21/12/15

"La notte della vigilia di Ivan Kupala" di Nikolaj Vasil'evič Gogol'

Cari appassionati di libri, oggi sono qui con una piccola recensione per voi, che forse sarà anche una 
piccola riflessione ma vediamo come va la scrittura del mio parere su questo racconto...

L'autore

Nikolaj Vasil'evič Gogol' nasce a Velyki Soročynci, un piccolo villaggio nell'Ucraina centrale, il 20 marzo del 1809. Fu scrittore e drammaturgo russo, dato che la regione in cui nacque, al tempo, era sotto il domino dell'Impero russo.
Il suo luogo di nascita ha una grande influenza all'interno del suo stesso stile e delle sue opere. Bisogna pensare che il distretto di Mirgorod, a cui il villaggio di Gogol faceva riferimento, era un esempio di frontiera tra Ucraina e Russia, dove le storie dei cosacchi e quelle folklore del luogo si mescolano in un mix surreale, carico di fiaba. 
Solo dopo il liceo, nel 1825, Gogol iniziò a scrivere, iniziando la sua carriera con una serie di racconti e una tragedia. Dopo la prima battuta di arresto avvenuta nel 1829, dovuta alla critica che stroncò la sua raccolta, solo agli esordi, di idilli e una serie di viaggi compiuti Germania, tornò in patria stabilendosi a Pietroburgo.
Negli anni tra il 1831 e il 1836, fioriscono gran parte dei suoi racconti, in seguito a grandi conoscenze intellettuali del periodo, alcune delle quali avvenute a Mosca, portando alla luce una serie di scritti che riflettevano la sua infanzia, ammantati di credenze ma anche di cruda verità, togliendo così smalto a una sorta d'infanzia favoleggiante e così brutalmente realista. Sempre in questi anni viene alla luce "Il Vij".
Dopo aver intrapreso diversi viaggi per tutta l'Europa, nel 1837 si stabilisce a Roma per diverso tempo, entrando così in contatto con altre storiche menti della sua epoca e, nel 1839, dopo essere rientrato a Mosca, da vita alla prima parte de "Le anime morte", opera che lo consacrerà come maestro della letteratura russa dell'800, descrivendo i canoni miseri e la situazione priva di etica che affliggeva la società russa. Dopo una serie di spostamenti, e la malattia contratta nel 1845 durante il suo soggiorno a Francoforte, si trasferisce a Praga e poi nuovamente a Roma, dove da vita alla seconda parte de "Le anime morte". 
Dopo il suo ritorno a Mosca, nel 1852, colta da una profonda crisi spirituale, da fuoco alla seconda parte della sua opera, sospeso tra l'atto di penitenza e perdono, così come dal desiderio di satira. In seguito ai continui digiuni e alla penitenza, muore a Mosca il 21 febbraio del 1852


Il racconto

Inziamo col dire che non ho rintracciato questo breve racconto neppure su Goodreads. Ergo non sono stata in grado di trovare nulla su di esso. Data di pubblicazione non reperibile, insomma. Neppure una minuscola quarta di copertina. In compenso ho qualche notizia con la festa Ivan Kupala, di origine slava e che di norma dovrebbe coincidere con il solsitizio d'estate. 
Ma nulla di più mi è stato possibile trovare.
Inziamo col dire che Gogol deve avere una vera e propria passione nei riguardi del foklore dell'Europa dell'est. Non è il primo racconto che leggo, scritto di suo pugno, infatti prima di questo c'è stato Il Vij, di cui però non sono rimasta particolarmente impressionata. 
Diciamo che questa non sarà una mini recensione come le solite, ma molto più discorsiva. 
Inziamo col dire che il folklore, quello vero, ha una fascino indiscutibile, sopratutto se proviene da luoghi dell'est dove il vampiro è il vero vampiro, dove gli spirit sono tali e le streghe anche. Dove il diavolo cammina come meglio crede. Il fascino di tali ambiente è semplicemente insuperabile ed è tale che no ci si va neppure a chiedere il come e il perché di certe cose.
Nel caso de "La notte della vigilia di Ivan Kapula", gli elementi sono pochi ma buoni e usati con maestria. Con una certa nonchalance, l'autore riesce anche a introdurre elementi tipici della cultura del posto, sopratutto in riferimento alle donne, quindi si fornisce anche una sorta di piaccola risorsa umanistica e antropologica.
Riguardo gli elementi più magici e oscuri che Gogol mette in gioco ve ne sono di diversi fra cui spicca di certo un patto col diavolo e la pazzia che certi esseri magichi possono suscitare. Impossibile vedere l'ombra di un lieto fine, in una racconto in cui le leggende e le paure umane hanno sempre la meglio. Ovviamente il diavolo esposto non è quello classico e religioso che molti possono pensare, sebbene i nomi siano li stessi (dato che le religioni odierne hanno sempre fregato i propri elementi da culture altre), quanto piuttosto una sorta di strana rappresentazione oscura di un uomo che sa stringere patti non solo con gli uomini mortali ma anche con altre creature, personaggi a cui nessuno si avvicinerebbe mai. 
Il mio voto per questo racconto è di quattro punteggi d'inchiostro
                                                             

6 commenti:

  1. Devo dire interessante... Non ho mai approfondito la cultura Russa. Dalle descrizioni sembrerebbe uno scrittore in parte similare a uno Zola, con l'estremo realismo. Dall'altro c'è questa componente "magica", che ne fa uno strano precursore di quello che forse sarebbe stato il Romanzo gotico. Molto interessante...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La cultura russa mia sta affascinando molto ma solo a livello folkloristico. Per il resto non posso dire di amare l'attuale cultura russa.

      Elimina
  2. Non ero a conoscenza di questo racconto ma mi pare molto interessante! Me lo segno =)

    RispondiElimina
  3. Sono un appassionato di folklore dell'est europa. Molti dei racconti, specie le leggende su Bogatyr, hanno influenzato alcune cose che ho scritto.
    Quindi appena ho letto questa mini recensione ho avuto una voglia matta di leggere questo racconto.
    Grazie e fanne altre :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sperando di trovare qualcosa lungo la mia strada, molto volentieri!

      Elimina

Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)