21/04/16

Il salotto letterario di Amelia - Le recensioni fra l'essere obbiettivi e l'essere fangirl

Cari appassionati di libri, visto che non era mia intenzione lasciare morire questa rubrica, e vista la scarsa partecipazione di molti, ho deciso che ogni tanto me ne occuperò io stessa.  Ma se avete qualche argomento letterario di cui voler parlare, allora vi prego di commentare il post originale.

Le recensioni fra l'essere obiettivi e l'essere fangirl

L'argomento delle recensioni mi sta molto a cuore, poiché tempo prima di diventare una book blogger spulciavo fra i vari blog e mi dicevo: questa recensione è molto bella. E poi altre in cui il mio pensiero era: ecco come non voglio scrivere una recensione.
Per cui partirò dal dirvi come penso debba e non debba essere una recensione, secondo io mio modesto e personale parere.
Secondo me, una recensione non dovrebbe mai essere di massimo dieci righe, staccate fra loro e magari scritte frandi. Ogni volta che m'imbatto in una recensione non desidero neppure leggere di mille e inutili maghegghi, ma cerco il succo della questione scritto con belle parole. Fondamentalmente le regole sono due: il poco potrebbe essere troppo poco e il troppo stroppia. Infatti, la recensioni inutilmente lunghe le ho sempre trovate devastanti. 
In pratica è come se fossi alla ricerca della "media" recensione. Il che non significa che questa possa riuscire con maggiore difficoltà di una fin troppo breve o con maggiore facilità di una fin troppo lunga. I rischi in cui ogni volta temo d'imbattermi, così come io stessa temo di compiere, è di leggere e scrivere un testo troppo sintentico. Parlare di un paio di aspetti e basta, descrivendoli ampiamente ma ignorando il resto sarebbe un tipico errore. Ogni elemento, negativo e/o positivo che sia, deve essere curato con poche semplici frasi, in pochi paragrafi, con tutti i "se" e i "ma" della situazione.
Ogni mio tentativo, ancora in corso fra l'altro, volge proprio alla ricerca di una buona recensione, di una buona struttura che non mi porti via gran parte del mio tempo, che non la porti via al lettore e che sia sopratutto efficace nella sua lettura. 
Ma allora perché essere obiettivi e essere fangirl?
Addentrandomi sempre più nella blogosfera, mi sono accorta di qualcosa di storto. O che almeno io trovo essere tale. Molte recensioni che mi capitavano sotto gli occhi mi lasciavano sempre più perplessa. E perché? Perché mi risulta impossibile scindere i fatti reali di una lettura, possibilmente scarsa, dal fandom imperante. Tutto si unisce in un muscuglio privo di senso fatto di deliri, risolini e "occhio, guarda che bel manzo!", ovviamente il tutto edulcorato affinché sempre un testo e non uno sclero.
Suppongo che con queste parole molti mi stiano addittando come creatura da bruciare sul rogo, oppure una starna pazzoide scontenta, magari pura una invidiosa, ma questo è quanto penso. 
Prenderò in esempio la categoria degli YA. Io ne sono personalmente terribilmente diffidente e al medesimo tempo gli adoro. Ogni volta creano mondi diversi, sebbene il più delle volte questi non siano davvero curati nei minimi dettagli. Mettiamo che stiamo parlando di un YA fantasy. Senza ombra di dubbio, esso non sarà mai al livello di un vero e brutale fantasy. Il che ovviamente non lo priva della sua piacevolezza. 
Ora giungiamo al punto dolente. Fandom impazzito equivale spesso ad un voto alto. Diciamo che non vado matta e non comprendo quando, tanto per citarne uno, vedo su Goodreads stati del tipo: COSA HO APPENA LETTO. Ovviamente mi sto sempre riferendo alla categoria degli YA. 
In risposta a tutto ciò vorrei dire: ok, calma. Ora dimmi perché è cos'ì bello, sono molto curiosa.
Il più delle volte la risposta è del tutto insoddisfacente. Questo perchè la trama e la psicologia dei personaggi, alcune caratteristiche, vengono letteralmente soffocate da un'ondata di cuoricini in cui il punteggio si basa essenzialmente sull'argomento amoroso (il più delle volte composto da tipici cliché), sulle relazioni sempre amorose dei protagonisti, sulla contropoarte maschile e la "bonazzagine". 
Per esempio, parliamo di un romanzo da me non letto: La moglie del Califfo. In questo caso ci sono due fronti. Il primo, da me riscontrato sopratutto in lingua italiana, in cui si elogia la bellezza del proganosta maschila e il suo essenzialmente essere figo e tormentato, e la protagonista femminile forte e decisa, con una missione da compiere ma che fatalmente s'innamora di lui. E già qui ammetto di aver storto il naso. Possibile che debba sempre innamorarsi? Non poteva sedurlo, farlo strisciare ai suoi piedi e sgozzarlo? No? Donne con spina dorsale cercasi: in apparenza non reperita. Qui sorge altra domanda: perché quest'ultima acida stilettata? Ovvimanente ho scritto "in apparenza", poiché ribadisco di non aver letto il romanzo. A questo punto si innalza l'atro fronte, da me riscontrato su Goodreadrs. Più di un recensione ha affermato come la protagonista, nel giro di tre miseri giorni, si innamori del Califfo. Tre giorni. In tutto ciò, io ne desumo che lui possa essere davvero tormentato (poiché pare essere afflitto da qualche tipo di maledizione) e lei immersa in una profonda turba della sfera sessuoaffettiva ed emotiva. 
Potrò giudicare da me se aderire al primo o al secondo parere solo dopo aver completato la lettura del libro, ma a questo punto mi chiedo se il fandom non abbia avuto la meglio sull'obbettività. I due pareri espressi sono chiaramenti opposti e mai nel primo caso ho sentito citare i famosi "tre giorni".
Quindi che cosa devo pensare? Perché non citare tutto ciò e tentare anche solo d'immedesimarsi nel personaggio? A questo punto potrei solo rivolgermi a me stessa, domandandomi se dopo tre giorni mi potrei innamorare dell'uomo che ha ucciso la mia migliore amica. La risposta è ovviamente no e qualsiasi cosa possa affligerlo, io non proverei pietà per lui. Lo spedirei sul fondo dell'inferno.
E ancora una volta mi chiedo, possibile che il primo fronte non abbia neppure notato un accenno negativo nel romanzo? Non esistono romanzi perfetti. Così come nel secondo fronte, mi domando se non vi abbiano mai visto neppure una piccola luce. Anche i romanzi peggiori potrebbero averne una.
Solitamente tendo a dare maggiore importanza alle recensioni negative ben strutturate anziché a quelle positive, perché ho notato che possegono una maggiore obbiettività. 
Falle logiche, minuzie dell'ambientazione, analisi più dettagliate sorgono di riga in riga in caso di un voto basso; lodi decantata e innegi al sublime in caso di un volto alto.
Spero si aver espresso a sufficienza il dubbio che mi assale ogni volta che mi confronto con le recensioni online.
Voi cosa ne pensate? 
Trovate troppo fandom nelle recensioni oppure no?
Pensate che ci voglia una maggiore obbiettiva, senza lasciarsi andare in brodo di giuggiule?

12 commenti:

  1. Fare una recensione non è così semplice, farla bene ancora meno. Sul discorso della lunghezza sono d'accordo, una recensione non deve essere troppo lunga, casomai se si ritiene opportuno si può fare a parte un approfondimento.
    E' bene credo evidenziare i punti critici di ciò che si è letto, ossia le parti importanti che lo caratterizzano: lo stile, la struttura, se di un genere particolare come si colloca in esso, veridicità dei personaggi, delle situazioni e dell'ambientazione. In alcuni casi è necessario andare anche oltre, in alcuni autori il messaggio spesso è di fondo o parallelo alla storia principale.
    In generale, soprattutto quando ci si approccia con opere considerate grandi (per esempio i classici) è bene andare con molta cautela, perché spesso non è così semplice afferrarne immediatamente tutti i significati. Oltretutto leggere queste opere aiuta poi in generale a capire meglio la letteratura.
    Lo stile che usi mi piace e mi sembra migliorato. L'unica cosa che posso dire è che un conto è leggere una recensione di qualcosa che non si è letto, un'altra è invece di un'opera conosciuta. La capacità è poi in questa differenza, perché appunto ci si può trovare nella situazione un po' strana e contradditoria che hai descritto. E in questo caso l'essere troppo fan può far correre il rischio. Una cosa che può aiutare a volte è una rilettura dopo un po' di tempo. Così spesso si colgono meglio sfumature che erano sfuggite...
    Una cosa è certa, molto meglio l'obiettività perché è una cosa che rimane nel tempo... :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Col tempo ho scoperto che di essere molto più brava a evidenziare i difetti piuttosto che i pregi, ma quando un libro mi piace cerco sempre di far capire che secondo me vale la pena leggerlo. Tuttavia cerco sempre di non "impazzire". Riguardo le riletture, devo amettere che molto spesso sono rimasta delusa: i miti dell'adolescenza crollati

      Elimina
  2. Non posso che essere d'accordo (e guarda caso io sto proprio leggendo La moglie del califfo).
    E' ovvio che molte persone si arrogano il diritto (passami l'espressione crudele) di scrivere recensioni e non dovrebbero, ma come fare a capirlo? E' chiaro che per chi la scrive la sua recensione è perfetta, che sia fatta al 99% di zucchero e cuoricini o che invece sia obiettiva e profonda. Va' poi considerato che nessun bravo recensore svela tutto di un libro tra le righe che scrive, perchè rischierebbe di smorzare l'entusiasmo per lo stesso o svelare troppo. Ovviamente con ciò non voglio giustificare chi concretamente sclera per millemila righe senza dire niente di pertinente sulla trama o sui personaggi (eccezion fatta per la "figaggine" del boy) ed è anche vero che un recensore con la "R" maiuscola è capace di essere esauriente e al tempo stesso spingere alla lettura, ma ahimè questa abilità è appannaggio di pochi.
    Io difendo comunque chi recensisce "da fangirl", perchè sono le recensioni più spontanee e forse infantili, si, ma comunque fanno parte del mondo dei libri in cui ci troviamo oggi: dopotutto spesso non si compra un libro per la trama, ma solamente per chi l'ha scritto.
    Sarebbe certamente bello se tutte le recensioni fossero obiettive, concrete e precise, ma a volte è anche piacevole leggere qualche review "dall'altro lato", di persone che recensiscono per il gusto di fangirlare (senza volerle elevare a recensioni migliori di tutte, perchè ovviamente non lo sono).
    Ovviamente questo è solo il mio parere c:

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Decisamente avere un po' di hype per il libro di un determinato autore è più che giusto. Ti dirò, non pretendo la serietà assoluto ma trovo molto difficile leggere recensioni in stile fandom. Alla fine ho come l'impressione di averci capito sempre poco.
      Effettivamente mi sono scordata di aggiungere anche questo: delle volte una recensione è così immersa nel fandom che non riesco a capire il contenuto del romanzo e della recensione

      Elimina
  3. Le recensioni sono difficili, ma ancora di più sono personali perché tutto è soggettivo. Quello che io avverto in un libro, ciò che l'autore è in grado di trasmettermi, può non farlo con un altro lettore, e questo porta inevitabilmente ad un parere del tutto personale. Non posso dire che ci siano recensioni belle o brutte, per me si dividono semplicemente in quelle che mi colpiscono e altre che non mi trasmettono nulla, neanche curiosità del libro in questione se non l'ho letto. In una recensione apprezzo sempre la mancanza di spoiler, non mi piace quando vengono scritti dettagli importanti della storia che da lettori bisogna godersi al momento.
    Per quanto riguarda il fandom, trovo che recensioni da vera e propria fangirl ci possano essere solo quando esiste il fandom di appartenenza, come Shadowhunters e simili, altrimenti per me si tratta solo di un libro che cattura e ci sclerare.
    La cosa che a me piace nelle recensioni è l'essere obiettivi, non dire che un libro piace anche se fondamentalmente non è così, poi per il resto apprezzo molto chi si lascia trasportare scrivendo di un libro che ha amato. Spero di essermi spiegata bene, non ne sono certa ahah

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo :) Quando un libro piace, è giusto parlarne anche con traspostro.
      Non sono d'accordo sulla cosa del fandom preesistente. Il fandom è fandom, sia per grandi serie che per minori. O forse non sto effettivamente capendo cosa mi vuoi dire XD

      Elimina
  4. Post interessante.
    Per quanto mi riguarda cerco sempre di scrivere recensione obiettive tanto è che se un libro non mi piace, non ne parlo proprio. Per me deve essere come minimo di tre stelline (giudizio personale). Per quanto riguarda la lunghezza credo che sia una cosa soggettiva, mi è capitato di leggere recensioni lunghe che mi sono piaciute ed altre meno e questo penso che dipenda dalla persona che scrive e da quello che scrive. Le recensioni troppo brevi come dici tu di dieci righe non piacciono nemmeno a me perchè sembrano essere fatte tanto per e non parlare veramente del libro.
    Poi alla fine è tutto molto soggettivo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oddio, no XD Perché non parlare delle cose che non ci sono piaciute? Io trovo che di tanto in tanto, scrivere una recensione negativa possa essere rigenerante, sopratutto se il libro non mi è piaciuto.

      Elimina
  5. Un post davvero interessante. Diciamo che per certi versi mi trovo d'accordo, per altri un po' meno. La lettura è un'esperienza che cambia in base alle persone, e io di solito in una "recensione" scrivo quello che provo mentre leggo. Mi capita spesso di sclerare, specialmente se il libro in questione mi ha conquistata. E quando qualcosa ti conquista a volte si sorvola sui difetti.. anche se per me è qualcosa di molto raro, dato che nelle recensioni passo più tempo a dire quello che non mi è piaciuto di un libro piuttosto di quello che mi è piaciuto XD sono un tipo che cerca il pelo nell'uovo!
    Per quanto riguarda la moglie del califfo io sono stata una di quelle che lo hanno apprezzato, ma che allo stesso tempo che è rimasta un po' delusa. Delusa per i motivi che hai detto tu (la storia d'amore che nasce in fretta, protagonista irritante), ma alla fine non è stata una lettura terribile. La storia è coinvolgente e si passano ore piacevoli (l'ho letto anche piuttosto in fretta).
    Per quanto riguarda invece la lunghezza delle recensioni ne avrei di cose da dire xD tipo non capisco il senso di spiegare la trama filo e per segno quando la si può leggere nella scheda libro. Io personalmente salto sempre questa parte, a meno che è un libro che non conosco e qui magari ci potrebbe stare. Del resto però lo trovo superfluo. Poi non mi piacciono le recensioni lunghissime, dove un concetto è ripetuto mille volte (forse per allungare il brodo?), o quelle troppo positive, anche quando il giudizio è tipo 2 stelline XD in questo caso mi aspetto almeno una lista di difetti, no?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Riguardo all'esporre i fatti negativi di un libro, allora siamo in due. Per esempio, nonostante la saga The Lunar Chronicles mi sta piacendo molto, non ho potuto fare a meno di esporre tutti i miei dubbi su alcuni pezzi per me decisamente privi di logica e/o superficiali XD
      Comunque, quando scrivo una recensione tento pure io di esprimere ciò che provo ma non sono molto brava su quel fronte tant'è che finisco più per parlare di un'analisi della storia. Senza spoiler ovviamente XD

      Elimina
  6. Aaaah, l'annoso problema delle recensioni! :D
    Tendenzialmente, non scrive recensioni molto lunghe, perché sono la prima ad annoiarmi, ma non ho una lunghezza standard. Smetto di scrivere quando ho esaurito gli argomenti. :)
    Sulla faccenda fandom, capita a tutt* di avere a che fare con un libro/serie che ci è piaciuto da impazzire. Di solito lo ammetto a inizio recensione: questo libro mi è piaciuto troppo perché io sia obiettiva. Sono un essere umano, non mi va di essere obiettiva a tutti i costi.
    Trovo malsano, però, che si lasci prevalere sempre il fandom. Puoi avere alcune serie preferite, ma tutte? Che credibilità vuoi avere nella blogosfera se impazzisci per qualunque cosa partoriscano le CE e finalizzate a creare fandom? Scrivi un blog di fangirlamenti, allora, e non di recensioni! :D Non ci sarebbe niente di male e sarebbe più onesto.
    Per quanto riguarda gli status di Gr, mi trovo in disaccordo. Non puoi scrivere nello status cosa di ha sconvolto, perché potresti spoilerare un evento importante all'interno del romanzo. Se ne può parlare nei commenti, avvertendo dello spoiler, ma non sparare rivelazioni sulla trama nella home di persone che ancora quel libro non l'hanno letto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In questo caso io parlavo di recensioni e non status. Altrimenti sì, è un bello spoiler

      Elimina

Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)