01/09/15

"Le stanze buie" di Francesca Diotallevi

Appassionati di libri e visitatori della soffitta, sono nuovamente qui con una nuova recensione per voi. Si tratta del Libro del Mese, sorteggiato per il mese di Agosto, e con mio grande piacere posso affermare che si è trattata di una letture piacevole  al punto di raggiungere il primo posto all'interno delle mie letture preferite del mese.

L'autrice

Francesca Diotallevi nasce a Milando nell'anno 1985. Laureatasi all'Università degli Studi di Milano in Scienze dei Beni Culturali, attualmente vive a Roma.




Il romanzo

Titolo: Le stanze buie
Autore: Francesca Diotallevi
Anno di pubblicazione: 2013
Editore: Mursia
Pagine:390
Prezzo: 22,00

Torino 1864. Un impeccabile maggiordomo di città viene catapultato nelle Langhe: per volere testamentario di un lontano zio, suo protettore, dovrà occuparsi della servitù nella villa dei conti Flores. Il protagonista si scontra così con il mondo provinciale, completamente diverso da quello dorato e sfavillante dell'alta società torinese, e con le abitudini dei nuovi padroni e dei loro dipendenti. Nella casa ci sono un conte burbero, una donna eccentrica e anti-conformista, ma anche sola e infelice, un cameriere dalla doppia faccia e una vecchia che sa molte cose, ma soprattutto c'è una stanza chiusa da anni nella quale non si può assolutamente entrare. A partire da questo e da altri misteri il maggiordomo si troverà, suo malgrado, a scavare nel passato della famiglia per scoprire segreti inconfessati celati da molto tempo e destinati a cambiare per sempre la sua vita.


"Le stanze buie", romanzo d'esordio della scrittrice, si svolge seguendo i ricordi del passato di Vittorio Fubini tra la Torino del 1904 e la Neive del 1864. In seguito alla morte dello zio, Vittorio si reca presso villa Flores, pronto a prendere il posto del parente defunto come maggiordomo ma ancora non sa che dentro la villa si cela un segreto riguardo il suo passato e che lo porterà ad abbracciare una nuova vita e rinascere.
Il romanzo è stato una letture assai piacevole, dallo stile curato e attento. "Le stanze buie" è molto simile a una soap opera ma con accezzione positiva: è stato come leggere una serie televisiva americana, anziché una scadente edizione italiana che oggi si può tranquillamente trovare in televisione. Per quanto questo sia un libro, e molti di voi stranno urlando allo scandolo per la mia affermazione, non si può negare che gli elementi vi sono tutti: una casa antica, segreti, apparizioni, bambini inquetanti, una strana padrona di casa, un marito possessivo, un irreprensibile maggiordomo, una storia d'amore proibita, legami famigliari segreti...
Nonostante l'avvio un poco lento, il romanzo si rifà molto presto. Le vicende raccontate dallo sguardo di Vittorio, portano il lettore da un mondo logico e ordinato a uno sempre più libero, fresco e vivo. Qui entrano in gioco gli altri personaggi della storia, di cui Villa Flores impregna le proprie pareti assieme a strane appparizioni la cui spiegazione non è altro che ciò che rimane di sentimenti di amore e odio mai davvero sopiti. 
Entrano in scena il dispotico padrone di casa Amedeo, incranazione dell'uomo più oscruantisma del tempo, eppure al medesimo tempo assai moderno e riflettendo senza difficoltà alcuna il comportamento ossessivo degli uomini di oggi, senza offrire loro alcuna luce di sorta e che possa ravvivare la loro figura. 

<<Signora?>>
<<No, vi ringrazio Vittorio>> fu l'asciutta replica. <<Questo vino è pessimo>> aggiunse, senza farsi troppi scrupoli.
Il conte Flores si tolse il tovagliolo dalle ginocchia, sbattendolo sul tavolo. Una risata roca e artefatta gli risalì dalla gola.
<<Ah! Questa è mia moglie! Una donna che non perde mai occassione di dire quello che pensa, anche quando non ne avrebbe alcun diritto.>>
Lucilla Flores sollevò su di lui due occhi completamente freddi e inespressivi.

Proprio con la figura di Luccilla Flores, Vittorio andrà a scontrarsi. Maggiordomo, tipico uomo moderno incapace di guardasi allo specchio e tracotante di sicurezze, si presenta come uomo spocchioso e dispotico nei confornti della sua servitù. Una volta ogni tanto, il protagonista non diviene il solito uomo di buon cuore, presentandosi al contrario come un comune uomo che chiunque potrebbe incontrare lungo la strada. Perché, se vi è una cosa che questo libro mi ha ricordato è che le belle persone sono rare.

Interdetto, aprii la bocca per ribattere, ma dovetti richiuderla. Se la domanda fosse stata posta in termini lavorativi, avrei avuto la risposta pronta. Ero un ottimo maggiordomo. Ma Nora Flores voleva sapere che tipo d'uomo ero. E io non aveva mai riflettuto sulla questione.
Non riuscivo a scinedere ciò che ero da ciò che facevo. Ma essere un buon maggiordomo non implicava che fossi anche una brava persona. O sì?

Nora e Lucilla saranno le altre protagoniste del romanzo, una lo specchio dell'altra, una disprezzata e una amata, seppure in maniera malata, da Amedeo. Immerse nelle fragrenze dei profumi cui Lucilla si diletta a creare, contravvenendo contro ogni regola che una buona dama del tempo dovrebbe rispettare, la donna e la bambina crescono e respirono con vitalità eppure fatica. Specchio di morte e vita, saranno sia l'una che l'altra la soluzione finale del romanzo e i due sentieri entro cui Vittorio dovrà camminare e forse anche scegliere.

Il mio voto per questo libro è di quattro punteggi d'inchiostro e mezzo

4 commenti:

  1. Questo libro è in attesa da un po' nella mia libreria, consigliatoci da un'amica blogger che l'aveva addirittura messo al primo posto della sua classifica dei libri dell'anno...cosa sto aspettando???

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    1. Effettivamente è stata una bella scoperta e una piacevole lettura. Appena hai un attimo dovresti prenderlo in mano ;)

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    2. Fatto...letto...amato follemente!

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)