"Vampiro in mezze maniche" di Thomas Narcejac


Cari appassionati di libri, ecco per voi una mini recensione di un racconto appartenente alla raccolta dell'antologia "I vampiri fra noi". Oramai ci stiamo avviando alla conclusione del volume e presto un altro gruppo di racconti prenderà il posto di quelli precedenti.
L'autore
Thomas Narcejac, cui vero nome era Pierre Ayraud, nacque a Rochefort-sur-Mer  il 3 luglio del 1908. Scrittore di origine francese conosciuto soprattutto per le sue opere poliziesche la cui maggior parte sono state scritte con il contributo del collega Pierre Boileau. In suo onore, grazie al lungo insegnamento di letteratura e filosofia presso il liceo Georges-Clemenceau di Nantes (1947-1967), gli è stata dedicata una strada: la rue Thomas-Narcejac, attribuitagli il 5 dicembre del 2008 e inaugurata a Nantes il 12 ottovre del 2012.
Muore a Niza il 7 giugno del 1998





Il racconto

Titolo: Vampiro in mezze maniche
Autore: Thomas Narcejac
Editore: Feltrinelli
Note: estratto dall'antologia "I vampiri fra noi"


Ciò che il lettore ha la possibilità di leggere in poche pagine è un breve racconto poliziesco… o forse di opinioni, ambientato in una fosca Parigi in cui nessuna giovane donna può trovarsi al sicuro: un killer si aggira durante la notte, prendendo il nome di vampiro per le sua macabra maniera di uccidere le sue vittime.
Sotto gli occhi di Désiré Lambourdin possiamo vedere lo svolgersi e il narrarsi della vicenda, immergendoci in un clima stantio per le cattive e monotone abitudini dell’uomo; malato per la sua turba mentale, che seppure non citata esplicitamente, emerge a poco a poco durante tutto il narrarsi della vicenda mostrando i lati più poveri e bassi di un uomo assieme alla sua misoginia.

Gaby non avrebbe ceduto. Poteva lasciare il vampiro in libertà. Ce n’erano troppe di ragazze in circolazione, ragazze come quella troia di Gaby. Una più, una meno… In fondo, il vampiro non aveva tutti i torti. Sbarazzava il mondo d’una maledetta razza che non meritava pietà. E se Gaby fosse caduta nelle grinfie del vampiro, bè’…

La particolarità di questo racconto è forse il percorso intrapreso da Désiré, seguendo una via estremamente oscura e controversa, eppure così tipica anche nell’uomo moderno: la sua cattiveria verso ciò che non può possedere, la sua indifferenza al crimine e la ricerca di qualcosa che lui non potrà mai essere ne avere, seguendo il mito di un vampiro che appare inafferrabile.

Il mio voto per questo racconto è di quattro punteggi d’inchiostro.


2 commenti

  1. Non un vero vampito ma solo un folle. Interessante, anche per il voto :)

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    1. Effettivamento lo è. Anche "vampito" XD

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)