20/11/15

"La figlia del Nord" di Edith Pattou

Cari appassionati di libri, sono qui con una recensione per voi. Apparantemente molti di voi la attendevano con ansia, per cui non mi sembra il caso di abbondare con le ciance e quindi procediamo alla recensione vera e propria.

L'autrice

Edith Pattou è una scrittrice americana, i cui romanzi sono incentrati su un mondo esclusivamente fantastico. Sposata con un professore di psicologia, madre di due figli, si è laureata in molteplici università.
Il romanzo

23628839Titolo: La figlia del Nord
Autore: Edith Pattou
Anno di pubblicazione: 2003 - 2014 (Italia)
Editore: Rizzoli
Pagine: 492
Costo: 14,37

Ebba Rose, sostiene sua madre Eugenia, è nata rivolta a Est. Ma invece di essere mansueta e diligente come i bambini nati verso oriente, si rivela fin da subito irrequieta e curiosa: una vera figlia del Nord. All’età di cinque anni, un orso bianco le salva la vita, ripescandola da un lago. É lo stesso strano orso parlante che, dieci anni dopo, si presenta alla porta della fattoria in cui Rose vive insieme ai genitori con una proposta: se lei accetterà di seguirlo, la sua famiglia ritroverà la prosperità perduta e la sorellina Sara guarirà dalla terribile malattia che la affligge.Così Rose parte per un lungo viaggio che la porta lontano, oltre il mare, fino a un castello scavato in una montagna. Là trascorre lente giornate in compagnia dell’orso bianco, e si abitua alla sua presenza gentile e alla sua voce. Ma qualcuno ogni notte si sdraia nel letto accanto a lei e si dilegua prima dell’alba. Vinta dalla curiosità, Rose accende una luce,un gesto che avrà conseguenze inaudite.L’avventura è solo all’inizio, tra incantesimi, viaggi e sotterfugi. 

"La figlia del Nord" è un romanzo che non va letto con l'ottica di un adulto che pretende di vedere messi in gioco una certa gamma di eventi e sentimenti. Questo romanzo è una favola e come tale va letto. Certo, è una favola molto lunga, ma non bisogna comettere l'errore entro il quale mi stavo inoltrando, ovvero quello di reputare questo libro alla stregua di un romanzo fantasy. Cosa che in verità è ma non è al medesimo tempo.
Per chi non lo sapesse, il romanzo è un retelling della favola norvegese "A Est del Sole e a Ovest della Luna". Qui non ve ne parlerò, perché sarebbe come generare un immenso spoiler riguardo la trama del libro.
Perché "La figlia del Nord" dovrebbe essere valutato con molta attenzione? Prima di tutto è quel genere di romanzo che si può amare o trovare noioso, ma odiare non credo proprio. Il libro si presenta con una narrazione mediante più punti di vista, cosa che io ho sempre trovato molto interessante e in ogni punto di vista, di capitolo in capitolo, l'autrice presenta una grande cura di ciò che viene inserito nella trama: si parla di simbolismi e significati. Basta pensare al tema dell'orso bianco che in tutte le culture che la protagonista Rose incontrerà, avrà una significato e una sua rappresentazione. 
Il romanzo attraversa diversi parte del mondo, suddividendosi essenzialmente entro Norvegia, Francia e Lapponia. Indubbiamente vi è presente una certa confusione geografica ma che non ho trovato così errata o fuori posto. Piuttosto una particolarità che ha influito maggioramente a creare l'atmosfera di favola di cui la storia si fa portavoce.
Altri particolari da me molto apprezzati sono i momenti che l'autrice dedica alla narrazione di alcuni elementi delle culture incontrare da Rose. Per esempio il coltello delle storie che la sciamana Malo regala alla giovane ragazza, oppure la descrizione di molti altri dettagli della vita dei lapponi. 
Nonostante alcuni momenti statici, la lettura prosegue senza intoppi.
La scrittirce narra della lotta che Rose intraprende, senza neppure accorgersene, contro gli Huldre, una ragazza di Troll molto bella, e contro la loro Regina. Proprio la Regina è stata una delle parti narranti a cui mi sono più interessata ma che al medesimo tempo mi ha lasciato con un poco di amaro in bocca poiché ogni suo capitolo durava entro una media di massimo due pagine. Quel di cui non mi posso lamentare è che il suo comportamento, sebbene in alcuni punti fin troppo umanizzato, è simile a quello del piccolo popolo di cui ho sempre letto.
I punti narranti del romanzo sono pochi: Rose, l'Orso Bianco, la Regina dei Troll, il padre di Rose e Neddy cioè uno dei fratelli della protagonista.

Il problema di amare una forza della natura è che ti tocca stare a guardare, impotente.
Ma è anche vero che ci fai l'abitudine.

Più o meno con queste parole si apre lo scenario di Ebba Rose e con poche parole essa viene incarnata in un semplice concetto. Rose parte dapprima come una bambina, spinta da una sorta di destino ma anche un desiderio di esplorazione e di viaggio, spinta dal segno cardinale cui la sua nascita è legata. Di pagina in pagina  la determinazione di Rose smette di essere una routine quanto un compito, un obbligo, un viaggio che intraprende con il suo cuore per raggiungere l'Orso Bianco e rimettere le cose a posto. 
Nell'opera in sé, nessun personaggio è particolarmente forte rispetto agli altri, sebbene siano molti e interessanti. Così come Eugenia, la madre di Rose, e la sua particolare inclinazione per le superstizioni e il suo complicato rapporto con la figlia. 

Sapevo che mio padre non me l'avrebbe mai permesso. Per quel che riguarda mia madre, il fatto di averla sentita litigare affinché accettasimo l'offerta dell'orso mi rendeva confusa. Mi amava così poca? Se l'orso avesse preteso Elise, mamma sarebbe stata altrettanto impaziente di sacrificarla?

La donna è forse uno dei personaggi più strani, inserendo in una favola un'ombra amara ma al medesimo tempo l'autrice è stata brava nel mostrare quell'istinto di madre che solo alcune donne: Eugenia sa, teme, piange, ma sa che non può fermare quello che dovrà essere.
"La figlia del Nord" è una favola dal finale soleggiato eppure non può che lasciare un senso di amarezza nelle pagine precedenti la fine in cui la sconfitta sembra davvero a pochi passi.

Il mio voto per questo romanzo è di quattro punteggi d'inchiostro e mezzo.


21 commenti:

  1. In quel "Ma qualcuno ogni notte si sdraia nel letto accanto a lei e si dilegua prima dell’alba. Vinta dalla curiosità, Rose accende una luce, un gesto che avrà conseguenze inaudite" vedo molto la favola di Amore e Psiche...
    La tua recensione mi ha moderatamente incuriosito, probabilmente gli darò una chance! ^^

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    1. Ora che me lo fai notare è vero! Sarei curiosa di sapere quale sia effettivamente la favola o mito più antica. Nel senso che molte di queste favole, prima di venire scritte in maniera ufficiale, erano state tramandate oralmente e via dicendo...

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    2. Già... per quanto riguarda Amore e Psiche, però, credo che il primo a narrarla sia stato proprio Apuleio e che non ci siano versioni precedenti (scritte, naturalmente)...
      Spesso i cambiamenti nella narrazione di fiabe/miti raccontano di un altro modo di vivere e di intendere il mondo (vedasi il mito di Medea) e sono molto affascinanti.

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  2. Ciao! Bellissima recensione! Sono sempre più incuriosita da questo libro!

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    1. Spero che se e quando lo leggerai possa essere di tuo gradimento :)

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  3. Quattro calamai e mezzo è un gran bel punteggio! Peccato che quando me lo regalarono per l'ultimo Natale non ci pensai due volte a darlo via. Mi sembrava troppo una rivisitazione de La bella e la bestia, di cui già non vado matta per l'originale.

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    1. Nel senso che non l'hai proprio letto o non ti è piaciuto affatto?
      Personalmente parlando, non l'ho trovato per nulla simile alle bella e la bestia. Poi quando ho scoperto a che favola era ispirata, mi sono resa conto che era molto simile alla favola norvegese.

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    2. Non l'ho proprio letto D: mi consolo sapendo che è finito nelle buone mani di una ragazzina che ama leggere.
      Effettivamente non conosco la fiaba, aspetterò che i tipi di Iperborea pubblichino il volume sulla Norvegia. Se è così famosa ci sarà sicuramente. Allora deciderò se mangiarmi le mani oppure no.

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  4. Sembra un ottima lettura, ho qualche piccolissimo dubbio in base a quello che hai detto, ma il tuo voto generale credo mi abbia convinto a cercarlo un giorno :)

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    1. Qualche piccolissimo dubbio del tipo?

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    2. Hai detto che potrebbe risultare noioso, non è un rischio grande ma sempr presente se non si è coinvolti abbastanza. E anche la gran cura con cui rappresenta tutto, ma questo è un difetto mio. Mi piacciono di più i libri che ti nascondono qualcosa invece di esporti tutto per filo e per segno.

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  5. Sono davvero felice che il romanzo ti sia piaciuto! Hai ragione quando dici che il romanzo va letto con l'idea in mente di una favola, io l'ho vissuta in quest'ottica. All'inizio ero un po titubante a leggerlo ma poi ha prevalso la curiosità *w*

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    1. Non bisogna mai essere titubante quando si legge un libro. Della sereie: ora o mai più.

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    2. Alla fine bisogna solo buttarsi e provare (-;
      Ti ho nominata qui: http://imieimagicimondi.blogspot.it/2015/11/link-christmas-party.html

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    3. Grazie *_* Anche se però non credo di partecipare. Preferisco avere pochi link party alla volta e mi sono già iscritta ad uno.

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  6. Ce l'ho nella wishlist da tempo, ma non sono mai riuscita ad ottenerlo >.<

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    1. Io l'ho trovato molto facilmente su Amazon ma capisco cosa intendi. Ho un boato di libri in whislist e chissà quando potrò mettervi le mani sopra.

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  7. Bella recensione :) Anche io leggendo la trama ho pensato subito ad Amore e Psiche... questo libro non mi ispirava per nulla ma leggendo la tua recensioni mi sono incuriosita parecchio!!!

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    1. Grazie per il complimento e benvenuta nella soffitta.
      Spero che se leggerai il romanzo, possa essere di tuo gradimento :)

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  8. Ottima recensione per un bellissimo libro ^_^

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    1. Vorrei che ve ne fossero diversi così ma è davvero difficile trovarli.

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)