"Splendi più che puoi" di Sara Rattaro

Cari appassionati di libri, sono qui con una nuova recensione per voi ma prima che leggiate, prestate attenzione! Il giorno 31, quindi a breve, non sarò presente sul blog perché mi troverò a Milano. Cosa andrò a fare? La mia prima intervista *_* Infatti, intervisterò proprio l'autrice, per gentile concessione della Garzanti. Si tratta dalla mia prima intervista in assoluto. Mi sono scritta nove domande, più inerenti al tema del romanzo che al romanzo stesso, ma è il mio stile e ancora devo farci il callo, no? C'è qualcuno che ha letto il libro e che ci sarà il 31? La cosa mi farebbe sentire assai più sollevata XD


Titolo: Splendi più che puoi
Autore: Sara Rattaro
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 31 marzo 2016
Pagine: 222
Costo: 16,4

L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può



Sarà  Emma a narrare in un unico grande ricordo ciò che le accaduto. La vita che le si affaccia davanti è promettente e felice, però basterà una singola scelta sbagliata a sottrarle non solo anni della propria esistenza, ma anche la felicità, la forza e la dignità. 
Nel momento stesso in cui sposerà Marco, evitando di guardare, facendo finta che tutto sia nella norma, Emma avrà compiuto il passo sbagliato che la porterà a cadere sempre più giù. Da sola sarà costretta a risalire, ma a cambiare strada perché oramai non po' più tornare a ciò che aveva prima. 
Un libro dedicato alla violenza rivolta nei confronti delle donne, una amara critica a quello che è stato ed è attualmente il sistema di leggi italiano e alla popolazione . Non vi sono veri capitoli, solo stralci di quelli che sono stati i progressi compiuti, anche a distanza di anni l'uno dall'altro, per salvaguardare le donne, per proteggerli da uomini che non sanno cosa significa "no". E arrivare a fine romanzo rendendosi contro che i progressi non sono stati poi così grandi. Tra omertà e debolezza delle vittime di maltrattamenti e soprusi di ogni tipo, mancanza di leggi adegueta, mancanza di attenzione e serietà sul problema... troppe piaghe e nessuna soluzione decisiva.
Questo è ciò che, nonostante alla fine del romanzo si possa tirare qualche sospiro di sollievo, ho notato nella lettura. Non vi è una vera luce, c'è sempre un'ombra a oscurare il tutto. C'è sempre una macchia d'ingiustizia dietro l'angolo accompagnata dalla forza di una donna rinata, che ha smesso di crogiolarsi nel dubbio e nelle proprie paure, scegliendo di agire, di guarire e di salvare il salvabile.

"Avrei potuto denunciarlo per omicidio se avessi saputo come tornare dall'adilà! È questo quello che vuole il nostro paese. Delle sante da ricordare!"

Una verità tutta italiana, ma per fortuna non unica della mia nazione d'orgine, che tutt'oggi imperversa, uscendo anche dalle bocche di chi ci è caro.
Il personaggio di Emma è un personaggio forte ma anche molto illuso. Lei spera e spera, fa finta che tutto vada per il meglio, come a volersi chiudere in un guscio di quotidianeità che prevede botte, sangue e sofferenza, come se non avesse altra scelta, quando invece un'altra scelta esiste sempre. Nonostante questo, la protagonista non si dimostra insofferente, nella sua storia non ci sono giustificazione per il suo comportamento o per il comportamento del suo aguzzino, ma solo la verità dei fatti, nuda e cruda. Nulla di più. Si è trattata di una scelta narrativa mirata, a mio parere. Se mi fossi trovata a leggere di una protagonista pronta a giustificare i maltrattamenti, per quanto tale comportamento possa corrispondere alla triste verità dei fatti, probabilmente sarei stata colta da un moto di irritazione e avrei chiuso il libro. Invece, così, si giunge al nocciolo della questione, in uno scorrore di ricordi lineari e oscuri.
Lo stile scarno, lontano dai dettagli e dalla descrizioni eccessive, si ferma al necessario, rimanendo sempre su un binario unico, evitando di spaziare e conducendo il lettore verso un unico bivio. Senza dubbio mi sono ritrovata invogliata nella lettura, desiderosa di scoprire cosa sarebbe successo ma tale scelta si è rivelata anche un tantino controproducente. Seguire la storia con interesse non basta. Emma si è rivelata un personaggio facile da accompagnare di pagina in pagina ma potrebbe risultare difficile affezzionarsi a lei. Lascia esplorare al lettore angoli della sua vita ma i suoi ricordi sono proprio come una storia narrata di persona: ci si siede davanti e si ascolta Emma, finito il racconto ci si alza, si conserva la storia nel proprio cuore ma non Emma stessa.

Il mio voto per questo romanzo è di quattro punteggi d'inchiostro



7 commenti

  1. Ottimo. Benvenuta, allora... :)
    Tema molto particolare, anche piuttosto attuale. Non proprio il mio genere. Ho dato un'occhiata dal suo sito, mi sembra uno stile molto asciutto e diretto. Tra le domande, se vuoi, potresti chiederle se si rifà a qualche autore attuale in particolare o a qualche classico, in quanto a stile...

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    1. Credo che gli farò una domanda simile ma non proprio la stessa.

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  2. Un bel tema complesso. Ma la violenza finale è "solo" la punta dell'iceberg, bisognerebbe intervenire con una sana educazione sessuale e affettiva, dando la priorità al rispetto di se stess* e delle altre persone.

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    1. Già, mi trovi perfettamente d'accordo. Come dire, siamo tutti bravi a intervenire una volta che il danno è fatto.

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    2. Tra l'altro, la violenza sulle donne è tristemente... "di moda"? Mi sembra di vedere in giro molti romanzi che ne parlano, ma pochi lo fanno in maniera edificante... D:

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    3. Ma sì, è partito tutto un filone di romanzi con protagoniste che facevano a gara a chi era più disagiata e le violenze sessuali andavano per la maggiore, finendo per banalizzare temi che sarebbe stato meglio lasciare a chi ne sapeva qualcosa in più...

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)