti.
Perché fai questo Lewis?
Come può l’autore dimenticare ciò che è la storia e il ruolo delle donne? Perché scrivere con frasi buoniste una realtà che i bambini possono vedere coi loro stessi occhi?
Insomma, “Il leone, la strega e l’armadio” è un’opera che va bene se non si ha davvero voglia d’impegnarsi e magari si vuole sprecare un poco del proprio tempo. Inutile dire che questo romanzo mi ha lasciato l’amaro in bocca.
L’unica perla? Il professore!

-Ma lei pensa che ci sia davvero quest’altro paese?- chiese Peter, che non era del tutto sicuro di aver capito. – Ci sarebbero davvero altri mondi, accanto al nostro?
-Niente di più probabile- rispose il professore, e, toltisi gli occhiali, cominciò a pulirli borbottando: -Ma  cosa diavolo insegnano, dico io, nelle scuole?

Il mio voto per questo romanzo è di due punteggi d’inchiostro



Nessun commento

Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)