"Il primo re di Shannara" di Terry Brooks

Cari appassionati di libri, sono qui con una recensione per voi. Arrivamo così al prequel del Ciclo di Shannara! Devo dire che è stata una lettura molto più gradita della precedenti.


L'autore

Terry Brooks nasce l'otto gennaio del 1944 a Streling, Illinois.
Prima di divenire scrittori, intraprese la carriera di avvocato, dopo aver studiato legge alla  Washington & Lee University.
Nel 1977 pubblicò il suo primo romanzo fantastico, "La spada di Shannara", che presto divenne un bestseller a livello mondiale e rimase nella classifica del New York Times come libro più venduto per ben cinque mesi.


Il romanzo


Titolo: Il primo re di Shannara 
Autore: Terry Brooks 
Saga: Il ciclo di Shannara #0 
Anno di pubblicazione: 1997 
Editore: Mondadori 
Pagine: 489 
Costo: 8,50


Terrorizzati dall'abuso di poteri magici a cui hanno assistito durante la Prima Guerra delle Razze, i Druidi si sono rinchiusi nella loro fortezza di Paranor per trovare il modo di salvare le Quattro Terre dallo stato di barbarie in cui sono precipitate. Solo il druido Bremen, con pochi e fedeli compagni, ha continuato a dedicarsi alla magia, trovandosi ben presto isolato e costretto ad andarsene. Ma sarà proprio grazie alle sue arti magiche che Bremen riuscirà a infiltrarsi nel campo dei Troll carpendone i segreti. Comincia così la sua lotta per liberare le Quattro Terre dalle tenebre che le minacciano...


Il mondo di Shannara ha ancora molto da mostrare e questa volta Brooks ci porta ancora di più nel passato delle Quattro Terre, per narrarci la prima ascesa di Brona come Signore degli Inganni.
Ma ancora non siamo ai tempi, ancora più antichi, di Galaphile, primo fra i Drudi. Siamo al tempo di Bremen, Druido esiliato da Paranor per il suo interesse per la magia, cosa guardata con sospetto persino dei propri custodi. Bremen sa e sente che Brona è pronto a combattere e tornare sulle Quattro Terre, ora sempre più forte. Ma nessuno lo ascolta. Gli abitanti delle Quattro Terre sono sciettici e i Druidi sono sordi.
Inizia così la sua avventura, assieme ad alcuni fedeli compagni, per trovare ciò che possa essere in grado di fermare Brona e sconfiggerlo definitivamente. Così si dà inzio al prequel della trilogia di Shannara.
Brooks finalmente fa qualche progresso che nella sua precedente trilogia non è stato in grado di compiere. Il suo stile è molto meno ampolloso e più carico di azione, seppure porti ancora lo starscico di un netto contrarsto d una avventura fin troppo epica: il male è il male e il bene è il bene. Non ci sono sé e non vi sono ma. La differenza fra questi due tipi di magia sono così forti al punto di riflettersi nel fisico, cosa che si verdà più volte nel corso del romanzo.
Altro difetto che Brooks non è proprio in grado si scrollarsi di dosso, sono il passato dei personaggi.
Kinson Ravenlock, Mareth, Tay, Risca.... i quattro compagni di Bremen, hanno passati e racconti interesanti da narrare. Tranne che per Tay, la cui precedente vita prima di Paranor è possibile cogliere una volta giunto ad Alborlon, e per Mareth, la cui storia verrà svelata di parola in parola narrandola a Bremen e Kinson, per il resto non si può dire lo stesso.
Certo, chi non ama farsi cullare da un breve racconto sulle persone di cui si sta leggendo ma non è l'ideale se si parla di un romanzo e non di una piccola scheda biografica.
Chi sia davvero Bremen rimane un vero mistero. Vi sono accenni di un passato ma da tempo oramai morto, mentre il Druido gli è sopravissuto con il sonno magico. Il suo unico pensiero è forse quello di trovare un erede e forse, per alcuni attimi all'interno del romanzo, proprio la figura di Mareth sembra poter incarnare i desideri del vecchio.

"Nella famiglia dove sono cresicuta c'erano due bambini più vecchi di me. Li amavano e li portavano in visita, ai picnic e alle riunioni del villaggio. Con me, invece, non lo facevano: fin dall'inzio, mi era stato fatto capire che non ero come loro. [...] Crescendo, ho capito che i miei genitori adottivi provavano una sorta di imbarazzo per la mia presenza. C'era qualcosa, in me, che suscitava la loro diffidenza. [...] Mi davano cibo, indumenti, un tetto, ma ero un'ospite, non una di loro."

Mareth è davvero un buon personaggio femminile che forse avrebbe dovuto avere molto più spazio all'interno del romanzo, e così la sua controparte Kinson, l'uomo della Frontiera. Di quest'ultimo si poteva senza ombra di dubbio esplorare il primo incontro con Bremen ma Brooks ha sorvolato. Per ciò che riguarda Mareth e la sua oscura origine, di cui neppure lei è certa, si sarebbe potuto scrivere un interno libro e un confronto maggiore con Brona, il malvagio della storia, sopratutto perché una volta che la sua natura verrà rivelata, il collegamento con il Signore delle Inganni avrebbe dovuto essere maggioramente favorito.
Altro personaggio interessante e controverso, sospeso fra una nobiltà d'animo forse un poco costretta e un genuino egoismo umano, è Tay. Elfo, originario di Arborlon, torna nella sua città natale eseguendo il volore di Bremen. Lì rincontrerà Preia e Jerle Shannara, suoi amici d'infanzia.

Preisa sua... aveva mantenuto in vita quel sogno, l'aveva accuratamente protetto nel più segreto angolo della sua mente. Preia sua, perché non riusciva a smettere di desiderarla.

Il dualismo che vi è fra Tay e Jerle, migliori amici da sempre, non vi è solo nei caratteri ma anche nelle questioni di cuore. Personalmente parlando, Preia non è risaltato tanto quanto Mareth, ma i personaggi in fondo fan ciò che l'autore vuole ed entrambi, nel loro piccolo, desiderano stare accanto alla donna. Tay è una figura saggia, dolce e gentile, quella di Jerle è iraconda, altezzosa e spergiudicata. Uno è un sapiente e l'altro è un soldato.
Il primo è quel genere di personaggio che si lascia amare e che forse è l'unico dallo sguardo abbastanza saggio e attento per poter comprendere ciò che accade.
Il secondo avrà un ruolo centrale nel romanzo e in tutto il resto della saga, perché il suo nome intero è Jerle Shannara. Come, dapprima, inconsapevole eroe diviene cosciente della sua sitazione eppure lotta contro tutto se stesse e contro le parole di Bremen, ossessionato dalla sconfitta e dalla sfiducia che nutre nella magia: per lui la Spada non è sua amica quanto qualcosa da cui guardarsi e che sebbene impugna non è parte di sè.

Jerle Shannara era spaventato, anche se non l'avrebbe mai confessato, ammesso che si rendesse conto di esserlo. La sua paura non era palese, ma era presente: un cacciatore in agguato, subdolo e insidioso, acquattato in fondo alla mente del re, in attesa del momento buono per venire allo scoperto.

Proprio questa paura rende il personaggio di Jerle forse frai più veritieri e sinceri.
"Il primo re di Shannara" è un libro che ancora non si lascia alle spalle i difetti che rendono i romanzi di Brooks meno coinvolgenti di quanto dovrebbero, ma senza ombra di dubbio è uno dei primi che compie un netto passo in avanti rispetto ai predecessori. I personaggi si muovono come reali, hanno dubbi e sentimenti, pensieri composti e spesso anche più intricarti dei loro futuri discendenti.
Altre piccole particolarità che si rendono manifeste all'interno del romanzo, sono gli accenni a ciò che vi è stato prima, ovvero al popolo di Faerie ma non molto viene rivelato se non qualche accenno che indica la potenza di questo popolo ormai scomparso. Non resta che leggere i futuri libri di Brooks per scoprire che cosa metterà in gioco e se andrà anche a toccare il tasto della scienza, ovvero della tecnologia dell'antica civiltà e quindi della civiltà in cui il lettore vive attualmente.
Infine, si vedranno anche altri personaggi che compariranno nella trilogia orginale e senza ombra di dubbio di uno si vorrà sapere di più, ma lo scrittore ci lascia il lusso di qualche sua apparizione per poi lasciarlo sospeso nel mondo caotico delle Quattro Terre fino alla sua ricomparsa. Ma cosa ne sarà stato di lui in tutti quegli anni?

Il mio voto per questo romanzo è di quattro punteggi d'inchiostro


10 commenti

  1. Complimenti per la recensione... :) questa serie l'ho letta ina vita fa ed è stato bello rileggere qualcosa sulla storia :)

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  2. Complimenti per la recensione... :) questa serie l'ho letta ina vita fa ed è stato bello rileggere qualcosa sulla storia :)

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  3. Forse questo è quello che mi interessa di più fra i libri di Terry Brooks, grazie per la recensione. Lo trovata molto incoraggiante :)

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    1. Ma lo hai letto? Oppure nella tua memoria a un che di vago.

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    2. Io ho letto pochi libri di Brooks. La spada si Shannara è fra questi.
      E perciò voglio leggere questo libro, che ha quanto ho capito è una sorta di prequel :)

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    3. E' stato scritto dopo la pubblicazione della cronologia ma nella cronologia delle Quattro Terre, la storia è precedente rispetto a quella della Spada di Shannara.

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  4. Ciao. Volevo capire se a tuo parere questo autore sia da considerare come il maggior esponente attuale di fantasy classico, se così si può dire. Un parere da chi ama il genere.

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    1. Senza dubbio, critiche o non crtiche (perché Brooks è molto amato ma anche molto odiato), è uno scrittore che ha creato un mondo fantasy, più di uno, imponente e forte. Io dico che se si vuole leggere un classico, pure un po' barboso delle volte, fantasy in stile epico una occhiata a Brooks va data.
      Però ci sono autori di fantasy contemporanei molto bravi e che hanno scritto saghe nettamente minori ma assai piacevoli.

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    2. Perfetto. Cercavo di capirci qualcosa e in effetti mi sembrava fosse uno dei maggiori esponenti viventi. Quando ripristinerai il libro del mese ti suggerirò l'autrice Inglese che volevo consigliarti. Si trova materiale su Internet, ma stranamente anche Wikipedia nella pagina sul fantasy, in Italiano, la ignora. Va detto che quando ne lessi l'unico romanzo, che poi fa parte di una trilogia, ho letto il secondo in pratica, andò poi a sparire man mano dalle librerie. Questa è un po' l'editoria italiana, fanno non pochi danni, anche altri autori che conosco, assolutamente meritevoli, sono stati stampati pochissimo in Italia.

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)