"L'invito" di Ruth Ware

Cari appassionati di libri, eccomi qui con una nuova recensione per voi. Su questo libro ho sentito molti pareri constrastanti e devo dire che effettivamente ho avuto la stessa impressione.

Titolo: L'invito
Autore: Ruth Ware
Editore: Corbaccio
Data di pubblicazione: 11 giugno 2015
Pagine: 352
Costo: 14,37


Dieci anni cambiano una persona. A dieci anni dalla fine del liceo Leonora Shaw, Nora, ne ha fatta di strada: è diventata una scrittrice, la sua vita è scandita dal lavoro alla scrivania nel suo monolocale dell’East End londinese, dalle tazze di caffè e dalle corse nel parco. Della vecchia Leonora non resta più nulla, nemmeno il nomignolo di allora, Lee. Tutti possono avere mille buoni motivi per non frequentare gli amici di un tempo, per troncare con il passato, per incominciare una nuova vita. E Nora ha un ottimo motivo. Eppure, quando riceve l’invito all’addio al nubilato della sua ex amica del cuore, si fa strada in lei un assurdo senso di colpa unito a un assurdo sentimento di riconoscenza verso Clare per essersi fatta viva dopo dieci anni. Sebbene con riluttanza, accetta di trascorrere un weekend in una villa nei boschi del Northumberland insieme ai vecchi amici, e di colpo si trova catapultata indietro nel tempo di dieci anni, in quel passato che ha meticolosamente cercato di cancellare. E capisce di aver commesso un errore. Il peggior errore della sua vita.


Mentre Leonora, detta Lee ma anche Nora, controlla la sua posta elettronica, ecco che spunta un invito di addio al nubilita di Clare. Le due amiche non si parlano da moltissimo tempo, forse troppo. Ma non è Clare a indivitare Nora alla festa, bensì  Flo, pressente e ansiosa ragazza. Assieme all'amica Nina, Nora decide infine di accettare l'invito. Così si trovata in una casa dalle grandi finestre in vetro in compagnia di Clare e dei suoi bei sorrisi, di Melanie sempre attacata al telefono e in pensiero per suo figlio, di Flo che potrebbe scoppiare da un momento all'altro, di Tom e di Nina. Ben presto i segni du una presenza attorno alla casa si faranno vedere sempre più fino a un epilogo nell'epiligo che metterà la salute fisica e mentale di Nora in pericolo.
Questo libro avrebbe anche potuto essere assai carino, cosa che in fondo è, se si partisse da premesse diverse. Prima di tutto, i protagonisti e Nora dovrebbero essere considerati come pazzi e quindi tutti malati di mente, oppure affetti da determinati complessi. Il che avrebbe potuto essere interessante. Se l'intento dell'autrice era quello di far leggere al lettore una storia dal punto di vista di una protagonisti complessata e malata, non è riuscita nel suo intento. La seconda premessa dovrebbe trasformare i protagonisti da adulti ad adolescenti. Immaginate una casa piena di adolescenti scizziodi nel bel mezzo di un bosco... credo che la formula avrebbe funzionato assai meglio.
La cosa che salta agli occhi, avviandosi sempre più verso la fine e ponendosi in riflessione al termine della lettura, è come effettivamente i protagonisti potrebbero apparire come degli adolescenti. Clara è la reginetta della classe con manie di controllo, Flo il suo non troppo adorabile zerbino, Nina la stronza occassionale, Nora è la ragazza qualunque e così via... Molti dei loro comportamenti ricordano moltissimo i piccoli bulletti o i giovani adolescenti sfrontati, sempre pronti a ferirsi con le parole, che si possono vedere nel telefilm americani. 
Di certo, vi è stato un momento in cui sono rimasta del tutto sconcertata. Durante questo addio al nubilato, ecco la comparsa delle droghe e dell'alcol. Passi per il primo, è una festa, no? Ma poi, ecco adulti grandi e grossi, consapevoli dei loro gesti, che mischiano droga e cocaina come se nulla fosse. Ovviamente, la forte protagonista del romanzo, succube come solo un adolescente complessata può ossere, sniffa tranquillamente. Perché mai pensare alla propria salute? In tutto questo, sfugge la lampante osservazione che droga e alcol mica possono fare male... e fra di loro c'è un medico, ovvero Nina. Ma certo, chi non è mai morto mischiando tequila e cocaina? O divenuto stupido? Che sarà mai...
Questi sono sostanzialmente i difetti del romanzo, che però guadagna due punti  a favore. Lo stile è senza dubbio scorrevole e veloce, interessante tanto quanto bastava a farmi proseguire pagina dopo pagine e a voler scoprire chi fosse il responsabile dei tragici eventi che Nora fatica a ricordare. 
I fatti e la soluzione del mistero che si dipana di pagina non è poi così scontato, seppure con la dovuta attenzione alcuni dettagli sarebbero saltati agli occhi dei lettori più attenti, mostrando la verità prima ancora della fine. 
Da questo punto di vista, il romanzo d'esordio della Ware poteva anche essere meglio ma pure decisamente peggio. Se in futuro la scrittrice pubblicherà altro, potrei anche leggere un altro suo libro. L'invito è quel genere di romanzo non troppo impegnato che potete leggere se volete rilassarvi e la vostra soglia di sopportazione è piuttosto alta.

Il mio voto per questo romanzo è di due punteggi d'inchiostro e mezzo





2 commenti

  1. La cover mi piace un sacco e subito ero stata attirata da quella però anch'io ho sentito dei pareri un pò in contrasto quindi alla fine non l'ho mai acquistato, mi sa che ho fatto bene...

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    1. Diciamo che non ti sei persa nulla...

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)