13/07/15

"The Program" di Suzanne Young

Cari appassionati di libri, eccomi qui con una recensione per voi. Stavolta vertiamo su uno dei libri che ultimamente ho visto un po' ovunque sui vari blog e di cui, avevo una certa e alta aspettativa. Benché essa sia stata delusa. Inoltre mi sembra giusto informarvi che tale romanzo è stato letto perché scelto dalla TBR dell'iniziativa Bookmark Reading a cui sto partecipando.

L'autrice

Suzanne Young è autrice besteseller del New York Times e dalla sua penna è nato il mondo di "The Program". Attualmente vive a Temple in Ariziona, dove lavora come professoressa di inglese. 






Il romanzo

Titolo: The Program
AutoreSuzanne Young
Editore: Deagostini
Anno di pubblicazione:2013 - 2015 (Italia)
Pagine:448
Costo: 14,90

Sloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l'epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi... Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L'unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. E stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo. 

"The Program" ci trasporta in una Terra diversa dalla nostra, flagellata da un epidemia di suicidi che colpisce gli adolescenti e così è stato creato il Programma: un progetto che garantisce la cura e la sopravvivenza dei giovani almeno fino ai diciotto anni. Internandoli, imbottendoli di farmaci, cancellando i ricordi del loro passato affinché possano ricominciare da capo e non provare mai più a suicidarsi.
Il suicidio è qui trattato come una vera e propria malattia ma il libro in sé non possiede alcuna minima serietà su tale argomento, portando sopratutto la sua attenzione sul rapporto di James  e Sloane, protagonisti e fidanzati del romanzo. 
Partendo da tale punto, "The Program" si può leggere in due  maniere. La prima facendo spallucce e cercando di godersi la superficialità e il fattore romantico che viene gettato nelle pagine tanto per riempirle. La seconda è cercando di comprendere i motivi di tale epidemia e come funzioni il Programma, se la Young si desse la pena di approfondire i fatti da lei stessa scritti.
Vi sono molte domande da farsi. Come può il Programma risolvere il problema di questa epidemia? In questo romanzo, il suicidio viene indicato come una vera e propria malattia, una depressione che aggredisce la mente e la piega in pochissimo tempo. Senza conoscerne il come e il perché ciò avvenga, gli adolescenti vengono imbottiti di farmici che distruggono la memoria, per poi venire reinseriti un poco alla volta nella società. Ma come può il Programma non garantire una ricaduta? Non si conoscono i processi medici di questa epidemia, quindi la cura non è certa e inoltre se questo tipo di suicidio è un virus, una volta ricostruita una nuova identità perché non dovrebbe attaccare ancora una volta il sistema nervoso?

Il suicidio è sempre esistito, ma a un certo punto, praticamente da un giorno all'altro, un numero sempre maggiore di miei coetanei ha iniziato a buttarsi dalla finestra, a tagliarsi le vene... e quasi sempre senza un motivo chiaro [...] Per combattere l'epidemia, il nostro distretto scolastico ha implementato il progetto pilota, il Programma: un approccio innovativo alla prevenzione.

Altra domanda che mi sono posta era su dove fossero i dissidenti. Una cambiamento così radicale, apportato in un sistema di vita radicato che il Programma si prefigge di segnare in maniera profonda, dovrebbe portare a delle rivoluzioni e non al solito gruppo di misteriosi ribelli intenti a nascondersi nell'ombra.
Come fai a dire a una persona che sei l'amore della sua vita, se lui non ti riconosce? Come potrei sopravvivere alla sua indifferenza?

Sloane si figura inizialmente come una eroina mediamente forte e mediamente indipendente, intenta ad affinare il suo animo per combattere il Programma quando capisce che anche lei presto non avrà più scampo ma eccola che presto finisce nella rete del triangolo amoroso, che la Young sembra voler ficcare a forza nel romanzo. Infatti tali inghippo, occupa tutta la seconda e la terza parte del romanzo quasi gettando in secondo piano la resistenza che Sloane oppone al Programma, compiendo anche gesti estremi pur di mantenere i suoi ricordi ma alla fine la protagonista viene ridotta a un donnicciola confusa: ricordo, ora non ricordo, ti amo e non ti amo, bacio te ma già che ci sono bacio anche l'altro ragazzo.
Mi bacia di nuovo, e stavolta lo lascio entrare con la lingua. Il sapore di menta mi invade la bocca e non lo sopporto. Non riesco a sopportarlo un secondo di più. Le lacrime continuano a scorrermi sulle guance mentre mi afferra il sedere e mi avvicina ancora di più a sé. Con l'altra mano mi prende la nuca e mi fa piegare il collo per baciarmi sul collo.

Così mentre il mondo cade in pezzi e  i giovani vengono distrutti dallo stesso Programma che dovrebbe salvarli, mentre James e Sloane rischiano la loro salute mentale e la loro libertà, quindi anche la loro vita, nel mezzo di questa tragedia vi è anche tempo per interrompere serie discussioni per attacchi di gelosia, tira e molla amorosi, baci e abbracci.
In fondo che sarà mai?
Il mio voto per questo romanzo è di un punteggio d'inchiostro. Nonostante l'ottima premessa e che, a dispetto della superficialità di alcuni tratti, mi aveva interessato assai il contenuto è andato perdendosi in una serie di storielle romantiche anziché  parlare del problema e delle condizioni etiche che qualcosa come il Programma metteva in gioco.






6 commenti:

  1. Che peccato! A me questo romanzo è piaciuto molto, lo avevo trovato diverso dal solito! Capisco il tuo punto di vista, effettivamente non viene spiegato il motivo che porta tutti questi ragazzi a suicidarsi ma viene raccontato come un dato di fatto. Ai fini della storia però a me non ha dato troppo fastidio.

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    1. Invece avevo proprio sperato in qualcosa che desse un motivo, un mondo creato nei dettagli. Magari nel secondo libro la Young fornirà una spiegazione e non sarebbe male. Di certo avrei voluto vedere qualche accenno. Poi è diventata la solita storiella d'amore

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  2. Sono perfettamente d'accordo con te, aggiungendo che ho sopportato poco la lagna di Sloane, però speravo che li lato distopico fosse più approfondito.

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    1. Mi fa piacere. A volte credo di essere un po' caustica con le recensioni negative, perché quando trovo qualcosa che non mi piace sono fin troppo brava a scagliarmi addosso.

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  3. Questo libro aveva attirato subito la mia attenzione dato che i distopici mi piacciono molto, sapere che l'autrice non esplora più di tanto questo lato diminuisce un po' la mia curiosità e il triangolo amoroso...ho imparato ad apprezzarli ma solo se hanno senso e in questo caso non sembra che ce l'abbia :/ Comunque dopo tutti i pareri positivi, mi ha fatto "piacere" leggere la tua recensione perché ora so a cosa andrò incontro quando leggerò il libro ^_^

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    1. Devi anche sapere che io sono una lettrice molto critica XD
      Quindi alcuni dettagli che a me hanno infastidio, per te potrebbero essere diversi.
      Mi aspettavo parecchio da The Program ma sono rimasta parecchio delusa. Manca una necessaria serietà a mio parere

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)