"La canzone di Shannara" di Terry Brooks

Cari appassionati di libri, ammetto che all'inzio non avevo molta voglia di scrivere la recensione ma considerando che avrei avuto un venerdì con il blog vuoto di articoli, ho deciso di iniziare a scriverla verso sera tardi. Oltre questo ho avuto una breve crisi per la mia tesi... una tesi con abiti da me creati. E non ero particolarmente soddisfatta, ma ora alla recensione.
L'autore

Terry Brooks nasce l'otto gennaio del 1944 a Streling, Illinois.
Prima di divenire scrittori, intraprese la carriera di avvocato, dopo aver studiato legge alla  Washington & Lee University.
Nel 1977 pubblicò il suo primo romanzo fantastico, "La spada di Shannara", che presto divenne un bestseller a livello mondiale e rimase nella classifica del New York Times come libro più venduto per ben cinque mesi.

Il romanzo

Titolo: La canzone di Shannara 
Autore: Terry Brooks 
Saga: Il ciclo di Shannara #3 
Anno di pubbliazione: 1985 
Editore: Mondadori 
Pagine: 393 
Costo: 9,50 


I popoli delle Quattro Terre sono ancora una volta in pericolo. Su di loro incombono oscure e terribili maledizioni tramandate dall'Ildatch, il libro della magia nera. La disperazione e la paura paralizzano tutti, perché è fin troppo chiaro che non c'è nessun uomo che possa sfidare il malefico potere delle parole dell'Ildatch. Ma Allalon, il mitico Druido protettore delle Razze, non si sottrae a quest'ultimo combattimento contro il Male e, con l'aiuto dell'erede di Shannara, l'antico re degli Elfi, riesce a riportare nelle Terre pace e serenità. Con La canzone di Shannara Terry Brooks chiude alla grande la straordinaria epopea.


Come sempre nella storia dei romanzi di Shannara, la sfrotuna e l'avventura bussano alla porta degli Omhsford sottoforma del Druido Allanon. Stavolta sarà compito di Jair e Brin, figli di Wil ed Eretria che furono i protagonisti de Le pietre magiche di Shannara, imbarcarsi in una nuova impresa. Entrambi dotati del dono della Canzone Magica, dove Brin sa manipolare la realtà, Jair è solo in grado di creare illusioni. Allanon gli informa come le Quattro Terre non siano ancora al sicuro: la loro sicurezza è minacciata dalle Mortombre, figlie del libro della magia nera Ildatch.
Ma il misterioso libro non è l'unica minaccia per i due giovani della Valle, quanto lo è la stessa Canzone. Sopratutto per Brin. Una magia della voce nata dall'influsso che le Pietre ebbero su suo padre Wil, essa può essere uno strumento per manipolare la realtà fino a livelli innimagginabili.

Formula un desiderio, cantolo e si realizzerà. [...] Presto aveva capito  di poter influenzare il comportamento delle creature viventi. Poteva far cambiare colore al vecchi acero. Placere un cane furioso. Far sì che un uccello selvatico planasse nella sua mano. Poteva diventar parte di qualsiasi cosa vivente... oppure farne parte di sé. [...] Cantava, e la musica accompagnava le parole spontaneamente senza sforzo... come se fosse la cosa pi naturale del mondo.

Tenterò di rimanere breve e concisa. Questo ultimo romanzo della triologia è stata una lettura un poco noiosa. Forse perché si trattava di una rilettura, forse perché non vedevo l'ora di arrivare alla fine e scorrevo le pagine con troppa velocità senza gustarmi appieno le parole... forse molti altri motivi. Ma per quanto il finale mi sia piaciuto alquanto, sopratutto in relazione alla vicenda di Brin e il confrontarsi personale con la sua magia e la magia oscura, il resto della storia mi ha lasciato priva di un vero coinvolgimento pur intrattenendomi.
Come sempre Brooks mette in scena la sua formula eroica mista a una quest piena di mostri. Domanda che mi sono finalmente posa alla fine della lettura, è anche l'orgine dei nomi. Perché l'Ildatch si chiama Ildatch? Che significato ha? Ma questo non è dato saperlo.
Altri difetti sopraggiungono, difetti di cui nel precedente romanzo Brooks si era quasi disfatto. Come a voler rimediare alla poca presenza nella morte nel primo romanzo e una giusta presenza nel secondo, questa volta non vi sarà un futuro rosa e fiori per i personaggi presentati dall'autore. E seppure essi rimangono con il lettore per buona parte del romanzo, manca la possibilità di affezzionarsi. Dei personaggi si comprende poco tranne alcuni piccoli dettagli, come nel caso di Helt il guerriero della Frontiera, mentre di altri non si sa nulla e dire che essi abbiano una personalità sarebbe mentire. Altri personaggio di cui si mistifica il nome e la fama, come Garet Jax, rimangono quello che sono un mito e non vi gusto alcuno nei loro riguardi.
Tutta l'attenzione si concentra su Jair e Slanter, il ragazzo della Valle e lo gnomo.
E che dire di Rone Leah e Kimber Boh? Uno desideroso di proteggere e poi affamato di magia, l'altra una scapestrata dei boschi. Paradossalmente il vecchio Cogline ha avuto più risonanza. I vecchi pazzi hanno sempre risonanza.
Una nota postiva credo vada ad Allanon.

Tutta la sua determinazione a preservare i segreto, il suo rifiuto deliberato e ferreo di dire a chiunque - personi alle persone più vicine - tutto quello che sapeva, si era stranamente attenuato col passare degli anni. Forse la vecchiaia, che l'aveva colto alla fine, o l'inesorabile accumularsi degli anni sulle spalle, che tanto l'opprimeva. Forse era semplicemente il bisogno di condividere il peso del suo compito con qualche altro essere vivente.

Peccato che vi sarebbero volute quelle cento pagine in più per sviluppare il concetto e approfondire il rapporto fra il Druido e Brin.
Nonostante il romanzo si lasci leggere, vi sono diversi dettagli che avrebbero dovuto essere curati con maggiore chiarezza e precisione, sopratutto il delirio magico a cui Brin è sottoposta in diverse pagine del romanzo.
O perché non parlare del perché Slanter scelga di seguire Jair? Seppure intuibile sarebbe stato bello poterlo sentire di persona, senza che sensazione aleggiasse nell'aria.
"La canzone di Shannara" non mi lascia molto da dire. Si tratta di una avventura che si lascia leggere ma nulla di più. Presenta diversi difetti e altri dettagli che avrebbero potuto essere corretti con un briciolo in più di impegno ma allo stesso tempo è esattamente quello che ci si aspetta dalle pagine di Brooks.

Il mio voto per questo romanzo è di tre punteggi d'inchiostro.


9 commenti

  1. Dovrei leggerlo anche se non eccezzionale, voglio riprendere tutta la saga :)

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    1. Quello che sto facendo io insomma. Ora tocca al Prequel e poi agli Eredi. Da lì in poi, oltre La strega di Ilse, non ho letto nulla di più di Brooks

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Io ho iniziato 'La spada di Shannara' in terza media, ce l'aveva dato la professoressa. Però non ho mai finito di leggerlo e sinceramente non ho mai avuto voglia di riprenderlo!

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    1. Perché una professoressa dovrebbe dare La Spada di Shannara come lettura? Cioè, per me sarebbe stato stupendo ma mi tirvano il Fu Mattia Pascal in faccia ogni volta che potevano. O Il Signore delle Mosche.

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  4. Non ho mai letto la serie, neanche questo libro, ma sono curiosa di leggere qualcosa di suo visto che sicuramente guarderò la serie tv prodotta =)

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    1. Anche io sarei tentata ma non mi convince per nulla l'attore che hanno scelto per Allanon. Non è lui ç_ç

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  5. Non ho mai letto nulla di Brooks, non saprei se può piacermi o meno. Qualcuno lo ha letto?

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    1. Dipende molto da che genere di fantasy ami. Brooks è piuttosto pedante il più delle volte.

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)