"La notte del Drive-In 2" di Joe R. Lansdale

Cari appassionati di libri, sono nuovamente qui con una recensione per voi. Avrei dovuto scrivere molto prima, ma siamo sinceri... non ho fatto nulla. Non ho scritto recensioni, non ho curato gli ultimi particolari del libro, non ho studiato e non ho letto.
Pigrizia portami via, per farla breve.  Ma vedrò di recuperare, sopratutto per gli esami che saranno proprio i primi giorni di settembre.

L'autore

Joe Richard Harold Lansdale nasce a Gladewater, nel Texas, il 28 ottobre del 1951. Autore di molti romanzi, racconti e fumetti di fantascienza, è stato anche sceneggiatore per il cinema e per la televisione. Famoso per il suo stile che presenta fortissime influenze dello stato in cui è nato ( “il Texas è uno stato mentale”), dei film di serie B e dei fumetti. Fautore delle arti marziali , nell’estate del 1996 fonde due stili per crearne uno proprio personale che lo porterà ad aprire, nel 1997, la Lansdale Self-Defense Systems






Il romanzo


Titolo: La notte del Drive-In 1
Autore: Joe Lansdale
Anno di pubblicazione: 1989 - 2004 (Italia)
Editore: Einaudi
Pagine: 179
Prezzo: 14,00
Note: in Italia il romanzo è stato editato in un'unica edizione col primo.

Dove sono le stelle? Perché chi si avvicina ai confini del drive-in muore orribilmente? E chi può avere interesse a tenere in ostaggio una folla istupidita, imbarbarita, inferocita, costretta oltretutto a vedere ininterrottamente "La notte dei morti viventi"? E la paura dilaga, anche al di qua degli schermi giganti su cui scorrono le immagini. Mentre in un primo momento a coloro che tentavano la fuga dal drive-in era riservata una fine orrenda, ora le cose sembrano andare diversamente: pare ci sia qualche temerario che possa varcare la soglia impenetrabile oltre la quale si vede solo il buio assoluto...

Jack, Bob e Banditore sono finalmente liberi dalla morsa dell'Orbit: nessuna nebbia acida attende loro e gli altri sopravissuti al di fuori del grande drive-in. Ma non è finita, perché ciò che gli accoglie non è la loro cittadina, non è il Texas: è un foresta in cui dinosauri dagli improbabili colori attraversano la strada. Così inizia la sopravvivenza dei tre personaggi, a cui presto si aggiungerà la giovane Grace, in questo nuovo mondo in cui Jack continua a scorgere nei suoi sogni le macchinazioni dei registi alieni, ancora non stanchi e tuti presi dalla realizzazione del loro sequel.
Il romanzo si apre in maniera alquanto positiva... riguardo solo lo stile, ovviamente. Non c'è nulla di bello nella storia:  è tragica, volgare, spergevole e pessimista; e forse proprio per questo viene a noia.
Quel che è certo, è che Lansdale non si lascia sfuggire l'occassione si punzecchiare l'umanità, strappandomi così un sorriso, ma forse anche l'autore dovrebbe farsi i conti in tasca se cerca di presentare i propri personaggi, non come il meglio senza ombra di dubbio, ma come una opzione migliore a tutti gli accadimenti e a tutti gli altri uomini e donne senza nome che vivono nella giungla, per non parlare di Città di Merda.

Non esiste nulla come una foresta vergine in grado di suscitare negli essere umani il bisogno di abbattere alberi, calpestare l'erba, uccidere animali, spargere in giro lattine di birra, per cui ero ragionevolmente sicuro che non ci fosse un solo essere umano nel raggio di cento chilometri come minimo.
La narrazione non ha più il ritmo interessante del primo romanzo, seppure non si possa dire che la storia sia priva del suo punto di forza che come al solito si basa sullo scabroso e sul nosense sempre più profondo, immergendo in una sorta di grandi alluccinazioni che nessuno vorrebbe mai vedere. Da Jack a Grace si alterna principalmente il racconto della storia, presentando così il nuovo mostro e discepolo del defunto Re del Popcorn: Popalong Cassidy. Ma c'è ancora altro da dire prima di toccare questo tasto.
La saga del "Drive-In" si basa sul Texas, sulla televesione, sui film di serie B, sul trash. E questo forse funziona bene solamente nel primo romanzo, perché nel secondo comincia già a stancare. Lo sprint non è lo stesso, l'atmosfera non riesce a permearsi del fascino creato dall'Orbit e da quell'idea terrificante di rimanere bloccati in uno luogo senza uscita. "La notte del Drive-In 2" non funziona come dovrebbe, eppure non è di certo un romanzo da buttare. 
I personaggi sono attivi e passivi, soggetti agli eventi, liberi di lasciarsi trasportare qua e là senza troppa flemma. Quel poco che rimaneva di umanità viene dimostrata da Grace che solamente di tanto in tanto accenna a questa sua qualità. Inutile dire come lei sia la solita sfacciata, bionda, figa e karateka. Di certo sarà dalla sua bocca che altri orrori riguardo il Re del Popcorn e da lì anche la mostruosa apparizione di Popalong Cassidy.

Poi arrivò il Re del Popcorn. [...] Quando finalmente ricomparve non aveva più i chicchi di popcorn da darci. Almeno non quelli veri, ma solo quei sostituti che vomitava. Quelli con gli occhi iniettati di sangue. Di colpo l'assurde assunse una nuova identità e definizione. [...] Sue Ellen la mangiò. [...] Diceva che i chicchi erano dolci come caramello e che ti correvano dentro la testa come lucertele in calore, diceva che guardando attraverso i propri occhi le sembrava di guardare attraverso un proiettore, e diventare la luce e il suono che erano emessi del proiettore e che colpiva lo shcermo, diventare la cosa più veloce e luminosa che fosse mai esistita. [...] Diceva che quando ci guardava vedeva dei piccoli shcermi sulle nostre facce invece degli occhi, e sugli schermi delle rapprsentazioni in miniatura del nostro passato.

Popalong Cassidy è il malvagio della situazione, né più né meno degli uomini che lo accompagnano e dell'uomo che una volta era. La figura del personaggi in sé è interessante e colpisce, sopratutto per chi ne sa qualcosa di passata e vecchie serie televisive che forse non hanno mai messo piede in Italia. Di certo Lansdale sa di cosa sta parlando ma forse non è in grado di rinnovarsi. Il nuovo mostro presentato è figlio del Re del Popcorno eppure è profondamente diverso da esso, malato in maniera differente ma altettanto temibile seppure la sua fine sia veloce, fin troppo veloce. 

Leave It to Beaver si stava svolgendo sulla sua facia: la sua faccia era uno schermo a sedici pollici con uno di quegli antiquati tubi al neon che gli girava intorno, il tutto rinchiuso in una scatola di legno da quattro soldi. Il personaggio sullo schermo, Ward Cleaver, chiuse una porta e disse: <<Tesoro, sono arrivato>> , ma il sonoro erano molto confuso, perché c'erano un sacco di scariche. E sullo sfondo, nelle profondità di quello schermo-faccia, potevo vedere due punti rossi che ptoevano essere valvole od occhi.

Lansdale riesce a erigere un mondo orchestrato a metà solo per bene. Dettagli mancata qua e là, una perdita di ragionevolezza che funziona solo fino a un certo punto della storia. "La notte del Drive-In 2" non è in grado di sostenere il suo predecessore, senza però riuscire a togliersi lo smalto trash e condizionato dalla modernità televisiva, o forse quella vecchia, che permea anche nel nuovo mondo la vita dei sopravissuti. 
Il mio voto per questo romanzo è di tre punteggi d'inchiostro.


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