"Prodigy" di Marie Lu

Cari appassionati di libri, eccomi qui con una recensione per voi. Anziché esprimervi tutto il mio malcontento, ne parlerò direttamente nella recensione.

Titolo: Prodigy
Autore: Marie Lu
Saga: Legend #2
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: marzo 2014  - originale: 29 gennaio 2013
Pagine: 324
Costo: 16,50


June e Day arrivano a Vegas dopo essere miracolosamente sfuggiti all'ingiustizia della Repubblica quando l'inconcepibile accade: l'elector Primo muore e il figlio Ander prende il suo posto. Mentre la Repubblica sprofonda nel caos, i due giovani ribelli si uniscono ai patrioti nel disperato tentativo di salvare il fratello di Day, Eden. E i patrioti accettano, ma a una condizione: June e Day dovranno prima uccidere il nuovo elector. Peccato che Ander non abbia niente a che vedere con il suo crudele genitore.


Day e June sono in fuga. Scoperta la verità sulla Repubblica, sulla sua corruzione, i due giovani cercano rifugio presso i Patrioti a Las Vegas. Ma ciò che gli aspetta sono solo altre verità nascoste.
Quando lessi Legend ero ancora nel mio periodo di profondo scetticismo nei confronti degli YA. Poi con le Lunar Chronicles so che esistono le eccezioni, ma questa è un altra storia. Comunque, cercai di leggere il primo libro di questa saga con tutte le buone intenzioni. In fondo ne avevo sentito parlare assai bene. Non fu proprio una bella esperienza. Lo trovai un romanzo carino e per certi versi un poco mediocre. Così, sfogliata la prima pagina di Prodigy ho sperato in un miglioramente, che purtroppo non c'è stato. Anzi, forse è stato un peggioramento. 
La storia in sé e per sé non è sbagliata ma è come è stata trattata che decisamente stona.
Ammetto di non avere idea se si tratti della traduzione italiana della Marie Lu, ma la sua scrittura non mi trasmette alcuna emozione. La trovo piatta, molto piatta, e così i protagonisti. Forse è stata la scelta della narrazione in prima persona? Francamente non saprei spiegarlo, ma su di me non ha alcuna effetto. Per questo ho intenzione di leggere The Young Elites in inglese, così scoprirò la differenza. Se c'è. 
Parlando della trama, ci sono moltissimi elementi che non quadrano all'interno di una spietata società distopica, dove June e Day dovrebbero per l'appunto trovarsi. 
Per far sì che il piano dei Patrioti vada a buon fine. June viene incaricata di tornare nei ranghi della Repubblica. Il problema è che June  ha liberato Day, il criminale più ricercato. Secondo quale logica la Repubblica e l'Elector potrebbero mai tornare a fidarsi di lei? Nessuna. Quindi una volta catturata, una volta estorte tutte le informazioni necessarie con i metodi più crudeli conisciuti, June sarebbe dovuta morire. Perché è così che va, in una società distopica. Non si mette colei che ha liberato il criminale più ricercato a fianco dell'Elector. Ma se non fosse andata così, il libro sarebbe finito. In ogni caso, un deciso punto a sfavore.
Altri pensieri vanno volti a June, a come si fidi cecamente delle parole dell'Elector senza avere i fatti in mano. Anche qui, nonostante le venga rinfacciato più volte nel romanzo, lei rimane persistente sulla sua idea. Piuttosto irritante è il tentativo di mostrarla con l'eroina che ha sempre ragone, il cui istinto non fallisce mai.
Anche Day non mi è piaciuto particolarmente, perché la sua figura è rimsta piatta per quasi tutto il romanzo. Un personaggio senza dimensione alcuna, che vuole fare l'eroe a ogni costo. Sembre nei riguardi di Day mi sorge un atroce dubbio. La popolazione inneggia a lui come un eroe, un salvatore e un rivoluzionario. Quest'ultimo potrebbe anche esserlo, ma Day ha mai avuto veri contatti con la popolazione? Ha mai tenuto comizi segreti, discorsi incoraggianti, è mai stato una figura pubblica? No. Ha avuto il suo quarto d'ora di celebrità in cui tutti hanno visto il suo vero volto e in cui per giunta è stato dato per morto. Le dinamiche secondo cui la popolazione lo elegge a proprio simbolo sono fumose e trattate con superficilità.
Ultimo appunto va ai momenti romantici, situati nei punti meno opportuni del romanzo: nel corso di una fuga, in un momento in cui la vita di Day e June è in pericolo e altri attimi simili.
Con mio sommo dispiacere, il wordbuilding ha subito decisamente qualche miglioramento ma non abbastanza da farmi avere una visione completa della situazione. Il mio interesse ricade sulle Colinie in cui un sistema apparentemente perfetto, ma altettanto marcio quanto quello della Repubblica, viene mostrato agli occhi di Day e June ma ancora una volta sono solo accenni. Si nominano sponsor, qualche legge, alcuni azioni della polizia e tutto ciò non basta a creare una panoramica completa, ma solo pezzi di un sistema molto più grande.
Prodigy non è il romanzo che volevo leggere. Pensavo che col secondo libro della saga si sarebbe compiuto in passo in avanti, invece se n'è fatto uno indietro. La cosa peggiore è che sarebbero bastati pochi accorgimenti per rendere la storia assai più credibile, completa e ben cementata: qualcosa che ogni tanto lasciasse spazio a un'alzata di spalle e un po' di fantasia, con un centro e mura solide. Invece si è rivelato un romanzo piuttosto incompleto e molto all'acqua di rose, mancante di tanti piccoli tasselli. In ogni caso, ho intenzione di vedere come andarà a finire la saga, per cui comprerò Champion appena potrò. Anche stavolta, una lettura con cui passare il tempo, ma nulla di memorabile e unico


Il mio voto per questo romanzo è di due punteggi d'inchiostro e mezzo





4 commenti

  1. T.T cosa mi dici!!! noooo puntavo molto su questa serie!

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    1. Diciamo che io trovo che ci sia assai di meglio. Però non voglio dirti di non leggerla, perché tutto sommato Legend è stata una lettura carina. Magari a te la saga farà un'impressione divera.

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  2. Mi dispiace tanto che non ti sia piaciuto :(

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)