10/08/15

"Brisingr" di Christopher Paolini

Cari appassionati di libri, forse e finalmente vi lascio questa recensione da Nizza e non dalla caldissima Roma.  Devo dire che la riletture di questo romanzo ha ridimensionato molto il mio giudizio su di esso, mettendo in luce molti aspetti e  allo stesso tempo annoiandomi un poco in alcuni tratti. Ma mi spigherò meglio più avanti per cui è il caso di proseguire.


L'autore

Christhoper Paolini  nasce il 17 novembre del 1983 a Southern California. Meglio conosciuto per il Ciclo dell’Eredità,  è stato inserito fra gli scrittori più giovani al mondo ad aver venduto e scritto una serie di bestseller. Nel 2012 ha annunciato di essere intento a redigere il seguito della saga a cui deve il suo successo, così come di un romanzo di fantascienza.





Il romanzo


Titolo: Brisingr
Autore: Christopher Paolini
Anno di pubblicazione: 2008
Editore: Bur
Pagine: 838
Costo: 15,00

Molte cose sono cambiate nella vita di Eragon da quando l'uovo di Saphira è comparso sulla Grande Dorsale: suo zio è stato ucciso, Brom si è sacrificato per proteggerlo dai Ra'zac, il fratello che non sapeva di avere si è rivelato uno dei suoi peggiori nemici. Molte cose sono cambiate, altre no: Galbatorix opprime ancora Alagaësia e il giovane Cavaliere e la sua dragonessa rimangono l'ultima speranza di detronizzarlo. Ma Eragon è davvero all'altezza di questo compito? Murtagh e Castigo si sono dimostrati avversari pericolosi; il sangue di cui si è macchiato tormenta le sue notti insonni; l'arma che gli era stata donata non è più nelle sue mani. E non c'è tempo per tornare dagli elfi, non c'è tempo per riposare, non c'è tempo per trovare una nuova spada: Katrina è nelle mani di Galbatorix, e per salvarla bisogna entrare nell'Helgrind, dove ogni giorno si compiono orribili sacrifici umani...

La quarta di copertina del romanzo è senza alcun dubbio ingannevole, dato che Eragon, accompagnato da Ronan, già dalle prime pagine del romanzo riesce a salvare la sventurata Katrina. E quindi che cosa accade da quel momento in poi? Tutto e niente.
Sono solita introdurre una piccola prefazione degli eventi, senza mai  fare troppo spoiler o non più del dovuto. Infatti con “Brisingr” non ne farò affatto e questo a causa degli eventi narrati e dallo stile dispersivo di Paolini. Nel giro di poche pagine, venivamo gettati in molti e più eventi della più varia natura senza però discostarci dai protagonisti dei romanzi precedenti e aggiungendo ancora una volta il punto di vista di Ronan, che diviene uno dei personaggi più prepotenti all’interno del romanzo e quasi oscurando la figura di Eragon che durante l’intera durata di “Brisingr”, oltre qualche scontro e qualche rivelazione finale su se stesso e sulla sua famiglia, passa da un luogo all’altro senza sosta.
Quel che vi è da dire su “Brisingr” in verità non è poi molto. Gli eventi si susseguono in un andamento, che alla rilettura, appare assai prolisso per quanto ricco di dettagli. Paolini crea un mondo curato, chiaramente evoluto dal primo romanzo “Eragon” e di cui forse si infarcisce un po’ troppo la testa e si prendere dall’amore per i dettagli. Di certo non ho mai visto una tale cura nei dettagli e nelle particolarità, creando e studiando ogni razza con occhio minuzioso ma a volte il troppo stroppia. Ho sempre notato come l’autore avesse un particolare amore nel descrivere, per esempio, i pasti consumati, gli ambienti e via dicendo fino a sprofondare nel ridicolo. Intere pagine del romanzo vengono dedicate a eventi senza ombra di dubbio interessanti per lo stesso Eragon, riguardandolo da vicino, ma alquanto stressanti per un lettore. L’intera descrizione della creazione della spada necessaria a un Cavaliere di Draghi, rientra nell’ambito di molte pagine in cui ogni singolo tratto della creazione viene descritto mentre la fabbra elfa Rhunon canta sul metallo per dargli magia e qualità… peccato che tocca sorbirsi ogni singolo dettaglio, al che l’interesse del lettore, che non è certo andato a leggere “Brisingr” per scoprire come funziona una fucina, sbadiglierà più volte.
La stessa smania di dettagli rovina momenti toccanti dello stesso libro, così come il fatidico e tanto atteso matrimonio di Ronan e Katrina. Senza contare come esso sia infarcito di regole economiche a destra e a manca e su cui Paolini avrebbe potuto ben sorvolare o narrare in maniera diversa, per concentrate l’attenzione sull’amore dei due giovani.


‹‹E cosa porta Katrina Ismirasdaughter in questo matrimonio, così che lei e il marito possano prosperare?››
‹‹Porta l’amore e la devozione con cui servirà Roran Garrowson. Porta la sua abilità di massaia. E porta una dote.››
[…]
Brigit girò la chiave della chiusura, poi sollevò il coperchio e mostrò il contenuto a Eragon, che ammirò senza fiato il mucchio di gioielli. ‹‹Porta una collana d’oro tempestata di diamanti. Porta una spilla di corallo rosso del Mare del Sud e una retina per capelli di perle. Porta cinque anelli d’oro ed elettro. Il primo…›› Via via che Brigit descriveva ogni pezzo, lo alzava a mezz’aria, così che tutti potessero vedere che stava dicendo la verità.

 Il libro di certo non termina le sue pecche, come i combattimenti eccessivamente lunghi la cui tensione va scemando di pagina in pagina, e in cui le sfide fra Eragon e Murtagh divengono lunghissime chiacchiere… per quanto esse possano essere fondamentali: i due contendi, armi alla mano e a cavallo di Castigo e Saphira, anziché versare sangue cominciano una immensa discussione come se attorno a loro tutto fosse annullato. Un’atmosfera irreale.
Incredibile anche come i personaggi, pur dopo tutte le peripezie affrontate, hanno la forza di discutere fra loro e inimicarsi. Non vi è molto da dire riguardo molti personaggi, dato che essi rimangono pressoché gli stessi. Di certo una note di attenzione va data a Arya, che via via comincia a schiudersi, così come Nasuada che è costretta a assumere un ruolo sempre più pesante come sovrana dei Varden. Personaggi che forse non riceve il giusto rilievo è il re del Surda  Orrin, mentre Elva, la bambina benedetta e maledetta da Eragon, prende un rilievo sempre più forte rivoltandosi anche nei confronti di chi le sta attorno e che pretende di utilizzarla dimostrando come in fondo i Varden non siano poi così giusti.
Paolini comincia infatti a creare un’aria cupa che va attanagliando non tanto Eragon, che bene o male rimane sempre uguale a se stesso e anche abbastanza sciocco, quanto i Varden e i loro atti mentre le loro truppe sciamano su Alagaesia, coinvolgendo anche civili nella loro guerra contro l’esercito di Galbatorix.

Gli Az Sweldn rak Anhuin, che Galbatorix e i Rinnegati avevano quasi spazzato via durante la rivolta, si erano dichiarati nemici giurati di Eragon in occasione della sua visita alla città di Tarnag e anche adesso, durante la consulta, aveva dimostrato in ogni modo possibile il loro implacabile odio nei confronti suoi, di Saphira e di tutto ciò che aveva a che fare con draghi e Cavalieri.
[…]
Un giorno o l’altro dovrò trovare il modo di riappacificarmi con loro, pensò Eragon, o mi vedrò costretto a portare a termine ciò che Galbatorix ha lasciato incompiuto.

Perché un grande eroe dovrebbe agire come il suo peggiore nemico?


Il mio voto per questo romanzo è comunque di tre punteggi d’inchiostro dato che, benché alla rilettura “Brisingr” apparve un po’ prolisso, non si può negare un certo interesse nella lettura  e che provai la prima volta che lo lessi.


2 commenti:

  1. Hai centratro molti punti, paradossalmente le parti più belle sono quelle più misteriose. Dove non si dice tutto, come nell'elezione del re dei nani, o quando si cerca il metallo della spada.
    Poi quando la si forgia è stata davvero una rottura, e ricordo che c'erano anche alcune parti sbagliate.
    Secondo me questo libro doveva essere diluito con gli altri tre. Specie con l'ultimo.

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    1. Oh, Dio! La dannata spada, l'infinita lunghezza assurda. Personalmente non sono una esprta di forgiatura ma è un peccato che neppure l'editor si sia pregato di verificare l'esatezza o meno di certe nozioni. Alla fine sembra che tutto il vero lavoro lo faccia l'autore.

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)