10/02/16

"Seija" di Cecilia Randall

Cari appassionati di libri, eccomi qui con una nuova recensione per voi. Lo so che questo romanzo doveva essere "Il libro del mese" di gennaio ma ho avuto da fare... comunque eccovi la recesione, quindi nessuno osi lamentarsdi XD Per giunta, altrettanto presto arriverà la recensione di "Legend". 
P.S. Ricordo a voi tutti che le votazioni per il libro del mese di marzo si tengono qui.

Il romanzo
Titolo: Millenio di fuoco - Seija
Autore: Cecilia Randall
Saga: Millenio di fuoco #1
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 420
Costo: 8,42


Baviera 1999 d.C. Mille anni sono trascorsi da quando il demoniaco popolo vaivar è apparso in Europa, muovendo dalle lande desolate oltre il Volga per reclamare il possesso delle terre abitate dagli umani e cambiare la Storia per sempre. Da allora una guerra infinita strazia il continente ormai condannato a un eterno medioevo, in cui i regni nati dalle ceneri dell'antico Sacro Impero sopravvivono a fatica tra alleanze precarie, rovesciamenti di fronte ed epidemie. I vaivar avanzano con armate di creature innaturali e spaventose, i manvar: la loro marcia procede inesorabile e sono giunti ormai nel cuore della Baviera. Ed è qui che troviamo Seija, giovane coraggiosa e tenace, l'erede di un'antica stirpe di guerrieri pagani, cacciati dalle terre di Kaleva proprio in seguito all'invasione dei vaivar. Adesso il suo popolo, decimato e nomade, sopravvive offrendo ai cristiani la propria abilità militare in cambio di cibo e di un luogo sicuro in cui piantare le tende. Seija è pronta alla lotta contro l'esercito vaivar comandato dal più grande nemico degli umani: Raivo, il Traditore dalla Mano Insanguinata, stratega temibile, condottiero spietato e unico uomo a essersi venduto anima e corpo ad Ananta, l'immortale regina dei vaivar, per farsi trasformare in un demone plurisecolare e sterminare quella che una volta era la sua specie. Ma quando Seija è costretta ad affrontare il Traditore nel pieno della battaglia, il fantasma di un antico segreto cambia per sempre il suo destino. Perché il condottiero nemico prima esita e poi scatena contro di lei una caccia senza quartiere? Perché ne è così ossessionato da trascurare persino gli obiettivi militari, pur di catturarla? Cosa è accaduto davvero tre secoli fa alla Torre della Strage, il maniero del Traditore, nel giorno in cui Raivo ha rinunciato alla sua umanità?

Seija è una saahavi, una guerriera parte di una popolazione nomade e pagana, che però non rinuncia ai suoi doveri nei confronti degli essere umani. E così Seija. Perché lei e il resto della sua gente si sono uniti da tempo al resto delle schiere degli uomini per combattere vaivar e manvar che seminano terrore, morte e distruzione per il loro mondo.
Il romanzo ci porta nell'anno 199 d.C., in Baviera. Senza ombra di dubbio la Radall ha scelto un set per la propria storia alquanto curioso. Si tratta della Terra e di un futuro, anche se per il lettore rappresenta un passato assai recente, tutto meno che tecnlogico. Una scelta senza dubbio curiosa, che però mi lascia una sola domanda: sarebbe bastata la comparsa di un popolo demoniaco ad arrestare il progresso umano? Se prendiamo d'esempio la nostra storia, le guerre sono state sanguinose e tremendo, ma ciò non ha fermato lo sviluppo e la costruzione di armi sempre più potenti. Quel che vi è da apprezzare è senza dubbio lo sforzo che l'autrice ha fatto per costruire tutta una genealogia di sovrani che però non ha variato il proprio schema da quello di una volta. A questo punto, mi chiedo anche se fosse necessario invertarsi tutti questi re e tutte le date storiche leggibili a fine romanzo, ricalcando alcune possibili sorti della Terra. Certo, fornisce uno scenario suggestivo ma inutile ai fini della trama. Sempre ammesso che nel secondo libro, non venga dato addito a un motivo, lo scenario terrestre è superfluo. Un mondo fantasy inventato di sana pianta non avrebbe apportato alcun cambiamento, tranne dei nomi. Ma di certo questo non è un difetto, quanto una mia sola riflessione.
Dopo tanto tempo, posso dire di aver trovato un autrice di fantasy, per giunta italiana, che riesce a scrivere dei bei romanzi. Prima di tutto, per essendo un fantasy per giovani adulti, è brutale come ogni fantasy dovrebbe essere. I temi della donna e dello stupro non passano di certo in secondo piano, sopratutto se si ha una protagonista come Seija. La Randall mette le belle principesse nel cassetto e sfodere una protagonista che non si arrende di fronte a nulla, sebbene, ancora una volta, l'amore vada a scalfire il personaggio in maniera irrimediabile.
Nonostante alcune pecche di sentimentalismo innaturale, dato che la protagnosta si fa ben pochi problemi a mozzare arti e uccidere sul campo di battaglia, per l'appunto Seija è una combattente e il personaggio di Raivo, affiancatole è un degno avversario.
Se la Randall fosse stata in grado di giocare meglio la carta dell'amore, che per giunta di amore in verità non si parla, quanto di follia bella e buona, avrei trovato il romanzo perfetto.
Ma perché dico questo?
Dove Seija è il bene, Raivo è decisamente il male. Furioso, senza più uno scopo nella vita, abituato solo a uccidere, con chiari segni di qualche grave malattia mentale e una ossessione degna di un moderno stalker, è un vero cattivo.
Personalmente non trovo questo personaggio, nonostante il suo passato tragico e alcune scelte apparentemente morali e d'onore di cui si ammanta, assoluttamente ingiustificabile e questo mi piace, senza ombra di dubbio. Raivo non ha vera pietà ma crede di essere un'anima pietosa, per quanto la sua mente obnubilata dal sangue possa credere di esserlo. Disgusto al punto di essere perfetto.
Tra Raivo e Seija si stabilisce un legame che il manvar conosce già, ma che la ragazza sarà costretta a scoprire un poco alla volta, sopratutto grazie all'aiuto della piccola Britte, il cui ruolo si rivelerà provvidenziale per una parte del romanzo.

"Non puoi sfuggirmi in eterno" le giurò Raivo. Avrebbe fatto preparare una foresta di pali, se necessario, uno pere ogni uomo o donna saahavi trovato vivo a Etten [...].
Lei, la sua nemesi. Se prima aveva avuto un dibbio sul ruolo di quella donna nella sua vita, ora non l'aveva più: era nata per distruggerlo, e allora che ci provasse pure. L'avrebbe sentita piangere. O urlare. 

Che cosa Raivo pensi al riguardo di Seija è offuscato dalla rabbia: la vuole per sé ma in altri momenti la vuole morte, pensa di possederla e poi pensa di distruggerla. Tutto meno che amore. Per lui, Seija è più una ossessione, tant'è che neppure ne conosceva il nome almeno fino a metà romanzo,  un gioccattolo di carne con cui crede di potersi divertire e forse riscattare in qualche malata maniera.
Seija lo odia, ma dopo alcune rivelazioni, sembra camminare sempre più sbilanciata nelle sue stesse convinzioni. Questo ha sminuito il personaggio, che anziché reagire con un sonoro "no", più di una volta si è lasciata trapostare da inoppurtini sentimentalismi, senza riflettere su chi lei sia, lasciandosi trasportare da qualcosa che in verità non le appartiene.
"Millennio di Fuoco- Seija", nonostante alcuni dettagli non di mio gusto, è senza dubbio un romanzo che vale la pena leggere, se volete leggere un fantasy piacevole, scorrevole, curato e dai cui vorreste tornare il prima possibile. Quindi, non vedo l'ora di cominciare anche il secondo romanzo, che ho comprato assieme al primo nella speranza di non venire delusa e così di potermi gustare una bella duologia.

Il mio voto per questo romanzo è di quattro punteggi d'inchiostro e mezzo


5 commenti:

  1. Leggo comunque le tue recensioni, che trovo molto interessanti, nonostante magari non abbia letto l'opera...
    Ma questa non ti era stata suggerita? Abbiamo disperso chi è l'autore del suggerimento? Sarò io antiquato, ma se dovessi leggere e recensire qualcosa suggerito da me, non avresti scampo... :)

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    1. Sì, lo era. Se non sbaglio venne proposto da Rosa, di Briciole di parole.

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  2. Sento parlar bene di "Millennio di fuoco" in ogni dove, ma non riesco a decidermi a leggerlo. Della Randall ho letto "Hyperversum" parecchio tempo fa e non ne ho un ricordo proprio positivo...

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    1. Per me è stata la mia prima letture della Randall, quindi devo dire che è stata una esperienza positiva. Poi chissà...

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    2. Sì, penso proprio che dovrò darle un'altra chance...

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)