"La notte del Drive-In 3" di Joe R. Lansdale

Appassionati di libri, visitatori della soffitta e chi volete voi, sono qui con una recensione per voi. Questa volta, posso dire di aver terminato una saga, ovvero quella del Dirve-In scritta dalla mano di Lansdale. Non posso afferamre che sia stata una lettura piacevole, anzi, si è trattato di una piuttosto deludente. Per questo spero di non finire a dilungarmi su un libro che di certo non merita molto sforzo.


L'autore

Joe Richard Harold Lansdale nasce a Gladewater, nel Texas, il 28 ottobre del 1951. Autore di molti romanzi, racconti e fumetti di fantascienza, è stato anche sceneggiatore per il cinema e per la televisione. Famoso per il suo stile che presenta fortissime influenze dello stato in cui è nato ( “il Texas è uno stato mentale”), dei film di serie B e dei fumetti. Fautore delle arti marziali , nell’estate del 1996 fonde due stili per crearne uno proprio personale che lo porterà ad aprire, nel 1997, la Lansdale Self-Defense Systems




Il romanzo

Titolo: La notte del Dirve-in 3
Autore: Joe R. Lansdale
Anno di pubblicazione: 2005
Editore: Einaudi
Pagine: 236
Costo: 12,50

Cinema, sangue e popcorn: un microcosmo fantastico e delirante che mescola inondazioni di proporzioni bibliche, un pesce gatto che potrebbe ingoiarsi la balena di Giona e oscure creature malvagie quanto può esserlo solo un essere umano al suo peggio... Finalmente Lansdale apre uno squarcio sui meccanismi che regolano il mondo da lui creato, dove gli orrori del mondo attuale prendono la forma di smisurate sinistre ridacchianti fantasie infantili




Torniamo nel mondo del dirve-in, nel mondo degli alieni, nella giungla e nel relitto di ciò che è stato, entro cui Jack, ora sempre più un leader di un gruppo alla deriva, vive assieme i pochi sopravissuti. Tutto questo fino a che un giorno, stanco di ciò che lo circonda, decide di muoversi oltre ciò che rimane del drive-in entro cui si è nuovamente ritrovato. Così, forma una nuova e piccola compagnia per andare alla ricerca di qualcosa.
Già nel secondo capitolo la saga aveva perso il suo smalto ma questo capitolo è stato oltremodo deludante. E stupido. E retrogrado. E ripetitivo. Il concetto di questo libro si può riassumere in poche parole: cannibalismo, sangue, sesso, volgarità, fighe e uccelli. Lansdale è improfessionale sotto molti punti di vista. Di solito non amo citare parole di un altro recensero, ma ho trovato questa frase su Goodreads che pressapoco, diceva questo: Lansdale sembra un quindicenne arrapato. E non posso che dare ragione. 
Iniziamo col dire che il libro non è curato, cosa che molti, leggendolo, potrebbero obbietare. Il fatto è che Bob non c'è. Bob, personaggio sia del primo che del secondo libro, scompare nel terzo perché Lansadale lo ha dimenticato. Domanda sorge lecita? Tu, autore, come puoi dimenticarti uno dei tuoi personaggi? E voi, editori e team di pubblicazione dormite, per caso?

In un anno sconosciuto, il Grande Jack morì, e le tribù del drive-in si separarono, e la tribù che lo aveva conosciuto meglio, la Yippie-Ki-figa, si mise in proprio. Era stato lo stesso Jack a fondare quella tribù, dopo un evento particolarmente succuso nel quale aveva scopato due donne insieme. Emergendo dal vecchio autobus nel quale viveve, con le vergogne roride di umori sessuali, aveva urlato: - Yippie-Ki-figa!

Praticamente in tale maniera comincia il romanzo ultimo della saga del drive-in. 
Il romanzo si dipana entro pagine di noia e di personaggi mal approfonditi. L'universo creato da Lansdale comincia presto a rimempirsi delle più varie assurdità. Si vedranno creature di carne e fili elletrici, pesci gatto giganti. cannibili, sesso, mostri indefiniti...  le assurdità e le stranezze entrano ed escono senza complimenti. Neppure il finale, che alcuni definirebbero facilmente "mind blown", è una ennesima accozzaglia di fatti fra sogno, androidi ed essere umani, molti se e molti ma.

A proposito di bambini.
Ne ho avuto uno. Quando andò a vivere con Steve, Grace era incinta di me. O così diceva. Il bambino nacque morto. Meglio così. Steve e Grace lo mangiarono. Essendo io il padre, mi offrirono la placenta.
Declinai.
Ora di tanto in tanto ci penso quando ho fame, e mi dispiace di averlo fatto.
Ma bisognava tracciare un limite, da qualche parte.

I personaggi di Lansdale sono tutti raggruppabili entro due semplici elementi: dotati di pene e dotati di vagina. Nulla di più e nulla di meno. Essi non  possiedono più una propria personalità, rimanendo quasi del tutto piatti, prendendo di tanto in tanto un guizzo di anima dentro di essi.



Termino la mia recensione qui, dato che questo libro mi lascia molto poco da dire, e gli do un punteggio d'inchiostro




7 commenti

  1. Questa è forse la prima recensione negativa di un libro di Lansdale che leggo... di lui ho letto solo "L'ultima caccia" e molto, molto tempo fa, ma non mi dispiacque... avevo intenzione di approfondire la conoscenza, prima o poi, quindi non credo che inizierò da "La notte del Drive-in"! :D

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    1. Guarda, io ho adorato il primo romanzo della saga. Davvero tanto. Ma poi tutto è andato letteralmente al diavolo

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    2. Ahahah, forse non c'aveva più voglia di scriverla! XD

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    3. Forse, e dico forse, avrebbe fatto bene a fermarsi col primo libro e lasciare un finale paerto. Il che ci stava a meraviglia.

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    4. Forse l'editore l'ha minacciato pretendendo un altro libro e Lansdale si è vendicato così! :D

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    5. Può essere Xd
      Ciò che in fondo mi ha davvero mandato hai matti è stato il dimenticarsi di uno dei suoi personaggi. Come diamine si può? ç__ç

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    6. Ma infatti, deve esserci per forza una spiegazione razionale! ;)

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)