"La principessa e la regina " di George R.R. Martin e Gardner Dozois

Inziare con una mini recensione di una raccolta di racconti mi sembra la cosa migliore da fare. Ve lo dirò e forse alcuni lo avranno già capito... ero entrata in un blogger-slump. Considerando che esiste il reader-slump (spero di averlo scritto bene), ovvero il blocco del lettore, ecco che io ero un blocco da blogger. O come è in realtà per me: voglia di fara un beneamato "parola volgare che indica genitali maschili".

Titolo: La principessa e la regina
Autore: George R.R. Martin - Gardner Dozois
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 2 gennaio 2015
Pagine: 420


"Chiamare Danza i tetri, turbolenti, sanguinosi eventi di questo periodo appare grottescamente inappropriato. Senza dubbio alcuno, il termine trae la propria origine da un qualche cantastorie. 'Morte dei Draghi' sarebbe un nome di gran lunga più sensato." Con queste parole si apre La Principessa e la Regina, il nuovo tassello nel grandioso affresco della saga di George R.R. Martin che sta incantando milioni di lettori in tutto il mondo. La vicenda si svolge circa due secoli prima della storia narrata nelle "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" e racconta la terribile guerra civile che dilaniò la famiglia Targaryen alla morte del re Viserys I. Tanto la principessa Rhaenyra, sua figlia di primo letto, quanto la regina Alicent reclamarono il Trono di Spade. La prima per sé, la seconda per il figlio, il giovanissimo principe Aegon. Il risultato fu un conflitto terribile, in cui parenti e alleati dovettero decidere con chi schierarsi. Un conflitto di una violenza senza precedenti, che vide contrapporsi fratello e sorella, draghi contro draghi. I Sette Regni di Westeros divennero il teatro di una battaglia tetra e cruenta tra le maestose creature e furono bagnati dal sangue che cadde dal cielo. Un testo di un'incredibile intensità epica che, con un tono solenne che ricorda quello usato dalle cronache antiche, illumina un'epoca mai narrata prima dello straordinario universo creato da Martin. Ma l'antologia, che ha vinto il World Fantasy Award, curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois (il più importante editor americano di fantasy e fantascienza), non si limita al romanzo breve di Martin: contiene anche racconti thriller, fantastici e fantascientifici di alcuni grandi autori e autrici inglesi e statunitensi, fra cui Joe R. Lansdale e Joe Abercrombie.



La principessa e la regina è il primo romanzo di un'antologia che raccoglie in sé moltissimi generi, spaziando da un lato all'altro della letteratura sul filone fantastico.
Prima parte di una raccolta che in Italia è stata divisa in due libri.... perché? Lucro? Gli italiani leggono poco e un tomo di più di 300 pagine spaventa? Invece è così anche all'estero? Non lo so. Però ora me lo sto chiedendo. 
Comunque, prima parte di un'antologia, senza ombra di dubbio è stata una piacevole scoperta che mi ha avvicinato ad alcuni autori, ma da una parte ha suscitato in me una sorta di rifiuto.
Partiamo dai rifiuti.
Martin. Il suo romanzo breve, francamente, l'ho trovato inflato a forza all'interno della raccolta. Al punto che l'ho saltato per leggerlo in futuro. Quello che mi ha dato davvero fastidio è che Martin avrebbe potuto parlare di qualcosa di diverso da Le cronache del ghiaccio e del fuoco. I suoi libri sono davvero ampi, parlano di molto e questo plus di pagine per spiegare qualcosa che alla fine non è indispensabile ai fini della saga mi è sembrato davvero inutile. Poteva essere pubblicato come a sé stante, e dare maggiore spazio alla fantasia. In ogni caso, ho deciso di leggerlo più in là, quando riprenderò in mano la saga di Martin per rileggerla dal primo libro (mi sono fermata a Tempesta di spade).
Altro racconti che mi ha lasciato l'amaro in bocca è stato il racconto di Jim Butcher, autore della saga Dresden Files. E sapete perché? SPOILER. Uno spoiler enorme non solo nell'introduzione dell'autore ma fin dalle prime pagine del racconto.
Per giunta, non tutti i racconti sono stati estremamente brillanti, come La canzone di Nora della Holland e Me le so scegliere di Block.
Al contrario ho trovato Desperado di Abercrombie e Le mani  che non c'erano di Snodgrass davvero dei bei racconti, in pratica quel genere di storie su cui avrei voluto leggere un libro intero. Altra nota di merito va a O il mio cuore è spezzato della Abbott e Vicine di casa della Lindholm.
Le donne di cui parlano sono davvero molto diverse fra loro ma ognuno degli autori è stato in grado di creare un ambiente dalla worldbiulding forte e concreto, forse incerto in alcuni tratti ma trattandosi di un racconto è qualcosa su cui si può anche passare sopra. Il mio preferito rimane quello di Abercrombie, sopratto per via della giovane protagonista e dello stile di scrittura dell'autore davvero piacevole anche attraverso la traduzione italiana. Decisamente mi è venuta una gran voglia di leggere i suoi libri.
In più vi sono altri due racconti, Raisa Stepanova e Battere Jesus, carini e ben scritti ma nulla di più.
Da un certo punto di vista mi aspetto molto meglio dal seguito e sopratutto mi aspetto la presenza di racconti più autonomi che possano permettere a tutti i lettori di godersi appieno la raccolta senza spoiler o altre storie non a se stanti.


Il mio voto per questa raccolt è di tre punteggi d'inchiostro





2 commenti

  1. Anche io ho dato tre stelline a questa antologia: il racconto di Martin l'ho cominciato, ma sinceramente avevo zero voglia di continuarlo U.U Il racconto che più mi è piaciuto è quello di Jim Butcher (peccato per lo spoiler, ma essendo una serie inedita in Italia non è che possiamo lamentarci più di tanto), quello di Abercrombie anche mi è piaciuto moltissimo ^^ Gli altri carini, ma a distanza di tempo non ricordo poi tanto...

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    1. Invece sì che possiamo lamentarci XD
      Io di recente mi sono avvicinata ai libri inglese e la mia WL ormai è pià straniera che italiana. Ora, quando leggerò la saga, saprò già cosa succede a metà ç_ç

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)