26/09/15

Il salotto letterario di Amelia - Sei un lettore conservatore o progressista?


Appassionati di libri, eccomi qui con nuovo appuntamento de Il Salotto Letterario di Amelia.
Ricordata, potete commentare lasciando un vostro parere sull'argomento trattato, così come potete proporre un altro argomento che verrà discusso in futuro.

L'argomento di questo nuovo appuntamento nel salotto letterario è stato proposto da Stefania L'Annusalibri



Come Stefania scrisse, qui si tratta della tendenza dei lettori a sperimentare, cambiare genere e lanciarsi in letture diverse dai propri gusti. Sì, insomma, ho citato le sue parole, lettera per lettera.
Iniziamo col dire che sono a favore di ciò che è il cambiamento, il che non implica l'abbandono del genere amato, quando un allentare il legame che vi è fra il lettore e il genere,
La veritò è che, nonostante un certo principio e un gusto cardine che bene o male non riusciremo mai a staccarci di dosso per il resto della nostra vita, siamo creature fatte e nate per variare.
Cambiare è forse anche un istinto necessario, una ventate di temporanea aria fresca e nulla vieta di non poter tornare indietro, sopratutto nell'universo dei libri. Dove per molti il cambiamento nella vita è un male, per me lo è anche nelle piccole cose dato che esso è un processo temporaneo e reversibile.
Cambiare genere letterario è, forse, anche una terapia mentale. Dove il lettore tende ad atrofizzarsi su determinati schemi letterari, tipici di una corrente o di un genere, il cambiare genere aiuta la mente, la smuove, la esercita, la fa crescere, la amplia.
Chiaramente se il libro in questione al lettore fa così schifo, anche solo a prima vista, quello non sarebbe una cambiamento benefico. Solo una perdita di tempo. Ma qui sto parlando di orrore, non di perplessità.
Per esempio, io non toccherei mai "Cinquanta sfumature di grigio", in quanto mi provoca repulsione, e sarei dubbiosa riguardo la lettura un romanzo d'amore ma infine proverei a leggerlo.
Il vero è proprio nocciolo della questione non è tanto il cambiare, poiché farlo è superare una soglia invisibile e spesso il lettore neppure si accorge di aver compiuto il gesto. Il punto cardine è la sedimentazione letteraria e i preconcetti, misti a sana ignoranza, che imperversano nel mondo dei lettori.

Per esperienza personale  ho incontrato persone piuttosto presupponenti. E come è che tale argomento si ricollega al cambio di genere o meno? Partiamo da un presupposto, che qui scansa del tutto il genuino intento di voler ampliare i propri orizzonti, che si basa essenzialmente sul potere che un determinato genere letterario dona. Lo dona al libro di cui è parte, lo dona al lettore che a volte, anziché farne solo passione e piacere, ne fa anche ornamento.
Prendiamo il genere classico. Che detta in tal modo  indica nulla e tutto. Parliamo di Verne, tanto per citare una recente lettura, della Austen, di Stoker e così via... Tutti quegli autori oramai morti le cui opere, recenti o meno, sono entrare all'interno di un gruppo di libri, carico di sottogeneri a sua volta(fantasy, horror, narrativa, avventura...), e che vengono considerati per la loro influenza passata e presente come un pilastro della letteratura. Ciò in maniera pressoché indiscutibile.
Qui fama del libro e presunzione umana si mischiano in maniera pressoché indissolubile. Leggere un classico dona apparenza e finta importanza. Ci si fregia di leggere un qualcosa dotato di un potere superiore, una influenza maggiore rispetto ai libri moderni e contemporanei. Di conseguenza, chi li legge si arroga il diritto di sentirsi superiore e farebbero qualsiasi cosa pur di negare che i loro occhi si siano posati sul più infimo dei romanzetti rosa. E sono ben pronti a schifare chiunque legga qualcosa di differente.
Dire che tutti i lettori sono, quindi, progressisti... che dire, sarebbe una bugia.
Quindi uno dei primi ostacoli per il cambiamento è la presunzione personale di credersi intelligenti e intellettuali leggendo solo determinati libri.
Altro punto è l'ignoranza del lettore stesso. Ora dovrò citare una cara amica. Le voglio bene ma ciò non toglie che lei sia una persona non acculturata. Io non sono di certo una persona priva di lacune ma la mia amica incarna il lettore medio, ignorante, che prende un libro ogni tanto e lo legge fino alla fine solo se la prende dalla prima pagina, senza scoprire che un libro necessità di svariate occasioni.
L'esempio potrebbe essere il suo rifiuto dei libri fantasy, anche sotto mio consiglio, giustificandosi in quanto amante del reale. Per poi trovarla a leggere 1984 di Orwell, un distopico, e quindi non reale. Affermando poi che si trattasse di uno steampunk, asserendo che i grandi televisiori presenti nel romanzo fossero tipicamente steampunk. Una vera e propria confusione letteraria.
Insomma, farsi fermare da preconcetti, scarsa informazione e falsa cultura, è una delle ennesime cause.
Così come chi non legge altro che romanzi d'amore perché senza amore in un libro pare non essere in grado di apprezzarlo, chi non riesce a non vivere senza un pizzico di magia e così via all'infinito...
Trovo che queste siano la principale causa del non progredire nella lettura, oltre l'incertezza di una delusione che sembra fermare la maggior parte dei lettori.
Ma come dico io, se non si sperimenta come si può scoprire?



6 commenti:

  1. Felice che dal tema da me proposto sia scaturito un post così ricco e interessante :)
    Conosco diversi lettori che sguazzano nei loro preconcetti, ammantati da un'aura di supponenza...si sentono lettori di serie A e disprezzano ciò che non rientra nei loro radar...personalmente percepisco questo atteggiamento come un limite. Mi piace leggere, conoscere, sperimentare...se non lo avessi fatto in passato, mi sarei persa tanti libri che oggi amo. Ovviamente i gusti esistono, ed è un bene che sia così, ma apprezzo chi sa approcciarsi alla lettura con una maggiore apertura mentale.

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    1. Per me, è sempre così! Quando si parte da un piccolo argomento se ne dipanono sempre molti altri perché in fondo sono quasi tutti collegati.

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  2. Argomento interessante. Ci sono letture che ci attraggono particolarmente, secondo le nostre inclinazioni personali. Altre invece ci lasciano perplessi al solo sentirle nominare. In particolare sono abbastanza contrariato dalla lettura commerciale, i cosiddetti Best Seller. Li ho sempre frequentati molto poco. Sicuramente sbaglierò e qualcosa di buono può darsi che ci sia.
    La strada che ho preso è stata invece un'altra: indagare e conoscere una parte della letteratura colta, anche contemporanea. Così ho provato a leggere vari autori che mi interessavano, sia contemporanei, sia del novecento. Da Kafka a Henry Miller, per arrivare ad autori moderni come Bellow, De Lillo, Piliph Roth, Burroughs. E naturalmente tanti altri...
    Ultimamente leggo un po' meno, ma la strada che ho scelto la consiglierei in generale. Mai fermarsi all'apparenza, approfondire. Ampliare, oltre i propri gusti di genere.

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    1. Guarda, ogni tanto qualche best seller ha le sue belle soprese, così come i libri a cui nessuno darebbe neppure un soldo.
      Io, essendo una grande appassionata di fantasy, sto scoprendo da poco gli YA. Molti hanno basi molto valide per un buon romanzo ma poi... solitamente viene fuori una roba da poco. Però non demordo mai. Sopratutto perché ve ne sono moltissimi in lingua straniera e quindi molti universi da scoprire

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  3. Mi ritengo una persona curiosa e questa mia curiosità si riflette naturalmente anche nelle mie letture. Non sono il tipo che non legge un libro perché non fa parte di un certo genere e simili: mi è sempre sembrata una limitazione senza senso. Certo, ho i miei gusti personali, generi e tematiche preferite come tutti noi, ma mi piace molto variare nelle mie letture. Infatti, finisce che spizzico qua e là e non sono esperta di nessun "genere" letterario, ma la faccenda non mi preoccupa granché... preferisco la curiosità all'essere monotematica! Che poi credo sia terribilmente rischioso fissarsi in un solo genere (o tematica): finisce che ti verrà a noia, che le storie si assomiglieranno un po' tutte e che non saprai più dove battere la testa per trovare qualcosa di innovativo capace di suscitare ancora il tuo entusiasmo...

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    1. Esattamente. Da grande amante del fantasy non posso di certo negare come essi rischiano di assomigliarsi gli uni agli altri. A volte la solita tiritera fra bene e male viene a noia.
      Insomma, dai commenti siamo tutti d'accordo che cambiare è un bene XD

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)