Conosciamoci meglio! - Ansie da pseudo scrittrice

Iniziamo col dire che questa non sarà un rubrica. Non ho così tante cose da dire su di me. Consideratelo come una sorta di post di aggiornamento. In verità ero partita scrivendo questo post prima, facendovi una rivelazione molto personale ma che ho deciso di rimandarla a più in là.
In linea di massima parla delle mie difficoltà sociali e di ciò che ha comportato la mia sindrome epilettica su di me e su come gli altri reagiscono attorno a me.
Ma se ne parlerà un'altra volta. Non voglio angosciarvi.

Così mi chiedevo, leggendo tutte le positive e belle recensioni riguardo libri YA anche a sfondo fantastico, se mai sarò capace di scrivere altrettanto. Come molti avranno già letto, io scrivo. Ultimamente la correzione della stesura finale procede a rilento ma cercherò di recuparare.
In ogni caso, eccomi che guardo quei libri. Che leggo quelle recensioni. Non posso fare a meno di guardare il mio scritto e avere paura.
E se non piacesse?
E se non fossi stata in grado di dare il massimo?
E se qualcuno non capisse la protagonista?
La protagonista mi terrorizza. Ho cercato di donarle attributi comuni, di staccarla dalla solita eroina kickass e badass, figa e bellissima, che vince su tutti, con ragazzo belloccio appresso, con triangoli amorosi in ogni dove. Ma è anche altro: asociale, molto spesso cattiva, rabbiosa, arrogante, testarda, possibilmente cattiva, a volte addirittura fredda e inespressiva. Decisamente non è l'eroina che tutti vogliono.
E tutti gli altri protagonisti?
E se fossero troppo infantili?
Mille e mille domande.
E la trama?
La trama piacerà ai lettori?
Mi è difficile dire quanto il mio romanzo mi stia a cuore. Il punto è che io posso apprezzarne la bellezza perché lo vedo nella ottica di "madre" ma chi lo legge non può fare lo stesso.
E lo stile? Non è che scrivo in maniera troppo banale?
Altra domanda che mi tormenta.
Ma sopratutto, i lettori saranno in grado di reggere il drastico cambiamento che vi sarà fra il primo e il secondo libro?
Perché dove il primo potrebbe anche risultare uno YA fantasy, il secondo mostra già dei lati decisamente più crudi che non si trovano in un tipico YA fantasy.

Ora parlando da lettrice, io mi baso molto sulla consistenza della trama, prima che sui protagonisti. Posso anche amare i protagonisti ma prima di tutti vi è il bisogno di una buona trama o di un sistema affinché essa risulti convincente. Poi possono venire i protagonisti.
Non vi è qualcosa che amo al di sopra di tutto ma vi sono di certo alcune cose che odio.
Come dicevo prima, le protagoniste fighe, cazzuttisime e durissime. No. Siete ovunque e mi avete stancato. Non chiedo pecorelle smarrite, chiedo qualcosa che non sia la solita eroina. Chiedo una eroina a metà, una che sia anche una persona. Non so se mi spiego.
Secondo arrivano gli uomini. Non ho più letto di una amicizia o di un rifiuto da non so quanto tempo. Mai possibile che debbano sempre innamorarsi?
Sembra che l'amore sia la soluzione di tutto. Anche di questo mi sono stancata.
Per non parlare di insta-love e triangoli amorosi.
Infine vi sono i temi. Abbiamo amore, amicizia, vendetta... i soliti insomma. Perché non leggo mai di, chessò, l'orrore della guerra, la moralità in generale, lo stupro di guerra? Tanto per citare temi pesanti.
Comprendo che forse non sono temi adatti a uno YA ma non vi è bisogni di spiattelarli in faccia al lettore, quanto di farli affiorare un poco a poco nella trama, facendo comprendere come il romanzo di faccia portatore di argomenti e di temi.

E voi, miei lettori, cosa odiate dover leggere ogni volta? E cosa vorreste trovare nei romanzi che comprate?
Vi pongo questa domanda non solo per curiosità scrittoria ma anche da lettrice come voi e per scambiare qualche parere. Oltre che dubbi e paure.

10 commenti

  1. Ebbene... Prima ho dovuto capire cosa è uno YA... Ma ce l'ho fatta. Poi mi chiedo, ma è necessario scrivere un romanzo che rientri in quel filone? No, non credo, se lo è sarà comunque per scelta.
    Ma questo rappresenta, o può rappresentare, secondo me, un limite. E penso che quando si parla di letteratura è meglio evitare di porsi troppi limiti, soprattutto come bacino di utenza. Non bisogna pensare di essere troppo poco adulti, bisogna cercare di esserlo, sempre a mio parere.
    I temi che poni come possibili, ma spesso mancanti, o poco idonei a quello specifico genere, esistono e una mente che ha intenzione di metterli in prosa non deve farsene un problema. L'importante è riuscire a trattarli secondo le proprie conoscenze e i propri limiti, dosando e dando una giusta importanza e dimensione, che può essere comunque anche molto personale.
    In realtà non sono uno che ha letto molto di fantasy, ma qualcosina si. C'è un'autrice che vorrei consigliarti, ne ho letto un romanzo e mi è piaciuto parecchio. Solo che ormai è molto difficile da trovare nelle librerie come autrice e purtroppo non ho avuto l'occasione poi di leggere altro. L'idea era di consigliartela in occasione di qualche libro del mese. Secondo me potrebbe risultarti utile o perlomeno interessante.
    Quello che voglio trovare in un romanzo che leggo è qualcosa di profondo, la vita può essere noiosa, ripetitiva, quel che si vuole, ma la vita è profonda. E in un romanzo voglio trovare quella profondità, che un autore esprime in modo, mentre un altro la esprime in un altro modo ancora. Un romanzo banale non mi interessa. Se è di genere, magari è diverso, va valutato secondo altri canoni, ma anche qui abbiamo scrittori con una certa logica e profondità ed altri invece che si soffermano meno su queste caratteristiche. Io preferisco sempre la prima categoria.

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    1. Diciamo che con YA non intendo un libro propriamente nei canoni di esso ma che di certo si rivolge a un'utenza con una età che rientri entro una certa categoria. Infatti non ho mai inteso il mio romanzo come uno per adulti quanto per ragazzi.
      In un certo senso, leggere le vostre risposte (tu e gli altri lettori intendo) mi rinfranca un poco, forse perché non sono poi così lontana dal fulcro delle cose.

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  2. Secondo me, e sottolineo che è un opinione del tutto personale, se ti fai tutte queste domande e hai tutte queste paure è un bene. Essere sicuri di se e pretenziosi è un male, bisogna sempre essere attenti e scrupolosi. Tu lo sei . Senza esagerare anche, altrimenti diventa nocivo come ogni cosa.
    Poi ti dico che la prima a cui deve piacere il tuo libro sei tu. Può sembrare un controsenso, ma non è cosi. Se dopo aver finito di scrivere, dopo aver corretto tutto, tu lo leggi e dici ''si per me è ok'' andra bene. Perché inconsciamente hai ancora tutte quelle domande in testa, e quindi il tuo ''ok'' vale come risposta anche per quelle. Anche per il detto ''ogni scarrafone è bello a mamma soja'' ci sono dei limiti.
    Poi se tu vuoi scrivere un young adults fantasy, con temi forti e protagonisti che non sono i soliti stereotipi, basta solo che mantieni i canoni principali del genere per poi aggiungere le tematiche che preferisci.
    Comunque io ti dico di scrivere come vuoi tu. Come senti tu. La prima voce che devi ascoltare è quella nella tua testa e nel tuo cuore. Poi ascolta gli altri. C'è sempre spazio per migliorare.

    Io odio annoiarmi, per le prime trenta pagine posso resistere, ma poi no. Se una storia non mi attira lascio perdere.
    Cerco la stranezza, cerco uno specchio su cui riflettermi, cerco una testa in cui infilarmi per osservare, cerco un posto davanti un palcoscenico. Cerco una vita da vivere per un giorno, cerco empatia. Cerco mondi nuovi. Cerco stupore. Cerco emozioni. Cerco me stesso, ma cerco anche di fuggire. Cerco una buona lettura che mi intrattenga.

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    1. Di solito anche se un libro un poco mi annoia, tendo a portarlo anche fino alla fine perché preferisco dare il mio giudizio su qualcosa di completo. Ho sempre, anche, avuto il principio di portare rispetto allo scrittore.... cioè, se qualcuno prendesse la mia opera e poi neppure la finisse, ci rimarrei malissimo. Per cui non tendo a farlo neppure con gli altri.

      In ogni caso parlando della scrittura, so che il libro deve piacere prima di tutto a me, altrimenti sarebbe terrificante scriverlo. Però non posso che pormi certe domande. Purtroppo sono dubbi insaziabili. Infine sarò costretta a fare il salot e proporre il mio romanzo senza tante doamande

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  3. Mi piace l'eroina a metà, la fa sembrare un pò più reale, più umana...
    Da come l'hai descritta a me già piace la protagonista! (forse sono un pò di parte perchè amo i personaggi con della cattiveria dentro)

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    1. Questo mi solleva un poco. Se dovessi passare la mia vita con questa riflessione continua, altro che notti insonni. Però ieri sera avevo proprio bisogno di spiattelarla da qualche parte XD

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  4. Ciao! Da scrittrice ho i tuoi stessi timori, ma l'allenamento fa migliorare moltissimo e avere dei timori nella pubblicazione è normale, penso che si avrà sempre, anche gli autori affermato non possono non avere ansia da prestazione. Credo anche che oltre ai personaggi e alla trama, il miglior pregio di un'autrice sia far emozionare. Molte volte mi è capitata una trama che non aveva nulla di originale, ma con uno stile che sapeva colpire. Come dico sempre ogni storia ormai è già stata scritta, spetta a noi renderla originale e in particolare trasmettere qualcosa al lettore.
    Da lettrice ciò che più mi infastidisce in una trama sono personaggi senza spina dorsale, senza carattere, ad esempio protagonisti che fanno da tappetino ad altri, e i triangoli amorosi con personaggi perennemente indecisi. Mi piacciono i personaggi forti, che si tratti di fantasy o romance =) Poi il resto spetta all'autrice farmelo piacere, non ho specifiche preferenze =)

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    1. I triangoli amorosi sono il male, secondo me.
      Insomma, il concetto è: cerca di fare del tuo meglio ;)

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  5. In quanto femminista la rappresentazione della donna all'interno dei libri mi sta sempre molto a cuore. Hai ragione, negli ultimi anni gli YA/ fantasy/distopici sono stati investiti da eroine cazzute e badass, in grado di infilzare i nemici e farne uno spiedino alla griglia. Come se la forza di una donna equivalga alla sua destrezza con le armi o all'intensità con cui urla. Quindi sì, riempiamo le pagine con donne timide, spaventate, ansiose, insicure ed estremamente forti ( e poi, se sanno infilzare i nemici ancora meglio).

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    1. Ahahaha tu mi capisci XD
      Intendiamoci, ok, è fantastico che tu sia una donna sicura ma non tutte le donne sono così. Di certo l'eroina incarna ciò che di solito alcune lettrici cercano, ovvero forza e sciurezza, e che magari loro non possiedono. Allo stesso tempo vorrei vedere anche una eroina magari timida, per l'appunto, e magari invece di una guerriera una sorta di studiosa.

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)