22/09/15

"La strana casa nella nebbia" di H.P. Lovecraft

Cari appassionati di libri, siamo qui con l'ultima recensione del piccolo libro di racconti di Lovecraft. In seguito riprenderò in mano l'autore attraverso un altro libro ma ancora non so dirvi quando ciò accadrà. In ogni caso, non voglio farvi alcuno spoiler sil futuro ciclo di racconti. Sempre ammesso che non abbiate notato cosa è in lettura.

L'autore

Howard Phillipis Lovecraft nasce a Providence il 20 agosto del 1890. Fu scrittore, poeta, critico letterario e saggista statunitense. Padre di un genere del tutto nuovo, che venne apprezzato solo in seguito alla sua morte, creò un universo con una propria cosmologia e struttura mitologica mischiando fantasy e fantascienza assieme all'horror. Rappresentante di alcuni discutibili idee riguardo la supremazia delle popolazioni ariane, così come portatore di alcune nozioni di antisemitismo nonostante avesse spostato una donna di origine ebraiche, la sua letteratura si caratterizza anche di altre elementi peculiari come il ricorrente tema del sogno, così come quella del pessimmismo che contagia molti ambiti della vita umana e dei suoi tragici protagonisti. Morì di un tumore all'intestino il 15 marzo del 1937 e venne sepolto nel cimitero di Swan Point

Il racconto

Titolo: La strana casa nella nebbia
Autore: H.P. Lovecraft
Anno di pubblicazione: 1931
Thomas Olney, filosofo e professore dell'università di Narragansett Bay, decide di trascorrere un perido lontano dal solito caos, assieme alla famiglia. La meta ricade su Kingsport.
Proprio lì, vi è qualcosa di strano, arroccato sulla scogliera da cui si scorge il mare e la nebbia: una casa a picco sugli scogli.

I marinai sono affezzionati a quelle rupi a picco sul mare, ad esempio a quella che somiglia ad un profilo che chiamano Padre Nettuno, o quell'altra che chiamano Scala in Salita, perché i differenti piani di roccia sembrano dei gradini. Questa, però, fa loro paura, poiché è molto vicina al cielo. [...] Eppure su quello scoglio c'è una vecchia abitazione e di sera si possono vedere brillare le lui dalle sue finestre pannelate.
Olney riesce a trovare una via, quella che nessuno aveva mai osato percorrere, fino a raggiungere la vecchia casa. La  porta d'ingresso, l'unica dell'intera abitazione, dà sul mare, su uno strapiombo, eppure è proprio da lì che entra il misterioso abitante.

Dietro al vetro della finestra ovest, vide una grande barba nera e due occhi scintillanti che parlvano di profondità sconosciute. La voce dell'uomo, però, aveva qualcosa di celestiale e di antico, ed Olney non ebbe paura quando gli venne tesa una mano scura per farlo entrare in un ambiente dal soffitto basso, pannellato in legno di quercia ed ammobiliato in stile Tudor.

Forse solo in questo breve racconto ho avuto un asseggio delle divinità, dei sogni e delle ombre di cui ho tanto sentito parlare in Lovecraft. L'accenno vi era stato ne "La musica di Erich Zann", ma vi era mancato ciò che i miei occhi avrebbero voluto leggere. 
Oltre quella finestra vi era tenebre, oltre la porta della casa sulla scogliere, avvolta nella nebbia, vi sono divinità e potenze. Sebbene esse siano solo spiriti, solo ricordi e memorie, finalmente Lovecraft ha appagato il mio desiderio di vedere, di quasi poter toccare ciò che i suoi mondi viosionari hanno creato in forma ben più ampia in altri scritti. 
Olney si lascia portare via da queste mitiche figure marine, in cui Lovecraft mischia creature della sua mitologia con quella più conosciuta e classica. Cosa succede con esattezza non è dato saperlo, e come sempre questo mi delude un poco. Se fosse per me, vorrei che l'autore scavasse a fondo nel suo stesso mondo, aprendolo al lettore. Non vi sarebbe bisogno di un perché, basterebbe rimanere stupiti, ma questo lusso non è concesso.
In ogni caso il mio voto per questo romanzo è di tre punteggi d'inchiostro e mezzo.

2 commenti:

  1. Complimenti. Bellissima recensione. Hai proprio colto nelle profondità dello spirito di Lovecraft. Forse le immagini oniriche e poetiche colgono maggior fortuna in te. Per un certo periodo HPL si diede molto da fare su questo tipo di racconti, definiti genericamente del ciclo dei racconti onirici, ma non ebbe molta fortuna. Il migliore di questo filone per me rimane La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath.
    Non è facile comprendere lo spirito e la profondità di Lovecraft. Siamo abituati al giorno d'oggi a un tipo di letteratura spesso più diretta, meno rarefatta e sottile. Benvenuta!

    A presto.

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    1. Sarebbe bellissima se non compissi mille errori di distrazione XD
      A parte questo, sì, tale racconto mi è piaciuto più degli altri. Vediamo se in futuro riuscirà a mantenermi attenta

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)