"Raven Boys" di Maggie Stiefvater


Cari appassionati di libri, eccomi qui con la recensione del libro del mese di giugno, ovvero “Raven Boys” di Maggie Stiefvater. Ero piuttosto curiosa di sapere come sarebbe stata questa lettura tanto osannata e posso dire che non sono stata del tutto delusa.


17675462Titolo: Raven Boys
Autore: Maggie Stiefvater
Saga: The Raven Cycle #1
Editore: Scholastic Press
Pagine: 409

It is freezing in the churchyard, even before the dead arrive.
Every year, Blue Sargent stands next to her clairvoyant mother as the soon-to-be dead walk past. Blue herself never sees them—not until this year, when a boy emerges from the dark and speaks directly to her.
His name is Gansey, and Blue soon discovers that he is a rich student at Aglionby, the local private school. Blue has a policy of staying away from Aglionby boys. Known as Raven Boys, they can only mean trouble.
But Blue is drawn to Gansey, in a way she can’t entirely explain. He has it all—family money, good looks, devoted friends—but he’s looking for much more than that. He is on a quest that has encompassed three other Raven Boys: Adam, the scholarship student who resents all the privilege around him; Ronan, the fierce soul who ranges from anger to despair; and Noah, the taciturn watcher of the four, who notices many things but says very little.
For as long as she can remember, Blue has been warned that she will cause her true love to die. She never thought this would be a problem. But now, as her life becomes caught up in the strange and sinister world of the Raven Boys, she’s not so sure anymore.
From Maggie Stiefvater, the bestselling and acclaimed author of the Shiver trilogy and The Scorpio Races, comes a spellbinding new series where the inevitability of death and the nature of love lead us to a place we’ve never been before.




 Le mie aspettative per questo romanzo non erano alte ma neppure bassissime, sarò sincera. Non sono mai stata una grande fan dei libri la cui premessa è “ucciderai il tuo vero amore con un bacio”; così come della maggior parte degli young adult di cui il mercato è saturo e che sono per lo più piuttosto scadenti e ripetitivi.
Eppure non posso dire di essere stata delusa infatti “Raven Boys” è un libro carino e piacevole, non bellissimo ma godibile e sono comunque curiosa di sapere come sarà il seguito.

La storia si apre dapprima in due differenti visioni, seguendo la vita di Blue Sargent, giovane figlia della veggente Maura, risedente nella città di Henrietta e le vicende dei “Raven Boys” Gansey, Ronan, Adam e Noah e lo loro assurde e strampalate ricerche di ciò che Gansey chiama linee di prateria e su Glendower, mitico sovrano gallese.

Blue […] sfogliò il diario […] La pagina su cui si aprì era un miscuglio di ritagli ingialliti di libri e giornali. Segni a penna rossa sottolineavano alcuni passaggi, aggiungevano commenti a margine (Le Grotte di Luray contano come luogo d’interesse spirituale?  Corvo =corvo imperiale?) e annotavano una lista ordinatamente incorniciata dal titolo “Nomi di luoghi dalla influenze gallesi vicino a Henrietta”.


La lettura è aiutata dallo stile delle Stiefvater che di certo si distingue molto da quello di altri scrittori, dandogli una impronta del tutto personale semplicemente usando dei paragoni e suggerendo una determinata atmosfera con qualche semplice parola, una postura, una alzata di sopracciglia. 
L’avvicendarsi degli eventi  va avanti con una certa costanza e anche con un poco di lentezza seppure l’autrice abbia la capacità di disseminare eventi e faccende che avvicinino il lettore alla vita dei protagonisti, lasciando lungo la lettura lo strascico di un qualcosa che necessità una risposta o dovrebbe suscitare una certa curiosità.

Ciò che mi è piaciuto in particolare ma anche un poco deluso, è la presenza di elementi sovrannaturali che si avventurano non solo nel campo folkloristico ma anche nel mondo dei veggenti e dei medium, di una sorta di sommesso new age. Questo mi ha piacevolmente sorpreso ma anche alquanto scontentato. Per quanto la Sitefvater sembri presentare almeno una conoscenza basilare dei procedimenti mediani, della lettura dei tarocchi e di molto altro, avrei preferito vedere una maggiore e più curata presentazione di un così differentemente ramificato e complicato ambiente, anziché dedicarsi a qualche accenno sommario e deduzione. 

Ogni personaggio di “Raven Boys” ha una sua caratterizzazione seppure al medesimo tempo io non sia stata in grado di figurarmi i giovani protagonisti come autonomi se non racchiusi e sostenuti dalle parole stesse dell’autrice, al contrario di Calla e Persephone che invece acquistano un maggiore spessore e forza. Ogni giovane si distingue dagli altri ma qualcosa non consente loro di spiccare, se non forse per l’eccezione di Ronan e Blue, dove invece Gansey e Adam rimangono ancora ancorati all’interno delle parole erette dalla Stiefvater.

Ciò che mi ha davvero  fatto piacere è stata la creazione di Blue, differenziandola dai soliti stereotipi che si possono leggere nella maggior parte dei romanzi. Infatti la giovane figlia di Maura è tutto meno che una ragazzina che si lascia soggiogare dal fascino altrui al primo acchito, dimostrando un minimo di spina dorsale.

Disse: ‹‹Non  vedi che ho il grembiule? Vuol dire che sto lavorando. Per guadagnarmi da vivere.››
[…]
‹‹Sì. Quanto ti pagano all’ora? Me ne occupo io. E parlerò al tuo capo.››
Per un momento, a Blue mancò il dono della parola. Non aveva mai creduto alle persone che dichiaravano di essere senza parole, ma lì, in quel momento, lei lo era. aprì la bocca e all’inizio tutto ciò che uscì fu aria. Poi qualcosa che somigliava all’inizio di una risata. E, infine, riuscì a crepitare: ‹‹Non sono una prostituta.››

Altro punto a favore del romanzo è la costante romantica che non è poi così costante, quanto più fa da sfondo e da dubbio all’interno della vita di Blue, senza intaccare il punto principale della trama e degli istinti di scoperta e desiderio di una vita diversa che contagia ognuno dei giovani personaggi.



Il mio voto per questo romanzo è di tre punteggi d’inchiostro  e mezzo, per un’opera piacevole ma con cui si poteva fare molto di più.


6 commenti

  1. Io, devo essere sincera, ho sempre scansato questo libro per via della tram, che mi rimandava a una tipologia di romanzi young urban fantasy che poco mi ispirava. E invece leggendolo ho scoperto un mondo, sono innamorata dello stile della Stiefvater e sono stata contenta di vedere che non tutto girava intorno alla love story che si prospettava dalla sinossi. :)

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    1. Infatti pure io sono stata piacevolmente sorpresa di ciò. Non sono una patita del romance all'interno dei libri. Preferisco temi più "sociali", se posso dire così

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  2. Non sono riuscita a terminare questo libro perché non mi piaceva proprio. Credo di avere un rapporto complicato con Maggie Stiefvater, in quanto oltre questo libro ho letto di suo anche la saga dei lupi di Mercy Falls, e ho fatto davvero tanta fatica a completarla.

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    1. La Stiefvater è entrata nelle categoria del tipo: ti amo o ti odio

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  3. Di Maggie Stiefvater ho già letto "I lupi di Mercy Falls" che non mi ha entusiasmato granché: parecchie scelte dell'autrice non le ho apprezzate (come lo stile) e tra i personaggi solo uno/due mi hanno colpito. Comunque voglio darle un'altra possibilità con "The Raven Cycle" che sembra proprio fare al caso mio! Sperando che la Stiefvater riesca a 'riprendersi'.

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    1. Io non ho letto affatto la saga di Mercy Falls ma credo che lo stile della scrittrice sia sempre lo stesso. Di certo, io credo che il tema sia molto più interessante rispetto a dei lupi mannari (perché erano lupi mannari vero?)

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)