08/04/16

"La sarta di Dachau" di Mary Chamberlain

 Cari appassionati di libri, sono qui con una recensione per voi. Devo dire che il romanzo mi è piaciuto moltissimo, sebbene non mi abbia commosso. In compenso sono stata molto colpita dalla tematica tratta. Ma ora bando alla ciance....

Titolo: La sarta di Dachau
Autore: Mary Chamberlain
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 14 gennaio 2016
Pagine: 320
Costo: 14,37 


Londra, 1939. Ada Vaughan ha diciotto anni quando capisce che bisogna avere un sogno per disegnare il proprio destino. E il suo è creare abiti, aprire una casa di moda. Lavora già presso una sartoria di grido, e la vita sembra sorriderle. Un viaggio a Parigi le fa conoscere stoffe preziose e celebri atelier. Ma scoppia la guerra, e Ada resta bloccata in Francia. Come altri prigionieri inglesi, è deportata in Germania. Tra mille privazioni resta aggrappata al suo sogno, che la tiene in vita portandola a cucire per la moglie del comandante del campo di Dachau. Gli abiti prodotti da Ada sono sempre più belli, nonostante le ristrettezze belliche. La sua fama arriva fino alle più alte gerarchie naziste, e le viene commissionato un abito che dovrà essere il più speciale di tutti. Quello che Ada non sa è che si tratta dell'abito da sposa di Eva Braun, l'amante del Führer...

Ada Vaughan è una giovane ragazza di Londra con la testa piena di sogni e mani magiche. Riesce a camuffarsi e trasfigurarsi, a sognare mondi che un giorno saranno suoi. Lei è certa che sarà così. Lavora come apprendista presso la signora B. e sarà proprio uscendo dal suo posto di lavoro che incontrarà una persona. Colta dalle passioni tipiche della sua giovane età, speranzosa di divenire la modiste che tanto sogna, di aprire la sua Maison Vaughan, la segue fino a Parigi. Da quel momento in poi la vita di Ada cambierà drasticalmente.
Prima di tutto, devo dire che la quarta di copertina è oltremodo fuorviante. Il vestito realizzato per Eva Braun non è di certo il punto focale della trama, tutt'altro! L'intera atmosfera che viene infusa nei riguardi del lavoro di sarta di Ada, dei suoi sogni e delle sue speranze, sono solo i corredo di un tema molto più ampio.
La storia di dipana per l'interno corso della seconda guerra mondiale, toccando il pre e il dopo della guerra. 
Lo stile con cui l'autrice narra le vicende di Ada, dipingendo un ottimo panorama londinose apparentemente placcato in oro dimostra, per l'appunto, come non è tutto oro quel che luccica. Le descrizioni non sono estremamente minuziose ma sono assai efficaci, delle volte anche crude ma mai false e questa è una caratteristica che ho sempre amato. Detesto i fatti edulcorati e addolciti quando delle volte la verità libera da ogni restrizione è la soluzione migliore.
La sarta di Dachau è una storia di sogni spezzati. Una storia senza pietà e senza dolcezza. Una storia piena di speranza o disperazione a seconda dei punti di vista, del richiamo degli affetti, del ricordo di questi e della disperata ricerca di quello che vi sarà dopo la guerra.
Nonostante alcune parti lente, sopratutto verso la fine, ma decisamente necessarie per veicolare un messaggio, si tratta di un romanzo unico e un po' differente dagli altri.
Ada è giovane e benché commetta sempre gli stessi sbagli, perpetrando passi errati uno dopo l'altro, è anche un personaggio veritierio e questo proprio per i suoi sbagli. Una sopravissuta che ha visto i propri sogni spezzarsi, divenendo quasi cinica, senza rinunciare a una punta di femminilità, a tutti i suoi sogni fino alla fine, conservandoli in un angolo della propria memoria. Nonostante questo, potrebbe essere difficile entrare in relazione con lei.
In apparenza si potrebbe pensare che uno temi trattati con maggiore attenzione all'intero de La sarta di Dachau sia l'olocausto ma non è così, poiché questo rimane a farne da corredo.
L'attenzione dell'autrice è tutta volta verso le donne  dei tempi di Ada, benché questo il lettore potrà realizzarlo solo verso la fine. Il romanzo è un grido di tutte di donne. Narra delle loro situazioni, delle loro difficoltà e peripezie, delle ingiustizie a cui erano sottosposte, dei soprusi degli uomini , del bigottismo rivolto nei loro confronti. 
La situazione descritta dall'autrice e che spicca proprio nelle ultime pagine del romanzo, si dimostra una visione di una Londra che ora non esiste più ma di un'amara verità sul pensiero degli uomini, sulle brutture dell'animo e sui risultati delle loro azioni.
La sarta di Dachau conserva il pregio di dipingere uno spaccato del dopoguerra  con estrema lucidtà e fermezza, mostrando al lettore tanti piccoli dettagli che questo quasi sicuramente ignorava. Lo strascico della guerra che Ada porta con sé la seguirà per tutto il romanzo, fino a culminare con un finale tristemente veritiero e crudele. 


Il mio voto per questo romanzo è di cinque punteggi d'inchiostro




9 commenti:

  1. Ti confermo che già dall'anteprima mi sembrava interessante quest'opera. Dalla recensione penso ancor di più. Cercherò di tenere a memoria il titolo, se lo trovo credo proprio che possa rientrare nei miei acquisti.

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    1. Nel caso tu lo legga, spero che si riveli una piacevole lettura.

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  2. "La quarta di copertina è oltremodo fuorviante": è una moda delle CE italiane, mannaggia! >.<
    Il romanzo, però, mi ispira parecchio! :D

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    1. Sì, davvero il vestito per Eva Braun ha ben pooco a che fare con la trama centrale XD

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  3. Ciao Amalia!
    Questo romanzo l'ho acquistato un paio di mesi fa, ma sta ancora attendendo il suo momento sul mio scaffale...
    Dopo aver letto la tua recensione spero di riuscire a leggerlo molto presto!! :)

    Posso chiederti un favore??
    potresti aggiungere il gadget "follow by email" al tuo blog?
    Abbiamo molte letture in comune e mi piacerebbe rimanere sempre aggiornata ai tuoi post..
    ricevere una mail sarebbe più comodo e non mi perderei mai niente! :)

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    1. Detto fatto! Ora dovrebbe trovarsi nella colonna di destra. Non ho idea di come funzioni, ma se lo vuoi è lì XD

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    2. Grazie Amelia!
      Funziona in questo modo: i lettori mettono il loro indirizzo di posta elettronica, e quando tu pubblichi un post gli arriva una mail con il tuo post! :)
      Così non ci perdiamo niente! :)

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    3. Quello l'avevo capito XD Parlavo di dinamiche interne. Di solito tento tutta sulla mia bacheca di blogger ;)

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  4. Oh mamma!!!!
    Ho appena scoperto questa funzione della bacheca!!!!
    é da più di un anno che rimango aggiornata solo con le mail... non sapevo ci fosse anche questa opzione su blogger!!
    Sto andando proprio via di testa!!!
    Grazie per avermi avvisato Amelia!! :D :D :D
    Un abbraccio!!! ^_^ ^_^

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)