08/01/16

"Bitterblue" di Kristin Cashore

Appassionati di libri, sono qui, finalmente, con la recensione di Bitterblue. Almeno, per questo mese, potrò dire di aver completato un'autrice della mia TBR e di aver portato a termine una saga ergo una serie in meno *_*

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Titolo: Bitterblue 
Autore: Kristin Cashore
Saga: Graceling Realm #3
Anno di pubblicazione: 2012
Editore: De Agostini
Pagine: 608
Costo: 12,67



Sono passati otto anni da quando re Leck di Monsea è morto. Ora il regno, guidato dalla giovane regina Bitterblue, è in pace; tutti hanno cercato un modo per cancellare il dolore patito, e la stessa Bitterblue ha rimosso i ricordi più cupi legati al padre. Stanca dell'eccessiva protezione dei suoi consiglieri e curiosa di conoscere cosa accade fuori dal castello, la ragazza inizia a esplorare in incognito le vie della capitale, entrando e uscendo dalle taverne del porto, dove ascolta affascinata i racconti dei cantastorie, e rimane sconvolta davanti all'amarezza e alla desolazione del suo popolo. L'incontro con due stravaganti ladri - l'impetuoso Zaf e il candido Teddy - cambierà per sempre la sua vita, dandole il coraggio di affrontare il suo passato e di riportare a galla una verità sepolta da molti anni.

"Bitterblue" è il romanzo conclusivo della trilogia di Graceling Realm e vede come protagonista, per l'appunto, Bitterblue ora nel ruolo di regina di Monsea dopo la morte del padre Leck per mano di Katje.
Come parlare di questo romanzo cercando di rimanere su un binario unico? Difficile ma non impossibile. "Bitterblue" è un libro non solo delle volte dispersivo e ricco di dettagli e personaggi superflui ma anche inconcludente, al punto che la Cashore avrebbe potuto fare ben altro che scrivere "Fire", romanzo secondo della trilogia ma anche prequel di "Graceling" e "Bitterblue". Per esempio avrebbe potuto spostare "Bitterblue" come secondo romanzo e scriverne un terzo che concentrato sul futuro dei sette regni e su cosa ne sarà davvero di Monsea.
Perché dico questo? Perché la povera Bitterblue è circondata da pazzi scriteriati. Non vi è una persona sana e se vi sono, possibilmente sono ignoranti. Proprio per la pazzia assurda dei suoi consiglieri e dalla strana sensazione che la ragazza prova, giunta oramai al suo ottavo anno di regnanaza, che si spinge fuori nella città travestendosi da ragazza comune. Ascoltando ciò che viene detto nelle locande e le storie narrate dei cantori, non giunge a molto fino all'incontro con due ladruncoli: Zaf e Teddy. Seguendoli e divenendo loro amica, si rende conto di quante ombre vi sono sul regno di Monsea, su quanto il governo spietato di Leck abbia lasciato il segno.
Ancora una volta la Cashore usa un linguaggio improprio inserendo nel romanzo termini come "okay" e "privacy". In un mondo semi-medievale sono completamente fuori luogo.
Così come lo sono i rapproti fra i personaggi. Partendo da Katje e Po, protagonisti di "Graceling", ogni volta che si vedono litigano, giocano alla lotta e piangono come mocciosi all'ennsima ricongiunzione. Decisamente qualcosa che un uomo e una donna cresciuti, che si occupano di guerra e politica, potrebbe anche evitare di fronte al pubblico.
I personaggi secondari sono innumerevoli  e spesso del tutto non necessari, come l'intera faccenda di Spettro e di Antracite, assieme ai presenti co-protagonisti Zaf e Teddy.
La conoscenza che avviene fra la regina, sotto mentite spoglie, e i due ladri appassionati di libri e parole è alquanto irreale. Un semplice discorso e una conoscenza che nel romanzo viene presentata a pezzi e bocconi con una certa confusione e che infine va sempre più scemando di pagina in pagina, fino a eclissare la figura di Teddy e rendere ridicola e immatura quella di Zaf. Il rapporto fra lui e Bitterblue, a livello romantico, è anche realistico e il finale della relazione forse è anche il più veritiero e giusto, ma il ragazzo è oltremodo stupido e avventato, presentutoso e arrogante al punto di diventare un coglioncello iracondo.
Ma sopratutto, perché nessuna delle guardie del castello si chiede cosa fa la regina quando esce in piena notte? Possibile che se anche vestita in abiti comuni nessuno la riconosca? Possibile che non la notino affatto? Ma sopratutto, dopo ben otto anni di regno, Bitterblue si rende conto solo adesso che il suo popolo non conosce il volto della propria regina?
La maturaità e la presa di coscienza della protagonista sono argomenti su cui stendere un velo pietoso. Si portrebbe obbiettare come, essendo salita al trono alla tenera età di dieci anni, abbia avuto bisogno del proprio tempo per capire le funzionalità di un regno ma Bitterblue non ne ha causa e cogniozione. Sopratutto, si lascia ancora assistere dagli ex collaboratori di Leck. Quanto mai potranno essere affidabili? Ovviamente meno di zero.
Solo verso il finale del romanzo, Bitterblue si rende conto di essere una regina, indulgendo in scatti d'ira e suscitanto la mia pietà quando finalmente si renderà conto di non poter ripare ciò che è già fin troppo rotto. Per la maggior parte del tempo, la ragazza non si comporta come una regina. Nel momento in cui il Consiglio, gestito da Katje e Po, s'installa temporaneamente nel suo castello, Bitterblue si comporta in maniera ridicola. Più di un membro della sua corte risulta esserne membro e simpatizzante e quando la regina si mostra alla riunione, questi esprimono nervosismo al punto che alla giovane viene chiesto di non partecipare più. Ora una regina non lascerebbe che una organizzazione, che si occupa principalmente di ribaltare reami e sovvertire il potere dei regnanti di paesi vicini a quello di Monsea, possa fare salotto dove meglio crede senza permetterle di partecipare alle riunioni.
Per ciò che riguarda gli argomenti di tipo puramente morale, ancora una volta la Cashore si fa la paladina delle uguaglianze e degli anticoncezionali, peccato risulti sempre superficiale. In "Fire" diede sfogo a tutta la sua stupidità senza essere in grado di creare una relazione equilibrata, mentre in "Bitterblue" riporta ancora i temi delle stupro, dell'odio del proprio corpo, delle insicurezze tipicamente femminili e dell'omossesualità ma accennandone qua e là, oppure sganciando rivelazioni finali. Però che cosa ne rimane? Pezzi e bocconi, uno sfondo di orrori non troppo composito.
Il riassunto di questo libro è quello di un romanzo, e anche di una saga, che a mio parere si può anche tranquillamente evitare di leggere per portare l'attenzione su qualcosa che abbia una maggiore consistenza. Nonostate i molti tratti negativi, uno dei punti a favore sono senza dubbio gli elementi della trama, che se fossero stati trattati diversamente probabilmente avrebbe composto un buon libro, e la scorrevolezza del testo.

Il mio voto per questo romanzo è di due punteggi d'inchiostro


5 commenti:

  1. Mi aspettavo di meglio sai, temo non faccia per me.
    Almeno tu hai portato a termine la saga, complimenti :)

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    1. Ti aspettavi di meglio perché nel frattempo hai iniziato la saga? Comunque sì, è stata una bella delusione.

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  2. Ma sai che ero stra-convinta che questo fosse il secondo e non il terzo?! Ogni tanto mi perdo i pezzi per strada! Comunque... complimenti per aver finito una serie! :) Anche se mi spiace che non ti abbia soddisfatto. Ho letto il primo e non mi era dispiaciuto, quindi pian piano recupererò gli altri due, ma credo che non mi affretterò, almeno per ora...

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)