"Il Principe Infernale" di Laura Jelenkovich

Cari appassionati di libri, sono qui con una recensione per voi. Oggi vi parlo di un libro che l'autrice mi ha gentilmente chiesto di recensire e che ho personalmente conosciuto su Goodreads, chiacchirandovi in svariate occasioni prima della recensione. Ma come sempre il mio giudizio sarà imparziale e si baserà solamente sul romazo stesso.




Titolo: Il principe infernale
Autore: Laura Jelenkovich
Editore: Leone Editore
Pagine: 224
Prezzo: 9,90

Durante gli scavi della Metropolitana di Genova un crollo strutturale rivela una stanza nascosta, un luogo dove la luce non riesce a penetrare. L'incidente libera Amaymon, principe infernale, dal suo confino durato secoli, permettendogli di ricongiungersi con il fratello Paimon e di riprendere il loro piano di devastazione del mondo. Quando il male attacca la Terra nessun uomo è in grado di sconfiggerlo. Nessuno che non sia armato di magia sacra. Per evitare che il buio avvolga il mondo Frank, Rita ed Eugenio dovranno lottare per la sopravvivenza del genere umano. Pedine della grande scacchiera echeggeranno da tempi dimenticati, suoni distorti e speranze a cui è difficile rimanere aggrappati. Il segreto più prezioso della Chiesa diventerà lo strumento di morte dei due Signori dell’Inferno. Da sangue, lacrime e devastazione rinascerà la fratellanza o goccia a goccia il buio oscurerà il pianeta?


"Il principe infernale" è una storia che prende luogo fra Genova e Roma, richiamando a sé il fascino dello sconosciuto, dell'Inferno e della religiosità. Tutto comincia con degli semplici scavi in una cantiere, che porteranno alla luce un passaggio fre due mondi. La morte di alcuni operai e la disfatta dei loro corpi in una misteriosa stanza di buio con una vasca contenente liquido d'argento, risvegliarà il principe infernale Amaymon che non tarderà ad allacciare le sue forze con il fratello Paimon, costretto al suo contario a vagare sulla Terra.
Protagonista dapprima principale è Rita, giovane reporter che si reca al cantiere dopo le numerose lamentele causate dal rumore insopportabile degli scavi. Presto chiederà aiuto a Frank, dipinto come un nerd della prima ora, appassionato di occulto e spiritismo. Armato del suo fedele registratore capterà una voce e sconvolto da ciò che ascolterà, una volta convinta Rita, entrambi chiederanno aiuto al cardinale Eugenio Mangini per capire cosa stia accadendo e chi si cela dietro alle straghi che si abbattono sulla Terra e sulla sua popolazione.
Credevo che dare un voto a questo romanzo mi sarebbe stato facile ma non è stato affatto così. Ho optato per la solità bruta sincerità. L'inzio è stato dei più promettenti. Senza ombra di dubbio "Il Principe Infernale" è un romanzo curato per ciò che riguarda lo stile e l'intera narrazione. Si possono anche cogliere alcuni riferimenti storici, oltre che del folklore religioso, che non sono privi di fondamento. Per esempio, il demone Amaymon non è è stato inventato di sana pianta.
Qualche piccolo difettò vi è forse da appuntare riguardo alcune scelte nel componimento delle frasi. In un paio di tratti, per esempio, si è passati bruscamente da una prosa a una sorta di poesia spezzando il filo narrativo... sebbene questo sia un particolare che a fronte dell'interno libro diventi trascurabile. Eppure quel "uno scroscio sordo di vita che spacca" e "fantasmi di ghiaccio sciolti in un attimo" sono piuttosto fuori luogo.
L'autrice si alterna fra una sorta di adeguato e inadeguato. Le sue descrizioni della tragedie sono strazianti al punto giusto, molti tratti narrativi sono interessanti e con la loro personale impronta.

La gente iniziò a mormorare, a piangere,  di nuovo a pregare. Le madri abbracciavano i figli, i figli abbracciavano orsi, cani e gatti di peluche. Alcuni avevano capito che stavano per morire ed erano tornati in cabina a fare l'amore per l'ultima volta. Nessuni più riusciva a chiamare casa, le linee eran interotte, e immaginavano ancora i volti e la voce delle persone care.

Però durante la lettura mi sono dovuta porre una domanda: cosa sto leggendo?
Certo, non era la prima volta che sentivo di fantasy religiosi, perché non vedo di cosa altro si possa trattare, ma essendo ambientato sulla Terra e in una città, allora dovrei parlare di urban fantasy. Questione risolta. Ma ne giunge un'altra. La magia sacra cosa è?  Il potere di Dio che s'infonde nelle persone e attraverso esso, esse possono operare? Qualcosa che rimane contenuto negli oggetti che i protagonisti usano per combattere i due demoni?
Qualche spiegazione in più non avrebbe guastato. Sebbene si possa sempre obbiettare a tal riguardo dicendo che si parla di religione, quindi è una questione di fede ergo non necessita spiegazione alcuna, mi trovo in disaccordo. Ogni libro deve avere il suo worldbuilding che in questo romanzo non credo di aver visto a sufficienza. Cosa che invece non accade per ciò che riguarda il sistema della vasca d'argento, il calice nero e molti altri oggetti simbolici che mettono piede nel romanzo. Le loro funzioni sono ben chiare ma a volte si tende a correre un po' nelle spiegazioni, quasi si avesse un gran fretta di finire. Effettivamente le rivelazioni avvengono nei momenti più importanti del romanzo, quando la tensione è a mille e il tempo stringe ma questo non dovrebbe andare a inficiare su un lettore più lento e meno ricettivo, che magari ha bisogno di quei cinque minuti in più per tornare sulla stessa linea dell'avventura. Di certo, al medesimo tempo bisogna essere in grado di stare dietro a un romanzo... quella linea di equilibrio fra veloce e lento è stata un poco infranta.
Il libro scorre in fretta, tanto da poterlo leggere in un giorno se uno ne avesse voglia e tempo. Le pagine sono poche  e passano veloci sotto le dita, forse troppo. Quelle duecento pagine in più che avrebbero dovuto esserci mancano.
E sempre per questo non credo che sia stato possibile poter vivere appieno i protagonisti. Le loro store passate vengono narrate abbandonando in parte il sistema dello "show don't tell". Sebbene io non sia una patita di questa forma scrittoria, ovvero che non la ritengo necessaria ovunque, in questo caso non avrebbe guastato. Rita e Frank, così come i due papi del romanzo, hanno un passato e una storia potenti degni di essere svelati in altra maniera. Perché non lasciare che fossero i personaggi a narrare di loro stessi in un modo o nell'altro, anziché prima narrarne e poi realizzare spezzoni in flashback?
Anche stavolta ritorna il concetto di quelle famose duecento pagine in più.
Soggiungono così anche una serie di momenti in cui forse ci si sarebbe dovuto affidare di più a una vena meno religiosa e posata sulla fede, quanto una solamente logica. Rita, personaggio femminile della storia, è perplessa. La sua fede è tipida, quindi la sua credenza in Dio e in figure demoniache non è di certo una delle sua caratteristiche principali. Il contrario è Frank, convinto di molte cose ed entusiasta.

-Qualcosa di grave  è successo nel cantiere della metropolitana. Lo spirito ha parlato di Amaymon, è una cosa terribile!-
-Smettila con queste storie, non c'è nessuno spirito- gli disse.
Lui la prese per un braccioalzandosi in piedi e con gli occhi rossi le disse: -Amymon è un principe dell'inferno. E' una sanguinario e un devastatore. Lui e le sue armate demoniache vogliono portare solo morte sulla Terra.-
-Ma smettila, vuoi spaventarmi? Ti diverti?-

Forse quella presenza di qualche personaggio diverso da Frank e da Mangini non sarebbe guastato, apportando così una nuova prospettiva al romanzo. Invece, in seguito all'ennesimo disastro che costa numeroso vita, Rita si lascia convincere portando con sé una stilla davvero minima di dubbio.
Durante la lettura sono sorte anche alcune difficoltà puramente personali. Non essendo una persona credente, in alcuni punti ho stentato a prendere seriamente la storia, soprattutto con la comparsa nella narrazione di un papa fin troppo recente e che ancora per molti non è un personaggio storico quanto della loro esistenza. Quindi, certe manifestazioni di fede, riportare con parole altisonanti e cariche di amore religioso sono state difficili, se non impossibili da integrare in me stessa.

Il mio voto per questo romanzo è di due punteggi d'inchiostro e mezzo per un libro che purtroppo non mi è piaciuto quanto avrei voluto.






16 commenti

  1. Non credo di poter leggere questo libro, mi farei influenzare da certe cose sicuramente.
    Poi gli hai dato un punteggio un po' bassino, ma sono curioso ugualmente. Chissà, magari fra un paio di mesi quando sarò libero di leggere quallo che voglio gli darò uno sguardo :)

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    1. Per il punteggio devo dire che sono stata combattuta. Puntavo su un tre tondo tondo, poi andando avanti si è abbassato a due per terminare come lo vedi. Penso che se il romanzo avesse avuto quelle accortezze qua e là (tipo meno spiegazioni frettolose) avrebbe avuto un punteggio molto più alto!

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  2. Non ho capito la frase sul papa, insomma la parte finale... Me la spieghi meglio? Quel che sto cominciando a capire, per ricollegarci a "Qualcos'altro" :), è il fattore religioso nell'esperienza personale. E questo mi dice qualcosa... Vedrai che arriveremo a una soluzione... :)

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    1. Per quel che riguarda è il papa è proprio come ho detto. Si tratta di un papa recente che ora non è più pontefice. Trovo difficile vederlo come una figura semi-storica che possa entrare a far parte di un romanzo, al pari di altre.
      Ora però sono io a non aver capito la tua ultima frase XD

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    2. Cioè tipo l'attuale papa emerito? Non saprei, è una figura che esiste realmente, quindi trasportata, anche se come alter-ego, in un romanzo, non so quale possa essere la resa, anche se comunque esiste come figura, quindi mi pare realistica. Però magari non ho capito bene io, soprattutto con il legame di non credente, ma fa nulla...
      No, ora mi spiego meglio, ahah... Era riferita all'interpretazione personale del film "L'esorcista". Ecco, non avevo pensato all'influenza religiosa differente, potrebbe essere uno dei fattori che abbiano inciso su una visione non positiva... Divagavo... :)

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  3. Complimenti per la recensione, sei stata davvero molto dettagliata :) Il libro di per sé non mi ispira particolarmente, ma spero che l'autrice migliori andando avanti, soprattutto per quanto riguarda lo stile. Comunque un in bocca al lupo anche a lei!

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    1. Glielo dirò ;)
      E grazie per la recensione. Sopratutto quando è un autore a chiedermi un parere, cerco di essere attenta e precisa.

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  4. Ciao! Bellissima recensione, ma purtroppo non mi ispira molto come libro, da alcune tue osservazioni penso potrebbe non piacermi per nulla...

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    1. Grazie per la recensione ;) Non sei la prima che commenta così ma effettivamente è un libro particolare, adatto sollo a certi lettori

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  5. Non è un genere che ho mai letto sinceramente, ma leggendo la trama mi ha incuriosita un po. Non è sicuramente uno di quei libri da "ommioddio lo voglio per forza ora", ma se ne avessi l'opportunità lo leggerei. Non tanto per la recensione (peccato non ti abbia soddisfatta abbastanza), quanto per curiosità di leggere un nuovo genere a me sconosciuto :)

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    1. Nel caso mi farai sapere il tuo parere :)

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  6. Anch'io sono amica dell'autrice su Goodreads, ma ho letto un solo libro di "Christian Fiction" e non è andata bene. Quindi sono parecchio restia ad avvicinarmi di nuovo a questo genere... tanto più che certe "tirate" moraleggianti mi fanno venire l'orticaria.

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  7. Come hai potuto leggere da me, anch'io non sono rimasta soddisfatta da questo romanzo. In primo luogo perché non ho capito il genere letterario in cui si piazza, poi perché 200 pagine per un tema così delicato e per un'avventura così intricata sono veramente poche, e per finire... il tuo stesso dubbio: cos'è la magia sacra???

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)