01/02/16

"La ragazza con la bicicletta rossa" di Monica Hesse



Cari appassionati di libri, oggi sono qui con una recesione per voi. 
Ho deciso di apportare un piccol cambiamento alla modalità, ovvero non comparirà più la schedina dell'autore. Mi era già venuta un poco a noia ma devo amettere che oltre essere superflua, dato che a molto interessa la recensione punto e basta, mi toglie sempre un pochino di tempo. Per cui, da oggi si passa direttamente al romanzo XD
Il romanzo

Titolo: La ragazza con la biciletta rossa
Autore: Monica Hesse
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 19 gennaio 
Pagine: 300
Costo: 17,50

È l’inverno del 1943 ad Amsterdam. Mentre i cieli europei sono sempre più offuscati dal fumo delle bombe, Hanneke percorre ogni giorno, con la sua vecchia bicicletta rossa, le strade della città occupata. Ma non lo fa per gioco, come ci si aspetterebbe da una ragazzina della sua età. Hanneke è una “trovatrice”, incaricata di scovare al mercato nero beni ormai introvabili: caffè, tavolette di cioccolato, calze di nylon, piccoli pezzetti di felicità perduta. Li consegna porta a porta, e lo fa per soldi, solo per quello: non c’è tempo per essere buoni in un mondo ormai svuotato di ogni cosa. Perché Hanneke, in questa guerra, ha perso tutto. Ha perso Bas, il ragazzo che le ha dato il primo bacio, e ha perso i propri sogni. O almeno così crede. Finché un giorno una delle sue clienti, la signora Janssen, la supplica di aiutarla, e questa volta non si tratta di candele o zucchero. Si tratta di ritrovare qualcuno: la piccola Mirjam, una ragazzina ebrea che l’anziana signora nascondeva in casa sua… Hanneke, contro ogni buon senso, decide di cercarla. E di ritrovare, con Mirjam, quella parte di sé che stava quasi per lasciar andare, la parte di sé in grado di sperare, di sognare, e di vivere.

Hanneke non ama la sua vita. La vive e la trascorre come ogni persona. Guarda i nazisti pattugliare per le strade, li inganna e si prende gioco di loro. Nel proprio piccolo si ribella lavorando come corriera per il contrabbando. Fa affari con i propri vicini, smerciando loro ciò che oramai non si trova quasi più in commercio. Tutto trascorre come sempre fino a che, un giorno, la signora Janssen comincia a comportarsi in maniera assai strana. Prima che Hanneke riesca ad abbandonare la casa dell'anziana, ecco che la donna le rivela un grande segreto: la sparita Mirjam. Unica sopravissuta della sua famiglia, la giovane ragazza ebrea aveva trovato rifugio nella casa dell'anziana vedova fino a che non è scomparsa nel nulla. Tutto lascia suppore che Mirjam se ne sia andata da sola, ma perché?
Prima ancora di capire se la faccenda le stesse a cuore o meno, se fosse spinta per altruisimo o altro nella ricerca della ragazza, Hanneke si assume il compito di ritrovarla.
"La ragazza dalla bicicletta rossa" è un romanzo sull'olocausto  diverso dagli altri. Forse perché la protagonista non è ebrea e vive la sua vita da giovane olandose che guarda ai nazisti con odio, forse perché non è neppure una ragazzina ma una giovane ben consapevole delle sue scelte. Hanneke si contraddistingue molto dalle protagoniste che si potrebbero incontrare in tali romanzi: è una bugiarda, ha imparato a recitare per ingannare i tedeschi, nasconde molto alla sua famiglia, è una corriera, tutto meno una benefattrice.
Eppure decide di aiutare l'anziana donna, sebbene agli inizi del romanzo non è ben chiaro perché Hanneke compia una scelta così rischiosa, che senza ombra di dubbio andrà a compromettere tutto il sistema di vita che si è costruita.

La signorina Janssen mi guarda. Non le ho ancora detto che l'aiuterò, ufficilamente. Però sono ancora qui. E' terribilmente pericoloso, molto più di qualunque altra cosa mi sia spinta a fare finora. [...] Mi sento già risucchiat da questo mistero. Forse perché anche Bas lo sarebbe. Forse perché è un altro modo per farmi beffe delle regole. Ma sopratutto perché in una paese che ha perduto il suo senso, in questo mondo che non capisco più, è una piccola cosa che posso risolvere.

Hanneke, per almeno la per la prima parte del romanzo si aliena fra certezza e incertezza, voglia e svogliatezza per ciò che riguarda Mirjam. Infine, in ogni caso, passo dopo passo, si ritrova invisciata e sa che non può più tornare indietro e neppure lo vuole.
Probabilmente le ragioni sono molteplici. Come la presenza costante di Bas, il ragazzo che ha amato e che ama e che spesso e volentieri comparirà in alcune digressioni volte al passato, assieme alla figura di Elsbeth, la perduta migliore amica di Hanneke.
Il romanzo progredisce un poco alla volta e diventa sempre più intenso di volta in volta. Le ultime pagine sono forse state le migliori ma al medesimo tempo erano troppe vicine alla fine stessa dell'intera vicenda. Tutto il percorso fatto in precedenza appare assai lontano e per certi versi anche un poco superfluo: ogni istante è mirato alla ricerca di Mirjam. Perché non inserire qualche vicenda in più che ricordi appieno l'epoca in cui vive Hanneke?
Non che gli episodi manchino ma qualcuno in più di certo non avrebbe guastato.

Anche se Mina mi aveva detto che sarebbero state a colori, non immaginavo quanto potessero essre incredibili le immagini. Mostrano particolari della guerra di cui non ci è consentito parlare. Un bambino affamato. Due soldati che sbefeggiano un ebreo terrorizato. Una cantina piena di onderduiker che salutano la macchina fotografica per far vedere che stanno bene. I colori rendono tutto così intenso, attuale, vero. Quando guardo le foto in bianco e nero, ho la sensazione di avere di fronte un documento storico. Ma non è il passato. Sta accadendo ora. Il lavoro di Mina adesso ha un senso. In ciascuna di quelle immagini c'è la sua piccola ribellione.

Altri piccoli punti dolenti del romanzo di manifestano all'interno della narrazione. Da un punto di vista non sono riuscita ad affezzionarmi a sufficienza ai personaggi, nonostante mi sarei di certo dispiaciuta se per qualcuno di essi le cose non fossero andate bene. Si intravedono degli sprazzi della loro vita ma sulle pagine non prende luogo una storia personale e solida che li renda davvero co-protagonisti del romanzo. Così anche per le figure di Bas ed Elsbeth, già precedentemente citate. Tutti sono spunto per i pensieri e le azioni di Hanneke ma non di più.
Anche il susseguirsi degli eventi e i ragionamenti di Hanneke, risultano un poco confusionari, come se l'autrice si fosse dimenticata di avere davanti a sé un lettore e aver rinchiuso i pensieri della protagonista fin troppo nella testa della stessa, anziché spiegarli a chi sfoglia le pagine del suo romanzo.
Il romanzo si è riveluaa una lettura tutt'altro che insipida ma al medesimo tempo non si tratta di un libro indimenticabile: carino e piacevole sono le parole che meglio lo rappresentano. Lascia una impronta vagamente neutra accompagnata da una tristezza di fondo per i molteplici scorci dell'Hanneke del passato e quella del presente.
 Se si cerca un romanzo che spezzi il cuore e che lasci col fiato sospeso, "La ragazza con la bicicletta rossa" non è ciò che bisogna leggere ma gli si può senza dubbio dedicare uno sguardo e qualche ora del proprio tempo, per chiedersi fino alla fine se mai Hanneke troverà Mirjam.


Il mio voto per questo romanzo è di tre punteggi d'inchiostro

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Diciamo che un libro senza infamia e senza lode. Io l'ho trovato piacevole ma nulla di più.

      Elimina

Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)