09/08/15

"Il principe Caspian" di C.S. Lewis

Cari appassionati di libri, spero stiate passando una buona estate. In questo momento io mi trovo a Nizza, in Francia. Ora che avrò il wi-fi illimitato della Livebox di mia nonna, potrò riprendere a pubblicare le recensioni con una certa regolarità. Spero anche di potervi illustrare un poco della città ma è purtroppo narrare la storia di questo luogo è tutt’altro che facile… Probabilmente provvederò a una sorta di diario di viaggio che scriverò solo nel caso di qualche fatto interessante.

L'autore

Clive Staples Lewis nasce a Belfast il 29 novembre del 1898. Meglio conosciuto per la sua saga fantastica de "Le Cronache di Narnia", fu scrittore e filologo. Frequentò l'università di Oxford come docente di lingua e letteratura inglese, dove conobbe Tolkien ed assieme a lui, oltre altri scrittori, fondò il circolo di discussione letteraria Inklings 
Morì a Oxford il 22 novembre del 1963.



Il romanzo


Titolo: Il principe Caspian
Autore: C.S. Lewis
Anno di pubblicazione: 1951
Editore: Mondadori
Pagine: 216
Prezzo: 20,00 (costo edizione completa)

Il regno di Narnia è stato conquistato dagli uomini. Il perfido re Miraz ha usurpato il trono del legittimo erede, il principe Caspian, e i suoi soldati costringono gli antichi abitanti (gnomi, fauni, folletti, ninfe, giganti buoni e animali parlanti) a vivere segregati nella foresta. Ma il giovane principe è deciso a lottare e a guidare la riscossa del popolo nascosto per riportare la pace nel regno. E solo i quattro ragazzi che un tempo erano stati saggi sovrani di Narnia possono aiutarlo nella battaglia contro il tiranno. Così, Peter, Susan, Edmund e Lucy, che nel frattempo sono tornati in Inghilterra, d'improvviso vengono catturati da una forza misteriosa che li riporta nel magico regno. Re Miraz è pronto a sferrare l'attacco contro il gruppo di ribelli, e il suo esercito sembra davvero invincibile.

Caspian, giovane nipote del re Miraz attuale regnante di Narnia e proveniente da Telmar, dopo essere stato istruito dal misterioso precettore Cornelius non solo sugli studi degni di un principe ma anche sulle storie della vecchia Narnia, che Miraz sembra aver sterminato, resosi conto che la sua vita è in pericolo fugge dal castello e dopo aver incontrato ciò che rimane della vecchia Narnia, sceglie di combattere suo zio usurpatore e tiranno. Così, preso il corno della perduta regina Susan, suona in esso per chiamare a sé aiuto. È così che Lucy, Susan, Peter ed Edmund tornano a Narnia senza però saperne il motivo, ora costretti a vagare in un mondo in cui loro non sono che leggenda.

Improvvisamente Lucy gridò con la voce acuta e sottile, come se fosse stata punta da un’ape.
-Lucy, cosa c’è?- chiese Edmund, ma s’interruppe e accennò a un grido che suonò come un ahi!
[…]
-Piuttosto, c’è qualcuno che sta cercando di trascinare via anche me. oh, ma cosa… smettila, chiunque tu sia!
-Sentite, ragazzi- gridò Edmund- prendiamoci forte per mano e cerchiamo di restare uniti. Questa è magia, lo sento. Sbrigatevi.
[…]
Un istante più tardi i bagagli, la panchina, il binario e la stazione si erano volatilizzati. I quattro ragazzi, mano nella mano e con il cuore che batteva forte per la paura, si trovarono in un bosco. Anzi sembrava una foresta, così fitta che era quasi impossibile farsi largo tra i rami.


“Il principe Caspian” è un libro di cui non mi sento in grado di citare alcun pezzo per quanto esso mi ha deluso. Lessi prima il libro, poi vidi il film e poi rilessi il libro e… senza alcun dubbio il film ha un brivido e una sorta di passione che il romanzo non mia ha assolutamente mostrato. Tengo a dire che non amo fare paragoni fra libri e film, sempre ammesso che non ve ne sia bisogno e in tale caso ve n’è.
Il libro si lascia leggere, scorrendo fra la noia e la tranquillità le cui poche battaglia che s’intravedono fra le pagine appaiono scialbe fino a divenire ridicole.
La capacità di Lewis di ridicolizzare la propria opera è esemplare. Dove nei romanzi precedenti era stato in grado di mantenere un buon equilibro fra il fantastico epico e la favola, “Il principe Caspian” è un esempio di un misto di banalità disarmante e piattezza.  Senza contare di come si parli più del cibo ingerito che dei fatti importanti. Senza contare di come Caspian divenga re  in un battito di ciglia.
Buona parte delle vicende si dipana fra vicende che in sé e per sé non lasciano grandi impressioni così come i personaggi che si annullano da soli, senza bisogno di alcuna spinta. Di certo “Il principe Caspian” è una tappa fondamentale per chiunque voglia leggere “Le cronache di Narnia”, per poter ricostruire diversi parti della genesi di Narnia. Infatti Lewis questa volta di prodiga di fornire maggiore spiegazioni, narrando anche della terra di Telmar dalla bocca di Aslan, eppure riesce a sollevare un gran polverone e parecchia perplessità per un occhio attento e per chi ha precedentemente letto l’esorbitante presenza del genere umano ne “Il ragazzo e il cavallo” quando ne “Il leone, la strega e l’armadio” i primi umani a mettere piede su Narnia dopo secoli furono i fratelli Penvise.

Il mio voto per questo romanzo è di due punteggi d’inchiostro


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