"L'esorcista" di William Peter Blatty

Speravo di riuscire a completare la lettura di entrambi il libri delle scorso WWW Wednesday ma non vi sono riuscita. In ogni caso, per non lasciare il blog sguarnito, sono qui per voi una recensione di uno dei due libri appena terminati.

L'autore

William Peter Blatty nasce a New York il 7  gennaio del 1928. Scrittore, sceneggiatore e regista, è principalmente conosciuto per la sua opera "L'esorcista" di cui fu scrittore e in seguito sceneggiatore dell'omonimo film. 
Il romanzo

Titolo: L'esorcista 
 Autore: William Peter Blatty 
Anno di pubblicazione: 1971 - 2009 (Italia) 
Editore: Fazi Editore 
Pagine: 413 
Costo: 8,70


Che cosa succede alla piccola Regan, trasformatasi in un mostro blasfemo che urla oscenità e frasi sconnesse? Sua madre, la famosa diva del cinema Chris MacNeil, non riesce a capirlo. Né ci riescono i medici e gli psichiatri né la polizia. Forse solo un esorcista può dare una risposta. Ma la Chiesa impone cautela, esige prove, chiede tempo. Intanto la casa risuona di colpi, i mobili si spostano da soli, un uomo muore con il collo spezzato, il fragile corpo di Regan sembra cedere alla tempesta che lo sconquassa. E lo scontro tra l'uomo di Dio e gli spiriti del Male sembra ormai inevitabile.

"L'esorcista" non è come il film. Qualcosa di lento e asfissiante si fa strada per tutta la prima parte del romanzo. Non è uno spettacolo, nessuna pellicola. Qui si parla di altro. Di suoni, di odori, di sensazioni, di spiriti e demoni che potrebbero essere o non essere.
Più o meno tutti sanno cosa accade. Rega, la figlia dell'attrice Chris MacNeil, comincia ad avvertire attorno a sé strani suoni e sensazioni e così la madre. Parla con qualcosa che non si riesce a vedere. Poi la situazione precipata gravemente, sempre più giù in una spirale buia e grottesca.
Il romanzo, diviso in quattro parti, riserva solo la sua ultima sezione all'esorcismo vero e proprio.
Andando per gradi, tanto vale parlare di uno dei fattori principali per cui qualcuno potrebbe leggere questo romanzo: la paura.
O perlomeno il timore.
Perché sì, "L'esorcista" non fa paura alcuna. Piuttosto Blatty costruisce un ambiente carico di tensione, stanchezza, spossatezza, dubbi, ricerche, timore ma la vera paura, il terrore, lo subiscono i personaggi e non il lettore. Sempre ammesso che non siate particolarmente sensibili.
La tensione e l'ansia però non sono duraturi. Quando finalmente i sintomi della possessione hanno ragigunto il loro culmine, allora si attende solo la prevedibile fine e nulla si può fare se non andare avanti nella lettura.
The exorcist. This movie STILL scares me, I sleep with the lights on for a week after watching this!!: I personaggi sono senza dubbio singolari. Non tanto per Chris, quando per padre Karras e l'ispettore Kinderman. Ognugno di essi ha un proprio stile personale che al medesimo tempo è vacuo, come quello delle persone comuni. Non appaiono come veri personaggi di un romanzo, personaggi di carta, ma potrebbero essere persone reali generalmente buone o semplicemente sciape se non avessero di tanto in tanto quel particolare guizzo, o quella particolare maniera di parlare e dubitare.
Altro tratto peculiare del romanzo è propio esso: il dubbio.
Praticamente l'intero libro si basa sull'analisi e sulla ricerca di cosa possa condizione così tanto Regan. Che sia follia? Una forte forma d'isteria? Che si tratti di qualcosa di occulto?
Si cerca una spiegazione medica, una spiegazione psichiatrica e infine si approda nell'ambito che molti uomini e donne tendono a rifuggire. Lo stesso padre Karras tende a scansare l'idea di un demone con tutto se stesso. Blatty ha chiaramente dato il meglio di sé per non rendere il romanzo una bannaggita infarciata di religiosità della più becera. Il risultato dei suoi studi c'è e si vede, anche se senza ombra di dubbio vi sarebbero molte più pagine da aggiungere per parlare dell'argomento ma lo scrittore è stato bravo nel fornire al lettore moltissimi punti di vista, abbracciando il tema da ogni possibile angolazione.
Fino alla fine non ho potuto che chiedermi se in verità Regan non fosse semplicemente impazzita, dato che Blatty forniva una spiegazione per praticamente tutti gli eventi che avvenivano nel romanzo.
"L'esorcista" non è propriamente un libro che lascia parlare di sé. Se fosse  per me potrei anche concludere qui la mia recensione e credo proprio che così sarà. Senza ombra di dubbio di tratta di un romanzo particolare e invito voi tutti a leggerlo, per poter scoprire come a volte le cose siano molto più logiche di quanto si creda e altre volte ancora non lo siano.

Il mio voto per questo romanzo è di quattro punteggi d'inchiostro


11 commenti

  1. Sono combattuto sai, ma mi fido del tuo giudizo, quindi diciamo che sono propenso a dargli un'occasione :)

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    1. Ti ho mai deluso? Aspetta, non rispondere XD Non voglio saperlo.

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  2. Eccomi qua... Ciao Amelia :)
    Anzitutto guardiamo i lati positivi. Mi sembra comunque il romanzo ti abbia lasciato nel complesso una buona impressione. Da quel che capisco, non ho letto il libro, vi è una buona costruzione, piuttosto ricercata. Tutto ruota pare intorno al dubbio insinuato nel lettore, la descrizione a livello pratico è ben sorretta da una presa di posizione che lascia spazio a soluzioni differenti, di cui in realtà non abbiamo una vera e propria spiegazione definitiva. E questo mi sembra già un ottimo lavoro, da parte dello scrittore. Forse il livello di tensione ha dei cali e magari non è gestito perfettamente. Questo quello che deduco, poi eventualmente correggimi.
    Qui, cominciano le domande o se vogliamo semplice curiosità...
    Dici che questo romanzo non genera paura o terrore nel lettore. Quello che mi chiedo è: sono solo aspettative o invece puoi fare un paragone con opere che da questo punto di vista ti sembrano molto più efficaci? Questa è una curiosità personale...
    L'altro aspetto, torno un attimo al film, è il confronto con il romanzo. Ovviamente la differenza principale tra uno scritto e un film è nell'immagine, in un caso molto è lasciato alla nostra immaginazione, nel secondo spesso molto meno. Cosa non ti ha convinto del film? Troppo votato alle scene spettacolari? La parte religiosa troppo farraginosa e si calca eccessivamente la mano?
    Ci tengo a precisare che come opera letteraria non è il tipo di storia dell'orrore che prediligo, questo perché troppo impregnata di fattori legati alla religiosità, cosa che spesso è molto personale e legata alla soggettività. Naturalmente un film di questo tipo mi risulta più facile da digerire, per una questione di tempistica più breve...
    Avevo pensato all'argomento per il Salotto, ma credo, per quanto riguarda il film, che si possa essere un po' troppo fuori tema.
    Ma si potrebbe aprire un argomento, da un punto di vista differente, in modo che sia più legato alla letteratura...

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    1. Rispondendo con ordine alle varie domande...
      Allora, diciamo che un po' di aspettative c'era ma non vi sono stati elementi che mi abbiano trasmesso un bridibo particolare. Chessò ci sono stili e descrizioni che riescono a istillare qualcosa nell'animo del lettore ma molto dipende anche dalla personalità di esso. Non so se mi spiego.
      Riguardo al film... come posso dire, forse al suo tempo era innovativo. Ma io, cresciuta con tantissimi film horror, con schifezze, storie occulte e gore e spaltter di ogni genere, non riesco a farmi impressionare da un demone che fa esattamente quello che mi aspetto: la testa che gira, voce carvenosa, l'uso di svariate lingue e dei morti, vomito verde... diciamo che è la possessione doc

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    2. Ok, dai, mi considero soddisfatto delle risposte. Capisco meglio cosa intendi sul film. Purtroppo le pieghe che hanno preso i film horror sono una cosa scandalosa, a mio parere, chiaro che poi il risultato, se visto in retrospettiva possa essere questo, lo capisco...
      Insomma, un Poe, nella sua costruzione di particolari ed atmosfere, per esempio, ti lascia un brivido maggiore? Se è così, non posso che essere d'accordo, ma non tanto per la quantità, ma per la qualità. E' sicuramente più verso un Poe il tipo di letteratura soprannaturale che mi piace. Ovviamente io sono un grande appassionato di Lovecraft, maestro di atmosfere, e di tutta una serie di autori che gira attorno a Lovecraft stesso... :)

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  3. Io che non riesco mai a vedere il film con gli occhi tutti aperti, ora dovrei leggere questo? ahahah Può anche non far paura come il film, ma sono cmq una cagasotto XD

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    1. Coraggio? Parli con una che dorme ancora con la lucina accesa.. Ed ho 21 anni XD

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  4. È brutto se confesso di non aver mai visto il film e di non aver saputo (fino a oggi) che esistesse un romanzo dal quale era tratta la pellicola? XD Boh, non so se mi ispira, questi argomenti in genere mi lasciano freddina...

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    1. Non ti preoccupare. Io sono una profana in fatto di cinema e neppure io sapevo che vi fosse il libro fino a che non l'ho trovato in edicola

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)