09/09/15

"La musica di Erich Zann" di H.P. Lovecraft





Piccola e breve recensione per voi appassionati di libri. Torniamo nel mondo di Lovecraft e nei suoi tenebrosi e contorti racconti, procedendo al passo della musica di una bizzarro signore tedesco.

L'autore

Howard Phillipis Lovecraft nasce a Providence il 20 agosto del 1890. Fu scrittore, poeta, critico letterario e saggista statunitense. Padre di un genere del tutto nuovo, che venne apprezzato solo in seguito alla sua morte, creò un universo con una propria cosmologia e struttura mitologica mischiando fantasy e fantascienza assieme all'horror. Rappresentante di alcuni discutibili idee riguardo la supremazia delle popolazioni ariane, così come portatore di alcune nozioni di antisemitismo nonostante avesse spostato una donna di origine ebraiche, la sua letteratura si caratterizza anche di altre elementi peculiari come il ricorrente tema del sogno, così come quella del pessimmismo che contagia molti ambiti della vita umana e dei suoi tragici protagonisti. Morì di un tumore all'intestino il 15 marzo del 1937 e venne sepolto nel cimitero di Swan Point



Il racconto

Titolo: La musica di Erich Zann
Autore: Howard Phillips Lovecraft
Anno di pubblicazione: 1922

Uno studente universitario è costretto, colpa della mancanza di denaro, l'unico alloggio che può permettersi. In una strana parte della città che non ha mai visto prima di allora, in una strada nominata Rue d'Auseil, trova un appartamento in un palazzo quasi vuoto. Uno degli inquilini è un vecchio tedesco di nome Erich Zann. Il vecchio è muto e suona il violino con la banda locale. Abita all'ultimo piano e quanso è solo, la notte suona strane melodie mai sentite prima.

Un giovane studente, il cui nome non viene mai rivelato, trova alloggio in una misera strada: Rue d'Auseil. Al fine delle sue bizzarre vicende, non riuscirà mia più a rintracciare il singolare posto dove trascrose parte della sua vita, ma non è in grado di dimenticare Erich Zann. Una sera, ode il rumore ddi una viola, la cui melodia è una costruzione senza pari, una che le sue orecchie non hanno mai udito prima. Così fa conoscenza con il vecchio e muto Erich, inquilino dell'ultimo piano dello stabile, cui passa le notti abbracciato alla sua viola, suonando.

Una notte, mentre rincasava dal locale, lo fermai sul pianerottolo e gli dissi che sarei stato assai lieto di essergli amico di ascoltarlo suonare. Era piccolo di statura, magro e curvo, con gli abiti lisi e gli occhi azzurri: un personaggio grottesco, con la faccia da satiro e il capo quasi tutto calvo.
Alle mie parole apparve al tempo stessp irritante e spaventato; ma, dopo un po', le mie intenzioni amichevoli lo rabbonirono sicché, sia pur palesemente malvolentieri, mi fece cenno di seguirlo su per la cupa scala scricchiolante e malsicura che conduceva alla sua soffitta.

Rispetto al precedente racconto di Lovecraft, da me letto, questo romanzo è molto più complesso ma al medesimo tempo manca di una base di fondo. L'autore, amante del piazzare qua e là fatti strani, non riesce a ricreare la stessa attenzione che mette all'interno dell'apparato cosmologico e delle divinità da lui creati. 
Lovecraft non mi coinvolge particolarmente, seppure fino all'ultima pagina io abbia spiegato di poter scorgere un qualcosa che attirasse la mia attenzione, che lasciasse la mia mente spaziare nell'universo creato dalla scrittore ma senza particolare successo. Nonostante questo, l'idea messa in gioco è interessante e quanto mai conturbante, seppure ancora una volta io non sia stata in grado di sentir scorrere alcun brivido lungo la schiena, quanto semmai un interesse nel sapere che cosa ne sarebbe stato alla fine e cosa si celava dietro la finestra sempre chiusa e che tanto terrorizzava Erich Zann.
Descrivere la musica di Erich Zann in quella notte spaventosa risulterebbe vano. Era più orribile di qualsiasi altra composizione avessi ascoltato furtivamente, perché ora vedevo l'espressione sulla faccia dell'esecutore, e comprendevo che ad ispirarlo era il terrore puro. Zann cercava di far rumore per tener lontano qualcosa, o per soffocarla sovrastandola: che cosa, non so immaginare, ma doveva certo trattarsi di una cosa terrificante.

Che cosa tanto terrorizza e turba Erich Zann? Perché suona e come suona? 
L'idea che Lovecraft mette in gioco, svelata solo parzialmente alla fine del racconto, è innovativa per il suo tempo e giustamente angosciosa, ma ancora una volta manca il come e perché. Perché vi sono quelle tenebre che tanto distruggono la mente del muto musicista tedesco?

Il mio voto per questo racconto è di due tre punteggi d'inchiostro

4 commenti:

  1. Lovecraft è descrizione, ma soprattutto non descrizione. La sua peculiarità è proprio nel celare, nell'alludere a qualcosa e non nel porre resoconti dettagliati. La sua capacità è nel costruire un'ambientazione e un'atmosfera, accompagnarci fino a un certo punto. E' l'immaginazione che deve fare il resto. Questo è Lovecraft. E penso si debba giudicare su questo parametro, se un racconto sia più o meno riuscito.
    Credo che La musica di Erich Zann sia uno dei suoi migliori racconti brevi.

    Non so se ho reso vagamente l'idea. Saluti.

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    Risposte
    1. Per me non è stato così. Forse devo ancora imparare a conoscere lo scrittore, essendo questo il secondo scritto che leggo di Lovecraft, in assoluto.
      Personalmente, perché qui si parla di gusti e non di parametri assoluti, il metodo dello scrittore non mi trasmette sensazioni particolari, né stimola particolarmente la mia immaginazione.

      Saluti anche a te ;)

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    2. Si, certamente, sui gusti non si discute. E' un mondo particolare quello di Lovecraft, probabilmente se si è più portati lo si recepisce con maggior facilità. Su di me, la sua opera, ma anche la sua figura incutono un grande fascino, da molto tempo e devo dire che più l'ho approfondito e più questo fascino è cresciuto, anziché diminuire. Se confrontato con altre letture è sicuramente particolare, su questo non ho dubbi. Tecnicamente anche si può dire abbia delle sue peculiarità particolari e dei limiti. Per esempio è molto raro l'uso di dialoghi, tende molto al racconto in terza persona. Ma questo a una resa per altri versi.

      Sono capitato un po' qua per caso e ho visto... lascia un commento e sono caduto nella tentazione. :)

      Tra l'altro ho visto, spaziando in altre letture, che stai leggendo American Psycho di Ellis. Testo letto qualche anno fa... Sono curioso. Credo che seguirò...

      A presto ;)

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    3. Sei il benvenuto, in ogni caso.

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)