"Il faraglione cavo" di Maurice Leblanc

Cari appassionati di libri, sono nuovamente qui con una recensione per voi.  Rileggendo la precedente lasciatavi ho notato come spesso io faccia diversi errori di distrazione e vi prego di perdonarmi. Mi duole dirlo ma non sempre ho il tempo di passare a corregere, quindi godeti quel che si può godere.
Ora, senza ulteriori indugi passiamo alla recensione vera e propria...

L'autore

Maurice Leblanc  nasce a Rouen, in Normandia, l'undici novembre del 1864. Gli studi di Leblanc si svolgono all'interno di svariati paesi, per approdare alla facoltà di legge che però abbandonerà presto, per trasferirsi a Parigi e cominciare la sua carriera di scrittore di gialli, benché le sue iniziali novelle non ebbero un gran successo commerciale nonostante la critica favorevole.
Nel 1905 crea il personaggi che gli rimarrà impresso per il resto della sua vita e di cui scriverà fino al giorno della sua morte: Arséne Lupin, pubblicando la prima storia sotto forma di una breve novella su un periodico francese. Il successo fu immediato. Morì a Perpignan il sei novembre del 1941, i suoi resti fuorno poi trasferiti a Parigi nel cimitero di Montparnasse. 



Il romanzo

Titolo: Il faraglione cavo
Autore: Maurice Leblanc
Saga: Arsène Lupin #3
Anno di pubblicazione: 1909
Editore: Corriere della Sera
Pagine: 226
Costo: 6,90

Un furto in cui nulla sembra mancare, uno scassinatore ferito scomparso nel giardino di un castello, un’antica abbazia con mille anfratti oscuri e decadenti: ecco lo scenario in cui svolge le sue trame Arsène Lupin, che in questo romanzo si presenta come il capo di una tentacolare organizzazione criminale e non esita a rapire, con azioni beffarde e irriverenti, umili poliziotti e detective di grande fama, tenendoli prigionieri su yatch lussuosi che solcano i mari di tutto il mondo. un solo individuo è in grado di fronteggiare l’imprendibile ladro e la sua banda: uno studente geniale e sprezzante del pericolo che, interpretando il messaggio cifrato di un manoscritto misterioso, arriverà a scoprire lo splendido tesoro dei re di Francia e l’origine del potere straordinario di Arsène Lupin.



"Il faraglione cavo" ci trasporta in una delle più classiche avventura di Arsène Lupin, sebbene non sia lui il personaggio protagonista dell'intera vicenda del romanzo. Infatti sarà Isidore Beautrelet, giovane studente di retorica, a cercare di risolvere la matessa orchestrara dal più famoso dei ladri. Dopo la scomparsa di alcuni preziosi manufatti artistici a casa del conte di Gesvres, le discordanti testimoniane dalla giovane figlia e dalla nipote Raymonde, la scomparsa del misterioso ladro senza apparente spiegazione, il giovane Isidore si pone come missione di risolvere il mistero assecondando le sue passioni. 

<<Con avversari comuni, sì. Ma se il nemico è appena un poco astuto, i fatti sono quelli che lui ha scelto. Quei famosi indizi, sui quali lei costruisce la sua inchiesta, lui è stato libero di disporli a modo suo... [...]>>

Presto si troverà a dover dare battaglia al più famoso ladro di Francia, senza sapere a cosa stia andando incontro e quanto sarà alto il prezzo del rischio. 
Infatti davanti a noi si mostra un Lupin che in fondo in fondo non è di certo così gentiluomo come si voglia far credere. Ecco che hai lettori si mostra un truffatore, un ladro, un rapitore, pronto a porre minacce concerete pur di avere ciò che desidera, mostrandosi come seduttore malinconico e melodrammatico. Arsène è al meglio del suo meglio e al peggio del suo peggio: al limite dell'insopportabile, di certo geniale, previdente e lungimirante, sfacciato e romantico.

Sono le quattro del mattino. Isidore Beautralet non è tornato al liceo, né vi tornerà prima che sia finita la guerra senza quartiere che ha dichiarato a Lupin. L'ha giurato a se stesso, dopo la fine, così triste per lui, del banchetto in suo onore.
Giuramento insensato! Guerra assurda e illogica! Che mai può fare un ragazzo da solo e senza armi, contro un'energia e una potenza straodinaria?
Come colpire Lupin? E' inattaccabile. Come ferirlo? E' invulnerabile. Come afferrarlo? E' irraggiungibile!
Differentemente dalla mia precedente lettura di Arsène Lupin,
 "La Contessa di Cagliostro", il romanzo scorre a un ritmo molto più serrato e ricco di colpi di scene in cui ancora una volta il lettore può giocare con lo scrittore e con Lupin nel tentare di scoprire  dove esso si nasconde e di scorgere quale sarà la prossima mossa. Unico punto a sfavore è forse proprio l'onnipresente presenza del famoso ladro, in grado di trovarsi ovunque di precedete Isidore in ogni sua mossa, al punto di divenire una presenza quasi ridicola pronto a spuntare come un funghetto. 
Quel che è certo è come Leblanc sia stata abile nel mischiare una sana dose di mistero coi misteri del passato della Francia, ripercorrendola dalle sue epoche più remote fino alla rivoluzione francese fino al mistero del faraglione cavo. Quanto vi è di vero, vi sarebbe da chiedervi? 
Gli enigmi eretti sono di certo meno facili delle precedenti letture affontate e tendono a trascinare il lettore senza lasciargli tregua al punto che esso non può fare a meno di lasciare la soluzione a Isidore e aggiungere, solo nella sua testam qualche considerazione.



Il mio voto per questo romanzo è di quattro punteggi d'inchiostro e mezzo



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