22/03/16

"Tutto cominciò a Parigi" di Cathy Kelly

Cari appassionati di libri, sto scrivendo questa recensione il lunedì sera. Di norma doveva uscire durante il corso della giornata, sempre di lunedì, ma la linea internet mi ha pugnalato alle spalle. In ogni caso, eccomi qui :)
 Titolo: Tutto cominciò a Parigi
Autore. Cathy Kelly
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: febbraio 2016
Pagine: 540
Costo: 22,00


Di tutti i posti dove un uomo può chiedere a una donna di sposarlo, quale può essere più romantico della cima della Torre Eiffel illuminata? Nessuno, e infatti l’unica cosa che impedisce a Katy di urlare subito: SÌ! è solo la grandissima emozione, e la paura che l’anello possa fare un volo fino a terra. Da quel momento, per tutte le persone vicine a Katy e Michael, sarà il momento di festeggiare, e di prepararsi a un matrimonio in grande stile. Ma come sempre capita quando ci sono delle nozze in cantiere, per gli amici e i familiari degli sposi è anche il momento di guardarsi indietro, e riflettere sulla propria vita. E così Grace, la madre di Michael, inaspettatamente si riavvicina al suo ex marito, capendo che certi amori non finiscono mai davvero; Leila, la migliore amica di Katy, si rende conto che il vero amore è là dove lei non aveva ancora guardato; e Vonnie, capace di creare torte fantastiche, capisce che deve trovare qualcuno per cui valga la pena prepararle. E così, qualcosa cambierà, qualcosa finirà, qualcuno si troverà un nuovo +1 da portare con sé al matrimonio dell’anno. E qualcun altro, oltre Katy e Michael, si ritroverà all’altare. Da un’autrice da un milione di copie nel mondo anglosassone, una storia romanticissima fatta di tante storie, che si legge in un soffio e che celebra l’amore come una festa di matrimonio ben riuscita, di quelle che continui a parlarne per molto, molto tempo.

Partiamo da una premessa. Ho ricevuto questo romanzo in omaggio, completamente a sorpresa, da parte della Piemme. La cosa mi ha lusingato moltissimo ma al tempo stesso un poco terrorizzato. E facevo bene a terrorizarmi. Vi spiego. Di solito non mi fido troppo dei romanzi inviati "a caso". Preferisco sceglierli da me, perché bene o male, so che non perderò tempo dietro a qualcosa che non mi piacerà particolarmente o non è nelle mie corde. Inoltre, pochi giorni prima, la signora dell'ufficio stampa con cui ho sempre parlato, mi chiese le mie preferenze di genere. Praticamente elencai tutte quelle esistenti tranne i romance. E guarda un po'? Un bel romance a sorpresa. Sapevo che non sarebbe andata a finire bene. Certo, avrei potuto anche non leggerlo. Trattandosi di un omaggio a sorpresa, ovvero qualcosa di non richiesto, credo che avrei potuto prendermi la libertà di non aprirlo. Ma sono una persona scrupolosa e ligia al dovere, quindi... insomma, chiaramente non l'ho fatto.
Dire chi è il protagonista e quale è la trama risulta assai complicato. Tutto parte da Katy e Michael e dal loro matrimonio. Presto le pagine cominciano a costellarsi di co-protagonisti: Leila che è la migliore amica di Katy, Vonnie che è la ragazza che crea la torta del matrimonio, Jessica che è l'ex moglie dell'uomo con cui Vonnie ha una relazione, Birdie che è la madre di Katy, Nora e Stephen che sono i genitori di Michael ora divorziati, Susie che è la sorella di Leila, Ruby che è la figlia di Jessica... Ammetto che ad un certo punto del libro, nonostante il personaggio fosse già spuntanto fuori dalle pagine, mi sono chiesta: e questa chi diavolo è?
Di cosa volesse parlare il romanzo, io non sono stata in grado di capirlo. Per giungere a una soluzione finale bisognerà aspettare proprio la fine del libro, mentre tutte le pagine precedenti costituiranno un grande preambolo e un'analisi dei vari sentimenti amorosi dei personaggi. Ma il tutto avverrà in maniera abbastanza superficiale, composta di lacrime e amiche che si dicono l'una all'altra: "vedrai che andrà tutto bene" o "ci sono qua io".  Il problema consiste nel fatto che non si possono realizzare circa 400 pagine di preambolo. Se il libro fosse stato tagliato in più punti, il succo si sarebber potuto racchiudere in 200 pagine suppergiù.
Altra cosa che mi assolutamente lasciato basita sono alcune superficilità della scrittrice e delle protagoniste. Mi sembra il caso di proseguire per citazioni. 

<<Sì, lo voglio. Ora fammelo vedere, fammelo vedere.>>

Queste sono le parole di Katy poco dopo aver accettato la proposta di matrimonio di Michael. Si sta riferendo all'anello. Una traduzione di queste parole sarebbe: <<Sì, lo voglio. Ora sbrigati a darmi l'anello. Lo voglio.>>

 Ho googlato i sintomi, e ho bisogno di qualcuno con cui parlare! 

Queste parole avvengono in uno scambio di mail fra due delle protagoniste. In tale caso, ci si sta riferendo a una gravidanza. Ovviamente non vi dico di chi, altrimenti farei spoiler... ed è molto difficile contenermi. Ora si pone un ragionamento. Partendo dal fatto che tutte le protagoniste giovani sono donne di più o meno trent'anni, energitiche e in carriera, con chiaramente dei rapporti sessuali alle spalle, è mai possibile che abbiano bisogno di Google per sapere se sono incinte oppure no? Davvero queste donne grandi e grosse, cresciute e vaccinate, non conoscono i sentomi di una gravidanza? Devo aggiungere che non erano a conoscenza che il dolore del parto equivale alla rottura di buona parte delle ossa del corpo? D'accordo, ammetto pure io di non essere certa di quanto faccia male o a che genere di dolore possa essere paragonato, non avendolo mai sperimentato, ma sì, conosco questo paragone ed è ovvia che faccia male.

<<Le donne italiane sono così chic ed eleganti... Ho intenzione di portarmi metà del mio guardaroba.>> 

Tale affermazione viene espressa in previsione del viaggio di una delle protagoniste a Roma. Mi sono fatta diverse risate. Già dalle prime pagine l'autrice sottolienava quanto le donne parigine fossero altresì eleganti e chic. Non è così. Sono stata a Parigi diversi giorni e nessuna donna parigina sfilava per le strade con l'aura di chi risulta irragiungibile, ma sopratutto una donna elegante parigina di alta classe non cammina nel bel mezzo di una Tour Effeil presa d'assalto dai turisti. E così le donne romane e italiane. 
Seguono vari stereotipi che mi hanno fatto comprendere come l'autrice non abbia mai messo piede a Roma e non solo per la mancanza di descrizioni precise e veritiere. Ovviamente, l'autista della limousione deve avere una guida sportiva e gettarsi nel traffico romano come se si trovasse nel bel mezzo di una gara automobilistica. Segue il fatto  che sfili davanti a delle vetrine di alta moda, ma l'alta moda vera e propria si trova in Via del Babbuino, in Via Condotti e altre strade limitrofe posizionate in pieno centro. Nonostante l'autrice affermi che la limousione passi per il centro, questa non potrebbe mai passare per  zone a traffico limitato, ma sopratutto le boutique di alta moda non piovono negli angoli delle strade in una strada a casaccio, neppure se siamo a Roma. 

Il mio voto per questo romanzo è di due punteggi d'inchiostro


4 commenti:

  1. Credo proprio che il genere abbia influito abbastanza sul giudizio... :) Però non avendolo letto, può darsi che tu abbia totalmente ragione.
    Si denota, dalle tue osservazioni, un po' troppa leggerezza da parte di scrive, diciamo che si è documentata in maniera un po' approssimativa.
    Sul discorso gravidanza, non credere, non tutte le persone sono uguali. Non ci si stupisce mai abbastanza di quanto alcune persone siano ingenue e poco informate. Anche se non saprei dire se sia il caso...
    Chiaramente su Roma, ecc... è proprio un discorso di stereotipi e leggerezza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fidati, se leggessi il romanzo capiresti che non mi sbaglio poi molto XD

      Elimina
  2. Ahahah, quattrocento pagine di preambolo? Forse gli editor erano in sciopero...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mai letto un libro così... vuoto? Inutile? Nosense?

      Elimina

Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)