18/09/15

"Aria fredda" di H.P. Lovecraft

Prosegui l'angolo delle recensioni dedicato ai racconti e ancora una volta Lovecraft ci accompagna. Questo è, per il momento, il penultimo racconto che leggerò dell'autore. Passerò così a un altro e a questo punto non so davvero se creare una sorta di sistema di votazione o fare da come... come  al solito, insomma.

L'autore

Howard Phillipis Lovecraft nasce a Providence il 20 agosto del 1890. Fu scrittore, poeta, critico letterario e saggista statunitense. Padre di un genere del tutto nuovo, che venne apprezzato solo in seguito alla sua morte, creò un universo con una propria cosmologia e struttura mitologica mischiando fantasy e fantascienza assieme all'horror. Rappresentante di alcuni discutibili idee riguardo la supremazia delle popolazioni ariane, così come portatore di alcune nozioni di antisemitismo nonostante avesse spostato una donna di origine ebraiche, la sua letteratura si caratterizza anche di altre elementi peculiari come il ricorrente tema del sogno, così come quella del pessimmismo che contagia molti ambiti della vita umana e dei suoi tragici protagonisti. Morì di un tumore all'intestino il 15 marzo del 1937 e venne sepolto nel cimitero di Swan Point


Il racconto


Titolo: Aria fredda
Autore: H.P. Lovecraft
Anno di pubblicazione: 1926
Pagine: 15

Un dottore con l'ossessione di sconfiggere la morte attraverso ogni mezzo possibile, mantiene il suo appartamento freddo. Ma perché?


Similmente alla mia precedente lettura de "La musica di Erich Zann", Lovecraft mette in scena un nuovo povere disgraziato senza nome. Incarnando alcune delle fobie e dei disprezzi dello scrittore, il freddo è il nemico principale del protagonista. Stavolta il lettore viene portato in America, nella grande metropoli di New York. Il narratore senza-nome, trova così un piccolo appartamento alquanto depressivo, in una palazzo abitato quasi solamente da spagnoli.
Così, in seguito a una strana perdita d'acqua del piano superiore e un attacco di cuore, senza-nome è costretto a rivolgersi al dottor Munoz (chiedo scusa ma il segno grafico della pronucnai non mi compare). Nonostante tutte le vive rimostranze e perplessità della signore Herrero, tuttofare dello stabile, il protagonista stringe amicizia con questo dottore.
 Il forte odore di sostanze chimiche e il freddo imperituro suscitano le sue perplessità ma il povero dottore e malato e solo il freddo giova alla sua salute. Preso un legame di amicizia si instaura fra i due, al punto che Munno decide di narrare a senza-nome i suoi più grandi desideri.

Si dichiarò convinto che la forza di volontà e la consapevolezza possono vincere sulla vita stessa, sostenendo che, se un corpo umano era in buone condizioni di salute e di conservazioni, beneficiando di alcuni accorgimenti scintifici che esaltassero tali caratteristiche, poteva mantenere una sorta di animazione nervosa malgrado alcune imperfezioni o menomazioni, e addirittura se privato di certi organi.

Così Lovecraf sgancia la bomba. E a volte non so bene come alcuni lo possano trovare sorprendete anche in questi piccoli racconti, poiché avevo già intuito come sarebbe andata a finire da quelle righe in poi.
Nonostante lo scrittore paia volersi rifiutare di concedere il lusso di un brivido, l'idea di fondo è molto interessante e il finale, nonostante Lovecraft celi le scene più disgustose, non è dei peggiori. Senza alcun dubbio vi si sarebbe potuto fare di più, indugiando sui particolari ed estendo la narrazione, arricchendo la macabra fine... molte piccole cose per ottenere un'opera completa al cento per cento.
Ogni elemento c'è ma qualcosa non olia l'ingranaggio a dovere e le ruote, nonostante non s'inceppino, non creano una storia in grado di risultare soprendente. Eppure, vi è quel ma che riesce a salvare il tutto: una sensazione di aver letto qualcosa di, forse, già conosciuto e confortante.

Il mio voto per questo racconto è di tre punteggi d'inchiostro





4 commenti:

  1. Grazie per la mail, mi sono reiscrittta col nuovo url!!

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    1. Di nulla. Ho cercato di contattare tutti e ho lasciato avvisi anchhe su goodreads e le altre mie pagine. Certo che se lo immaginava che blogger facesse tanti casini per un misero cambio di URL. Pensavo che determinati link e altre funzioni si sarebbero adattati da sé. Sarò ingenua XD

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  2. E' un buon racconto di Lovecraft, la struttura è abbastanza semplice. In questo caso la maestria è forse nel creare quell'atmosfera di inquietudine che permea nel racconto...
    Mi ricorda, in un certo senso, un racconto di Arthur Machen, scrittore Gallese molto apprezzato da HPL, "La polvere bianca", secondo me molto più potente quest'ultimo.

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    1. Um, non lo conoscevo. Vado a vedere se mi stuzzica.

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)