12/09/15

"Testimone allo specchio" di Mary Higgins Clark

Visitatori della soffitta, siamo nuovamente atterratti nell'universo dei gialli con la Clark, anche se non posso dire che sia stata una magnifica esperienza, quanto un viaggio puttosto noioso.

Titolo: Testimone allo specchio
Autore: Mary Higgins Clark
Anno di pubblicazione: 1990
Editore: Corriere della Sera
Pagine: 380
Costo: 7,90

Testimone di un delitto, la giovane e affascinante Lacey viene inserita dagli inquirenti in un programma di protezione. Così, da un giorno all’altro, deve rinunciare a famiglia, lavoro e alla sua stessa identità, ma, quel che è peggio, è costretta a vivere come un animale braccato. In questa terribile situazione, il conduttore radiofonico Tom Lynch diventa l’unico volto amico in una città sconosciuta. Ogni precauzione, però, si rivela vana, perché il suo persecutore è riuscito a rintracciarla ed è vicino, molto vicino...



Lacey Farrell, giovane agente immobiliare, incontra sulla sua strada Isabelle Landi. La donna, ancora afflitta dalla perdita della figlia Heather, morta in un incidente d'auto, si è oramai decisa a vendere la casa che un tempo era stata della figlia. Ma proprio rispolverando ciò che era appartenuto a Heather, Isabelle fa una scoperta che per la prima volta conferma tutti i suoi sospetti sulla morte della figlia. Ma prima che possa rivelare la verità, un misterioso uomo le toglie la vita ma non prima che riesca a comunicare le sue ultime, seppure frammentarie, volontà a Lacey consegnandole il diario della figlia.

Lacey, unica testimone del crimine, è ora costretta a fuggire in un altra città, nascondendosi dal pericoloso assassino dietro la cu identità si cela tutt'altro che un semplice sicario prezzolato.
"Testimone allo specchio" è un romanzo scritto frettolosamente e spesso. Non è di certo la migliore opera della Clark: un giallo scontanto e tutto meno che un thriller, e chiunque lo consideri tale deve di certo rivedere le proprie prospettive letterarie. Non vi è suspance alcuna, nessun folle inseguimento. Lacey è come un muro di gomma contro cui il lettore rimabalza: la può toccare ma non riesce davvero a condividere il suo timore e la sua paura. 
Un romanzo che mette in scena la delicata, asfissiante, tremenda situazione di chi è sottoposto al programma di protezione testimoni, in verità non sfrutta questa condizione al pieno delle sue potenzialità. Lacey sobbalza, ha paura, ha dei dubbi, si lascia sfuggire diverse indicazioni ma tutto risulta artificiale o como sospeso ina una dimensione a sé, dove i personaggi e la protagonista compresa agiscono per necesittà. Tutto è comandato, architettato alla perfezione.

In tutta la città, George Svenson era l'unica persona a cui avrebbe potuto raccontare che era stata sul punto di scoppiare in lacrime davanti alla foto della nipotina di cinque anni di Millicent Royce, vestita da ballerina per una recita. Il pensiero le era subito volato alla piccola Bonnie, e per un momento la nostalgia aveva minacciato di sopraffarla. Ma naturalmente non avrebbe detto nulla.

I protagonisti sono strani, plasmati con la plastica, simili a figurine con una sola dimensione e un solo tratto. La loro psicologia non viene affrontata, se non qualche oscuro dubbio che passa in secondo piano rispetto alla trama, senza alcun dubbio linda e pulita nello svolgimento dei fatti e, quindi, forse troppo semplicistica.

Lacey è simile a una ragazzina, prima infantile e poi confusa dagli eventi, spaventata e automaticante donna senza sicurezze ma per sempre dotata di uno spirito di avventura o dovere. Ma che cosa la rende unica? In verità nulla. L'inevitabile amore che doveva sbocciare? Neppure. Lacey c'è ma neppure tanto: c'è e non c'è. Perché tutto ciò che avviene è nulla di più di ciò che accade nella quarta di copertina. 
"Testimone allo specchio" non è un vero romanzo quanto un resoconto di fatti, infarcito di pensieri altrui e situazione scontate.


Il mio voto per questo romanzo è di un punteggio d'inchiostro e mezzo





2 commenti:

  1. Che peccato!!! Eppure quest'autrice so che è molto famosa, ma non ho letto nulla di suo...Sicuramente questo libro non lo prenderò in considerazione!

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    1. Personalmente della scrittrice mi è piaciuto molto "La culla vuota", mentre ques'ultimo romanzo e "Nella notte un grido" li ho trovato alquanto scarsi. Forse perché sono cresciuta con Agata Christie, e allora mi aspetto qualcosa di notevole, mi rovino un po' la lettura.
      Il tema era buono, il colpevole insospettabile sempre piombare un po' a caso per convenienza... ci sono tante cose che avrebbero potuto essere scritte assai meglio

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)