05/10/15

"Ladri di sogni" di Maggie Stiefvater

 Cari appassionati di libri, sono qui con una nuova recensione per voi. Passiamo al secondo capitolo della saga del Raven Cycle, prodotto dalla penna della Sitefvater. Posso già dirvi che queto romanzo mi è piaciuto più del precedente ma vi è sempre quel me, e alcuni dettagli, che mi hanno fatto storgere il naso.
L'autrice

Maggie Stiefvater nasce a Harrisonburg il 18 novembre del 1981. Ha frequentato l’università di Mary Washington in Virginia, laureandosi in storia. È sposata e con due figli, attualmente vive in Virginia. Fra le sue opere, oltre la tetralogia “The Raven Cycle”, figura la serie de “I Lupi di Mercy Falls” e altri romanzi a sé stanti.
Il romanzo

Titolo: Ladri di sogni
Autore: Maggie Stiefvater
Anno di pubblicazione: 2013 - 2014(Italia)
Editore: Rizzoli
Pagine: 519
Costo: 16,00

La magica linea di prateria è stata risvegliata e la sua energia affiora. I ragazzi corvo, un gruppo di studenti della scintillante Aglionby Academy, sono sulle tracce del mitico re gallese Glendower, che dovrebbe essere nascosto nelle colline intorno alla scuola. Con loro c’è Blue, che vive in una famiglia di veggenti tutta al femminile. A lei è stato predetto più volte che quando bacerà il ragazzo di cui sarà davvero innamorata, questi morirà. Sulle prime sembra che il suo cuore batta per Adam, ma forse è Gansey quello che ama davvero… Intanto Ronan s’inoltra nei suoi sogni, da cui può uscire di tutto. Del resto è uno che ama sfidare il pericolo. Mentre il tormentato Adam, con un passato pesante alle spalle, s’inoltra sempre più in se stesso, cercando una sua strada nella vita. Nel frattempo c’è un individuo sinistro che è anche lui sulle tracce di Glendower. Un uomo pronto a tutto.

Seguendo le ricerche di Glendower, i Raven Boys e Blue si ritrovano coinvolti in una vicenda sempre più grande di loro.
Dove il primo romanzo è stato una introduzione a un mondo di linee della prateria, alberi parlanti e spirit, "Ladri si sogni" sposta la sua lente sul Greywaren, su Cabeswater, su altre foze in atto il cui cerchio pericoloso si sta stringendo attorno ai protagonisti.
Il secondo romanzo della saga non da risposta alcuna, semmai crea altri misteri e si spera che essi avranno risposta nel terzo e poi nell'ultimo romanzo della saga. Perché, se ben si capisce come scrive la Stiefvater, essa tira le cose per le lunghe. Ogni libri appare come un argomento. Dove il primo era basato sulle basiche scoperte, il secondo narra dei sogni e di Ronan, della sua alterata realà o seconda realtà, della sua vita. Tutto il resto le fa da contorno.
L'autrice utilizza il suo stile particolare per narrare gli eventi del romanzo e delle vicende dei cinque protagonisti, le loro sensazioni e i loro sentimenti, focalizzando l'attenzione su Adam e Ronan, così come il destino cui Blue sembra non poter sfuggire.
Con particolare delicatezza, viene trattata la vicenda di Adam, il suo confronto con ciò che ha subito, la sua relazione con Gansey e con il sacrificio che lui stesso si è imposto alla fine del primo libro nei confronti di Cabeswater. Proprio su questa ultima relazione sorge il primo punto sospeso tra positivo e negativo. Sebbene, assieme a Persephone e ai tarocchi di questa ultima, Adam riesca nuovamente a interagire con Cabeswater, a farla tornare ricucendo le linee della prateria, la spiegazione non viene davvero fornita. Si tratta di qualcosa che il giovane sente ma la Stiefvater si lascia prendere dalla fretta, narrando tutto con un ennesima concentrazione di eventi finali.
Parlando del personaggio stesso di Adam, esso è forse uno dei più veritieri rispetto all'intero gruppo. Suscettibile, orgoglioso fino alla stupidità, esso incarna come la maggior parte di molti si sentono. Un po' per davvero, un po' davvero incompreso, evidenziando le differenze che intercorrono fra una persona e l'altra ma che spesso e volutamente si ignorano.

-Non era quella la domanda. La domanda è: quella notte. Hai dovuto tradire la mia fiducia per andarci. Sei sempre stato così ansioso di essere Adam Parrish, solo contro tutti.- 
Lui era Adam Parrish, solo contro tutti. Gansey, cresciuto con quei leccapiedi adoranti, non sarebbe mai riuscito a capirlo.
La voce di Adam si stava scaldando. -Cosa vuoi che ti dica, Gansey?-
[...]
-Diamine, Adam. Non è quello il punto. Il punto è... dimmi solo che non succederà mai più.-
-Che non succedrà più cosa? Qualcuno che fa qualcosa che non hai chiesto? Se cercavi qualcuno da controllare, hai scelto la persona sbagliata.-

Il comportamento di Ronan, rientra nel suo carattere e tutto ciò da lui creato mediante il sogno è senza dubbio incredibile, eppure la Stiefvater avrebbe potuto togliere tutti quegli scontri con l'auto che tanto hanno fatto assomigliare il romanzo a una versione strana del videogioco "Grand Theft Auto".  Ciò che davvero è parte del personaggi sono i sue stessi sogni, la sua vita, la sua famiglia, e i suoi istinti più bassi che lo portano a partorire orrende creature, così come a sfidare la sorte prendendo ciò che Kavinsky, altro giovane studente, gli propina sotto forme di pasticche.

Poi Gansey vide l'incubo.
Si muoveva nell'angolo più lontano. Come se fosse un'ombra, e poi una cosa reale. Veloce. Nero. Più grande di ciò che si aspettava.  Più reale di come si aspettavA.
Era alto quanto lui. Su due zampe. Coperto da qualcosa di lacero, nero e sporco.
[...]
Gansey notò un artiglio. No, artigli, a decine. Enormi, scintillanti, affilati come punte di spillo.

Blue è forse uno dei pochi esempi di umanità e realtà presenti nel libro se la Stiefvater non rovinasse il personaggio con vicende amorose e baci fuori luogo, come quello avvenuto con Noah, e simpatice del tuto aliene come quella che prova per l'Uomo Grigio e così lo stesso vale per Maura. Ancora legata al ricordo del suo amato Nocciolino, perché si concede così facilmente a un sicario, causa della morte di una persona cara ai protagonisti. 
Se l'Uomo Grigio morisse, io non potrei che essere più che d'accordo, sebbene allo stesso tempo esso mi piacca come personaggio. Infine, vi è da chiedersi come un cambiamento interiore del sicario sia stato possibile, data la sua repentinità. 
Infine, il meglio non rimangono che le veggenti.

La voce sommessa di Persephone si aprì un varco nella competizione sempre più rumurosa tra Maura e Calla. -Re di spade.-
Tutti si voltarono a guardarla, seduta con le ginocchie unite e le mani composte sulle gambe. A volte Persephone riusciva a dimostrare otto anni e ottanta contemporaneamente, e questa era una di quelle volte.
La mano dell'Uomo Grigio volteggiò obbediente sopra il mazzo. -Cima o fondo?-
Persephone sbattè le palpebre. -Sedici carte dalla cima, credo.-
[...]
-E' la carta di Mr. Gray- annunciò Persephone.
[...]
-[...] E' una brutta carta?-
-Nessuna carta lo è- disse Maura. Fissò l'Uomo Grigio, figurandosi il re di spade nell'uomo davanti a lei. -E l'interpretazione può variare a seconda della lettura. Ma... il re di spade è una crta potente. E' forte, ma imparziale... freddo. [...] Ma sento qualcosa di diverso. Qualcosa come...-
-Violenza- disse Calla.

Il romanzo della Sitefvater è bello e particolare, mira su un genere e su un argomento poco trattato ma qualcosa di raffazzonato e non curato avanza prepotentemente, quando i soli sentimenti dei protagonisti non bastano. Si tratta di una composizone intera eppure scomposto, manca qualche tassello di cui non si conoscono le risposte e non si può sapere se mai arriverano. Un libro decisamente imperfetto e al medesimo tempo piacevole.

Il mio voto per questo romanzo è di tre punteggi d'inchiostro e mezzo



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