19/11/15

"Graceling" di Kristin Cashore

Cari appassionati di libri, eccomi qui con una recensione per voi. Si prosegue nell'ambito delle riletture e delle riscoperte di vecchie libri.  Si riprende quindi con uno romanzo della Cashore. Tempo fa, lessi e recensii, il romanzo secondo e prequel di "Graceling", ovvero Fire. Fu una brutta esperienza e mi duole dover dire che questa rilettura, di un libro amato a quindi anni, non è stata il massimo. Ma meglio proseguire...


9720085Titolo: Graceling
Autore: Kristin Cashore
Saga: Graceling Realm #1
Anno di pubblicazione: 2008
Editore: De Agostini
Pagine: 496
Costo: 14,90

Tutti i Graceling hanno gli occhi di due colori diversi. Tutti i Graceling hanno un Dono. Difficile è però sapere quale Dono possiedono: a volte anche per loro stessi è duro capirlo e controllarlo. Ci sono Doni quasi inutili, come la capacità di ripetere le parole al contrario o di ricordare certi dettagli. Katje ha diciotto anni e il suo Dono è un’arma terribile nelle mani di suo zio, re Rand. Il futuro le può riservare un posto sicuro al fianco di quest’uomo vendicativo o infinite sorprese, come l’incontro con un Graceling dallo sguardo intenso che sembra conoscerla fin troppo bene.

"Graceling" è il primo romanzo fantasy della trilogia creata dalla scrittrice Kristin Cashore. Protagonista è Katje, Katsa nella versione orignale e dal nome cambiato in quella italian per ragioni non conosciute. Nel mondo di Katje, alcune persone hanno un Dono e si contraddistinguono dagli altri per avere gli occhi di due colori diversi. Katje ha un occhio verde e uno blu e il suo Dono è quello di uccidere. Infatti, serve come assassina del re di Middluns Rand, suo zio. Ma la giovane ha deciso da tempo che è giunto il momento di cambiare. Così ha fondato il Consiglio, assistita dallo stesso figlio del re, ovvero Raffin e dal capo delle spie Oll, assieme ad altri personaggi. Un passo alla volta Katje si volge a risolvere i torti fatti da Rand e spesso e volentieri anche quelli compiuti dagli altri sovrani. 
Durante una delle sue missioni, questa dedita alla liberazione di un abitante di Lienid, Katje ha un incontro con una altro misterioso Graceling dagli occhi d'oro e d'argento di nome Po. Assieme a lui cercherà di scoprire perché il Lienid sia stato rapito e tenuto prigioniero, scoprendo così un piano molto più grande.
Lessi questo romanzo quando avevo all'incirca quindici anni e mi piacque. Rileggendolo a ventun anni non posso dire lo stesso. In sé e per sé, questo romanzo come concetto e idea è tutto meno che sbagliato e sebbene non abbia fondamenta solide all'inzio si è sviluppato senza particolari imperfezioni, che al contrario sono emerse durante la lettura.
Partiamo dal linguaggio. La Cashore scrive semplicemente, forse fin troppo, ma non è questo che sono solita indicare come un fattore negativo all'interno del romanzo. Spesso ripete i termini usati in precedenza e qui mi sorge la domanda: indolenza della traduzione italiana? Suppongo non lo saprò mai, non possedendo una copia in lingua originale. Ciò che mi ha davvero fatto storcere il naso, a cui forse a quindici anni non avrei mai dato peso, sono alcuni vocaboli. Ora immaginatevi in un mondo fantastico che come ogni classico fantasy non sarà ambientato in un ambito moderno e così il linguaggio, seppure informale, deve essere adattato: per cui termini come "ok" e "privacy" sono del tutto fuori luogo, sopratutto quando basterebbero "d'accordo" e "intimità" per risolvere la questione.
Altre domande sorgono. Perché la gente odia i Graceling? Se si parlasse dal punto di vista di Katje, certo, le persone avrebbero tutte le buone ragioni per essere almeno diffidenti. Ma quando si tratta del Dono di cucinare? Perché odiare una persona che cucina ottimi manicaretti? E dove sarebbe la sua pericolosità? Questo non si saprà mai.
Molte altre insensatezze sorgono durante la lettura, donando a "Graceling" l'aura di una inconsistenza generale, oltre che di mancanza di logica e serietà.
Katje ha sempre voluto ribellarsi a Rand e quando compie il gesto, nonostante gli vengono posti davanti diversi uomini, ostacolo per lei facilmente superabile, si limita infine a porre una blanda minaccia di morte nei confronti del re. E qui sorge una questione infinita.
Perché Rand, avendo Katje con sé da sempre, in tutti quegli anni non ha elaborato un sistema per trattenerala? Ora si potrebbe obbiettare dicendo che Rand puntava sull'abitudine di Katje di lasciarsi comandare, di essere il suo cane pronto a ringhiare, sottomessa all'influenza dell'unica persona che l'aveva presa con sé una volta rimasta orfana. Eppure Rand è un re. Governa un paese e in quanto tale avrebbe dovuto trovare una soluzione.
Katje abborra l'idea di uccidere, sebbene durante il romanzo si smentisca più volte uccidendo le guardie di Monsea senza farsi tanti problemi o scrupoli, eppure non è il momento dei sentimentalismi. Qui entra in gioco Raffin. Il giovane è del tutto disinteressato al governo del regno, anche se dovrà salire al trono obbligatoriamente. Perché non compiere un colpo di stato con il cugino, anziché scappare e rendersi semi-ricercata? 
E sopratutto, cosa prova il figlio che trama contro il padre affiliandosi al Consiglio?
La Cashore non si fa nessuna di queste domande e io non proseguo con tutte le mie teorie e proposte, perché altrimenti continuerei a lungo e la recensione non finirebbe mai.

Il bruciore salì fino alla gola, toglienole il fiato. <<Lui è il re, e tu sei uno stupido se pensi che io abbia qualche possibilità di scelta.>>
<<Ma tu puoi scegliere: non è lui a renderti una selvaggia, sei tu stessa, quando ti pieghi al suo volore.>>

Come ogni romanzo che si rispetta e anche non, il lato romantico entra in gioco e la Cashore sembra avere tanto a cuore la libertà delle donne riguardo la sfera della sessualità, infatti Katje non vuole sposarsi e avere figli e i contracettivi entreranno più volte in scena nella storia, cosa che di certo è di mio gradimento essendo stanca delle solite eroine pronte al triangolo amoroso e in seguito a sposarsi.
Po è il protagonista maschila della storia di "Graceling": gentile, sincero a metà ma con validi motivi, coraggioso, allegro e... insomma, questo è tutto. Si potrebbe notare una vaga forma di fragilità interiore riguardo il ragazzo e la sua ostinazione a proteggere le persone amate dagli avvenimenti accaduti e che stanno accadendo, tacendo su alcuni fatti e costringendo il lettore ad assistere a una diatriba fra lui e Katje.
Parlando proprio di Katje, della ragazza si scorgono diverse sfumatura ma non troppo approfondite, al punto che alla fine del viaggio è giusto chiedersi: Katje è davvero riuscita a superare la soglia che si è posta da sola davanti a se stessa? Sebbene il finale della Cashore appaia tutto rosa e fiori vi è quel qualcosa che è stato lasciato da parte.
Katje è brutale, l'unica maniera in cui mai le sia stato insegnato a comportarsi e come crede che sia unicamente possibile agire. La protagonista del romanzo è un caso di qualcosa che potrei definire come incapacità relazionale. Katje non è in grado di capire le persone, se le cose non vanno come immagina rispetto al suo mondo perfetto e preciso, inscatolato dentro precisi scomparti, lei non è più in grado di capire e continua sulla sua strada urlando in faccia agli altri o avendo reazioni del tutto inconsulte.  La sua emotività è racchiusa entro un serie di esempi del tutto malati e disocciati rispetto alle persone reali.

Perdere Raffin sarebbe stato peggio che tagliarsi un dito, o rompersi un braccio, o essere accoltellata al fianco.

Ovviamente, perdere una persona cara è peggio che rompersi un braccio...
Su Katje e su questo tratto della sua personalità si potrebbe parlare a lungo se solo la Cashore ne avesse dato ulteriore spunto, ed è proprio qui che "Graceling" delude.
Le buone premesse sono tante, i personaggi volendo potrebbero anche esservi ed essere come vivi, ma la scrittrice ha creato un libro dalla trama solamente apparente. Quale è lo scopo del romanzo, ci si chiede una volta arrivati alla fine. Far vincere il Consiglio? Sconfiggere Rand? Scoprire cosa accade nel regno di Monsea? Sì ma anche no dato che solo una di questi obbiettivi verrà portato a termine, mediante uno svolgimento superfluo che nel più dei casi è privo di vero interesse.
Anche alla lunga i poteri del Dono di Katje, protagonisti anch'essi del romanzo, diventano una sorta di buffa barzeletta, in cui poco mancava che la scrittrice metesse un mantello alla protagonista e facesse partire la musica di Supergirl.

Il mio voto per questo romanzo è di due punteggi d'inchiostro e mezzo, dato che nonostante le buone premesse non è stato in grado di mantenere una trama unitaria.





11 commenti:

  1. Ciao! Non ho letto questa serie, ma dalla tua recensione non sono molto invogliata a leggerlo per ora. E i cambiamenti di nomi non li capirò mai!

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    1. Diciamo che è una serie che puoi tranquillamente non leggere. Credo che ce ne siano di migliori.

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  2. E' da un po' che non leggo fantasy, vorrei riprendere con una serie un po' più ''tosta''. Da quello che hai detto meglio saltarla questa. Se mai recensirai una serie più ''tosta'' sarò contento di scoprirlo. A patto che non sia eccessivamente lunga :)

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    1. Speriamo allora che le mie prossime letturre fantasy possano interessarti ;)

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  3. Direi una recensione che denota serietà. Quello che posso dire, per esperienza personale, è che ciò che si è letto da più giovani può naturalmente creare giudizi approssimativi e a volte fuorvianti. Questo vale per tutto, anche per il cinema, ad esempio. Naturalmente possiamo esser stati colpiti da qualcosa in particolare e ciò può aver portato a un primo giudizio magari eccessivamente positivo. Oltretutto i mezzi a disposizione per valutare un'opera, sotto i vari punti di vista, accrescono con il tempo e con le letture, soprattutto con quelle di un certo spessore.
    Il discorso vale anche all'inverso. Ossia, alcune opere, se rilette, riescono a dare maggior rilievo all'opera stessa, soprattutto quelle appunto con una certa profondità. Col tempo si acquisiscono mezzi che danno la possibilità di notare meglio lo spessore e il valore intrinseco di un'opera e comunque i vari aspetti che la contraddistinguono con maggior facilità, anche ad una prima lettura.
    Quindi, che dire... brava, mi sembra proprio la strada giusta... :)

    p.s. questo in generale, non riferito a questa particolare opera, che personalmente non conosco...

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    1. Posso solo sperare che le future riletture non mi deludano, altrimenti sarebbe una tragedia.

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    2. Ti capisco... Quando ci si rende conto che un'opera è sotto le aspettative non è semplice andare fino in fondo. Ti invidio, non so se avrei questa pazienza. Ho alcune opere ferme li, lette solo in parte, non tanto perché sono opere da poco, tutt'altro, ma solo perché stagnavano un po' troppo. Tra l'altro ho pure John Fante con "Chiedi alla polvere", ne volevo accennare quando l'hai recensito per altre opere. Però se un'opera non si finisce di leggerla preferisco non dare giudizi.

      Quindi, grande invidia per la pazienza... :) E ti auguro non serva, prossimamente...

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  4. Bella recensione, ho dato anche io un voto molto basso a Graceling, principalmente perchè non ho apprezzato la protagonista.

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    1. Katje non mi sta particolarmente anticapatica. Piuttosto la trama inconsistente ha affossato l'intero libro, sopratutto negli ultimi capitoli.

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  5. La trama sembra interessante, e probabilmente anche il libro lo è, ma le situazioni irrisolte e il fatto che non si capisce dove il libro voglia andare a parare diminuiscono di parecchio l'interesse :/

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    1. Recensirlo mi ha un poco spezzato il cuore, o per meglio dire, il mio ricordo d'infanzia.

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)