"Il figlio perfetto" di Barbara Claypole White

Cari appassionati di libri, finalmente sono qui con una recensione che avrei dovuto fare da moltissimo tempo. 
Il libro che mi era stato inviato alla Newton Compton già da prima di giugno e che solo adesso sono riuscita a trovare il tempo di leggere e recensire. Quindi sì, direi che devo sbrigarmi  e non starò a perdermi in chiacchiere.


Titolo: Il figlio pefetto
Autore: Barbara Claypole White
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 19 maggio 2016
Pagine: 384



Felix Fitzwilliam, discendente di una antica famiglia inglese, vive con moglie e figlio in North Carolina e potrebbe essere un buon marito e un padre amorevole. Purtroppo è ossessionato dall’ordine e dalla routine fino a essere diventato prigioniero, lui stesso, della perfezione cui aspira. Incapace di relazionarsi con l’emotività in generale, si tiene alla larga soprattutto da quella della sua famiglia, lasciando da sola la moglie Ella e il giovane Harry, un ragazzino con un forte disturbo del comportamento. Designer di gioielli talentuosa e mamma a tempo pieno, Ella è la roccia della famiglia... fino a quando un attacco di cuore la frena bruscamente e manda in frantumi l’intera organizzazione domestica. Ora Harry, adolescente alle prese con il caos della sindrome di Tourette, deve affrontare una situazione non protetta, le difficoltà in casa e la mancanza del supporto a cui è stato da sempre abituato. Mentre Harry cerca di capire cosa gli riserva il futuro, Ella deve trovare un nuovo equilibrio con la malattia e Felix è costretto a fare i conti con i fantasmi del passato e del presente. Per evitare che la famiglia vada in mille pezzi, ognuno di loro dovrà trovare la forza e l’umiltà per mettersi in gioco, per davvero



La storia di Felix, Ella e Harry non inizia nel migliore dei modi. Appena Ella viene ricoverata per colpa di un attacco di cuore, Felix e Harry dovranno imparare a convivere assieme, a fare affidamento l'uno sull'altro, ma sembra una missione impossibile. E non c'è molto altro da dire, se non seguire i due uomini di casa nella loro nuova vita.
Da una parte abbiamo Harry, affetto dalla Tourette. I suoi comportamenti e i suoi tic non gli sono d'aiuto. Questo non tanto in mezzo ai suoi coetanei, quanto di fronte al padre. La sua camera è sempre a soqquadro, la sua amicizia calorosa con Max, i suoi gesti emotivi e il carattere delle volte assai estroverso, ogni cosa che lui fa...  Felix non è in grado di capire neppure la metà di suo figlio. Ogni gesto per lui è strano, ma sopratutto straniero, come se si fosse trovato davanti un nuovo mondo, una nuova cultura e ora fosse costretto a conviverci o impararla per forza. 
Dall'altro lato abbiamo, per l'appunto, Felix. Metodico, ordinato, con fantasmi del proprio passato ancora da scacciare, dedito solo al lavoro, ha rinunciato da tempo a gestire il figlio. Ella è sempre stata presente, ricoprendo anche il suo ruolo, ma ora lei non può più farlo.
Vedere Harry e Felix è stato un doppio binario, ma entrambi sono stati piacevoli da seguire e nei dettagli della loro famiglia ho scorto parte della mia.
L'autrice non ha scelto alcun genere di storia drammatica dedicata alla sindrome di Tourette. Forse molti lettori si aspettano qualcosa pronta a colpirli, che li aiutasse a vedere oltre la malattia, ma questo libro offre una versione più veritiera dei fatti.
Harry non si strugge sulla sua condizione. Lui è assai consapevole di se stesso e non vede quale problema debba mai esserci. Vive la sua vita giorno dopo giorno, così come una qualsiasi altra persona con una sindrome fa. Delle volte possono esserci degli impedimenti, ma nulla di tutto questo lo blocca dall'avere degli amici e una vita, nel vero senso della parola: si diverte, trascorre il tempo con un qualsiasi adolescente, pensa al suo futuro (anche se in quest'ultimo caso si sono rese necessarie le spinte di Felix).
Ma il padre non riesce comunque a vedere al di là dei tic, chiuso nella sua sfera metodica e triste, in cui gli affetti e i comportamenti delle persone sono un mondo troppo distante da lui.
Molto spesso figlio e padre avranno degli altri e bassi anche dopo aver raggiunto un nuovo traguardo, ma gradualmente riusciranno a trovare la maniera di collaborare l'uno con l'altro, a darsi fiducia, e a cessare di mettere barriere fra di loro.
Devo dire che alcune scene mi hanno strappato più di un sorriso, sopratutto quando si parla di Felix. L'uomo stila della liste, fa pancakes di prova per la colazione del figlio, non ha idea di dove si trovi la lavanderia e via dicendo. Erano tutte cose che faceva Ella. 
In Felix ho rivisto mio padre quando mia madre dovette recarsi in Francia per lavoro. Ho rivisto anche i suoi scatti d'ira e la sua incredibile incapacità di trovare un posto sereno al mondo.
In Felix ho anche rivisto mia madre, con i suoi comportamenti da perfezionista e nell'esasperazione di Harry nei confronti di ciò, ho rivisto me stessa.
Se c'è qualcosa che l'autrice  riuscita a rappresentare bene sono le dinamiche della famiglia, evitando di mitizzarle in qualche assurdo modo ma rendendole normali, come in realtà sono. 
Quindi, che cosa posso dire nei riguardi del libro?
In sé e per sé credo che non possa piacere a tutti, tant'è che ammetto che giunta alla metà, benché lo stessi leggendo senza sforzi, non avevo ancora ben capito cosa volesse dirmi, cosa dovessi provare nei suoi confronti.
Allo stesso tempo credo che bisognerebbe comunque dargli una possibilità, sopratutto perché è un romanzo vero e privo di illusioni mistificanti, di struggimenti non necessari, eppure al medesimo tempo profondo e carico di forza, giusto e ingiusto.

Il mio voto per questo romanzo è di quattro punteggi d'inchiostro e mezzo

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