"Metro 2034" di Dmitry Glukhovsky

Cari appassionati di libri, ho solo una cosa da dirvi: datemi Metro 2035!
Seguendo l'autore su Instagram, posso sperare che se il romanzo non vedrà mai la luce in italiano, almeno sarà disponibile in inglese e io lo leggerò il prima possibile *_*  Pare che sarà rilasciato nel 2016. Mi sta bene. Basta che sia rilasciato.

L'autore

Dmitry Glukhovsky nasce il 12 giugno del 1979. Scrittore e giornalista, famoso in Russia proprio per il romanzo Metro 2033, il seguito del romanzo e alcuni scritti satirici. La sua esperienza da scrittore inizia quando nel 2002 pubblicò sul proprio blog i capitoli di Metro 2033, dando libero accesso a tutti i lettori. Ha vissuto in Israele, Germania e Francia, parla fluentamente cinque lingue, oltre la sua natia. 

Il romanzo

Titolo: Metro 2034 
Autore: Dmitry Glukhovsky 
Saga: Metro #2 
Editore: Multiplayer Edizioni
Anno di pubblicazione: 2099 - 2011 (Italia) 
Pagine: 459 
Costo: 8,49 



Siamo a Mosca nell'anno 2034. Vent'anni dopo l'inizio della guerra, il mondo in superficie è ancora completamente ostile all'uomo. Nella metropolitana di Mosca, i cittadini della Sevastopolskaja hanno trasformato la stazione in una piccola fortezza per sopravvivere alle infinite ondate di mostri provenienti dalla vicina stazione Chertanovskaya. Essi considerano la loro patria come una sorta di Sparta, e addestrano i loro guerrieri così bene da essere temuti dal resto degli abitanti della metropolitana. Tutto sembra procedere per il verso giusto, ma c'è un problema fatale che neanche i coraggiosi abitanti della Sevastopolskaya possono risolvere: la distanza dalle stazioni centrali della metropolitana..

Siamo di nuovo in una Terra distrutta da un guerra nucleare. La superficie è il regno delle radiazioni e di mostruose creature originatesi con la catastrofe che l'uomo ha portato su sé stesso. Gli abitanti sono ancora rintanati nella metropolitana, almeno per ciò che riguarda gli abitanti di Mosca. Nessuno sa cosa sia accaduto al resto del mondo. Le comunicazione sono interotte.
Ambientanto un anno dopo gli eventi di Metro 2033, stavolta non parliamo di Artyom, giovane protagonista del primo libro, ma di Hunter. Hunter, personaggio secondario del primo libro, fu colui che affidò la missione ad Artyom incaricandolo di distruggere i Tetri, ovvero nuove creature generate dall'apocalisse nucleare. Alti, longilinei, dalla pelle nera e liscia, solo Artyom sembra in grado di poterli capire. Come avrete capito, se volete leggere questo libro prima dovete leggere il predecessore, altrimenti molto di quello che leggerete sarà privo di senso per voi.
Prima di proseguire, voglio fare una piccola digressione per chi leggerà questo romanzo in futuro: nel romanzo compare un Artyom, per poco tempo, ma non si tratta del protagonista di "Metro 2033". Stiamo parlando di un banale omonimo.
Ritiratori nella Sevastopolskaya, Hunter è l'ombra di se stesso. Nascostosi, sopravissuto all'incontro coi Tetri, non è più lo stesso. Il suo volto è sfregiato, la sua mente troppo diversa da prima.
Un altro problema è sorto nella Metro e nelle stazioni vicini. Le carovane mandate in direzione dell'unica stazione che consente l'accesso all'Anello, l'unico grande sbocco commerciale e necessario alla sopravivvenza, non sono mai tornate indietro. Qualcosa è successo alla Tulskay. Sarà Hunter a proporsi come membro di una solitaria missione per scoprire cosa è accaduto, assieme al vecchio Omero, chiamato così per il suo vizio di narrare storie.
"Metro 2034" è una grande immensa citazione di ben 459 pagine. Non vi è stato un capitolo che non mi abbia fatto riflettere, che non abbia esposto a me i sogni e le tragedie dell'uomo, il ricordo del passato in un confronto fra ciò che è stato e ciò che è, forse anche ciò che sarà. Tutto si mischia in una forma unica.
Il libro ha una struttura decisamente differente dal suo predecessore "Metro 2034". Si alterna fra presente e passato, balzando da un protagonista all'altro nella lettura, fino a che essi  s'incontrano e poi tornano a dividersi per riconciliarsi nel climax finale. Bisogna sapergli stare dietro e non lasciarsi confondere. 
Unica pecca che stavo erronamente atribuendo all'autore era il lavoro compiuto nello scrivere il libro, per colpa di alcune frasi prive di apparente senso ma poi... poi mi sono accorta come chiunque si sia occupato della traduzione e dell'editing italiano ha fatto un lavoro veramente poco curato. Per fortuna la cosa è andata sparendo di pagina in pagina.
Il romanzo è una poesia unica nel suo genere, tenera e crudele al medesimo tempo. Il filo conduttore appare come invisibile eppure è costante, è lì ma non si può vedere: solo sentire. Ciò che rimane è un coacervo di mille sensazioni, pensieri e sentimenti.

I palazzi sono più alti di qualunque roccia. I viali ribolliscono come torrenti di montagna. Il cielo non si consuma, la nebbia lucente... la città è vanitosa, incalzante, come ognuno dei suoi milioni di abitanti. Folle, caotica. Tutto consiste nell'unione dell'inconciliabile, costruito senza un piano. Non è l'eternità perché l'eternità è troppo fredda e immobile. Ma è così vivo!

Queste sono le parole con cui Omero ricorda il suo passato. Lui è abbastanza vecchio da ricordare come era il mondo prima della sua fine. Il vecchio è la voce del passato che si scontra costantemente col presente. Scelto da Hunter come compagno di missione, senza sapere neppure il perché l'anziano lo segue senza battere ciglio. La vuole pur sapendo che la morte lo aspetta. Ha bisogno dell'eroe del suo libro ed è alla ricerca dell'eroina.

"Secondo me finché respiri morte, nessuno ti sfiora le labbra. Si spaventano per l'odore di cadavere", lei stava disegnano qualcosa con le dita sul pavimento.
"Quando vedi la morte, pensi a molte cose", buttò là Omero.
"Non hai il diritto di evocarla ogni volta che hai bisogno di pensare", ribatté lei.
"Non la evoco, le sto semplicemente a fianco, e poi il punto non è la morte... non è solo lei", oppose resistenza il vecchio. "Volevo che mi succedesse una di quelle avventure che cambiano tutto. Volevo che cominciasse una nuova dase. Che nella mia vita succedesse qualcosa. Che mi scuotesse... e facesse pulizia nella mente."
Metro 2034: Savin' me by Feffelini:
Savin' me by Feffelini

L'occasione di correre vicino alla morte è per Omero quella di scrivere il suo libro: è l'unico mezzo che gli rimane perché tutte le vite che ha visto sparire, i suoi cari, i suoi amici, ciò che era, non svanisca per sempre. Così anche gli abitanti della metro e quel che rimane di loro.
Hunter è la sua controparte. Non parla più come tutti gli uomini, ogni parola gli costa fatica e i pensieri sono frammentari ed enigmatici. Di lui è rimasta solo una bestia. Le armi sono le sue compagne e non esita a premere un griletto. Parte della sua umanità è andata perduta per sempre e lo scontroso brigadiere non è più in grado di recuperare quella parte perduta di sé.

"Devo. Difendere gli uomi. Eliminare ogni pericolo. Esisto solo per questo."


L'eroina del romanzo è Sasha. Sasha dall'istinto di crocerossina, Sasha vissuta nell'isolamento e nell'idea di un mondo ideale che non ha mai visto, con lo spettro del padre alle spalle. Scacciata dalla sua stazione quando ancora bambina assieme al padre, per aver compiuto tradimento mentre si trovava al comando, una volta libera Sasha inizia il viaggio nella metro assieme a Hunter e Omero.
Abituata alla legge del padre, il rifiuto di uccidere, Hunter è una sorta di bestia mostruosa che però le salva la vita.
Sasha è una delle poche anime candide che rimane nella metro. Lei è ancora in grado di sognare.

Il padre pensava che il sacchetto fosse per Sasha un misero surrogato del mondo intero. 
E quando la ragazza cadeva in trance, felice, contemplando una fantasia dipinta male da un pittore di scarso talento, al padre sembrava che lei lo rimproverasse per la vita limitata, anemica. [...]
Con macelata irritazione, chiedeva a Sasha per la centesima volta cosa ci trovasse nel frammento di un pacchetto con un grammo di tè in polvere. E lei, nascondendo in fretta il piccolo capolavoro nella tasca della salopette, rispondeva imbarazzata: "Papà... per me è tanto bello!"

Lei vuole un miracolo, lei crede che altro sia possibile, che lei possa cambiare le cose e le persone con lei. Leonid, musicista della metro, è come lei: un altro cacciatore di sogni e leggende, nonostante rimanga avvolta nella sua disullusione e illusione.
"Metro 2034" è una lotta fra salvezza e distruzione, per salvere non solo persone dai volti sconosciuti, quando le persone stesse.  Hunter pensa di potersi salvare con Omero.  Omero pensa di potersi salvare con Sasha e Hunter. Sasha pensa di poter salvare Hunter. Leonid pensa di poter salvare una parte dei suoi sogni e, forse, anche Sasha.
La morale del romanzo è difficile da esprimere a parole. Sono persone ed energie che si scontrano in un finale che tende fra luce e tenebre.
Vi dirò, recensire un romanzo assai amato è difficile. Spero di avervi trasmetto belle sensazioni e di aver almeno invogliato la lettura di una saga che merita una chance, forse pure più di una.

Il mio voto è di cinque punteggi d'inchiostro











8 commenti

  1. Accidenti, sembra un libro stupendo. Gli hai dato il massimo e ne hai parlato benissimo. Già volevo leggerlo, ma ora ancora di più :)

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    1. Quando lo leggerai, se lo leggerai, spero che ti piaccia quanto è piaciuto a me *_*

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    2. Non dire ''se lo leggerai'' mi mette ansia XD Io devo leggerlo ;)

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  2. Domanda 1: si trova in libreria e se si sotto quale categoria? Sono capitato un quarto d'ora in libreria, ma non ne ho visto traccia...
    A dir la verità il genere non mi entusiasma di per se, ma visto come ne parli, potrei fare un tentativo...
    Domanda 2: sbaglio o questo secondo sembra superiore al primo romanzo?

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    1. Di solito lo trovi nella sezione fantascienza... Cioè, almeno io ho visto Metro 2033 tra fantasy e fantascienza. Però non dire "visto come ne parli" XD Resterei malissimo se non ti piacesse. Così fai sentire il mio parere troppo importante ;)
      Comunque, io non ho mai visto Metro 2034 in libreria. Se proprio lo vuoi ti conviene ordinarlo o comprarlo online.
      Allora... Metro 2033 era senza dubbio, sia per forma che per contenuti, assai differente. Era una vera oddisea nella Metro, un romanzo più di avventura e formazione.
      Metro 2034, sì, c'è un po' di avventura, ma credo sia piuttosto psicologico e che si basi sui sentimenti degli abitanti della Metro.

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    2. Infatti, ho dato un'occhiata nella sezione fantascienza, anche fantasy, ma non l'ho inquadrato. A parte che non ho perso più di tanto tempo, ma credo dal titolo sia facilmente identificabile. Ho guardato anche in ordine alfabetico sotto narrativa, ricordavo il nome con la G, non proprio il nome esatto... Va be, Feltrinelli... Comunque se vale si vedrà penso anche in libreria. Non sono molto uno che acquista online, sono antiquato... :)
      Mi confermi quello che pensavo. Il secondo mi sembra più interessante, se dovessi trovarlo punto direttamente su quello.
      Quello che mi lascia indeciso è il genere post apocalittico, ma se un'opera supera il genere, non mi faccio problemi...

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)