19/07/16

"The Vagrant" di Peter Newman

Cari appassionati di libri oggi sono stranamente in forze e quindi sto scrivendo una recensione per voi. Quando leggerete questa recensione, sappiate che alle otto di sera, priva di appetito (non è vero ma sono dieta, quindi nisba) e col gatto seduto accanto al computer sulla scrivania... insomma, mi prodigavo per voi. Quindi inviatemi un po' delle vostra forza di volontà U_U


Titolo: The Vagrant
Autore: Peter Newman
Saga: The Vagrant #1
Editore: Harper Voyage
Data di pubblicazione: 1 maggio 2015
Pagine: 400


The Vagrant is his name. He has no other. Friendless and alone he walks across a desolate, war-torn landscape, carrying nothing but a kit-bag, a legendary sword and a baby. His purpose is to reach the Shining City, last bastion of the human race, and deliver the sword, the only weapon that may make a difference in the ongoing war. But the Shining City is far away and the world is a very dangerous place.



The Vagrant è un romanzo unico nel suo genere. Un'opera d'esordio davvero speciale: fantasy, fantascienza, distopia si incontrano in un mix unico. Da una parte avrei anche potuto dire: ehi, c'è pure un po' di paranormal. Ma mi spiace per le amanti di angeli e demoni tutti muscoli, qui non ne troverete alcuni. Piuttosto avrete a che fare con qualcosa che rasente il mito e gli dei.
La quarta di copertina dice tutto, c'è ben poco da introdurre.
Però ci sono tre cose di cui vi voglio parlare: lo stile narrativo, l'ambientazioni, la fauna demoniaca e i personaggi.
Partiamo dalla prima. 
Era tantissimo tempo che non leggevo qualcosa di così particolare. Il punto di vista della storia non è narrato dal protagonista, quindi il compito ricade sul narratore ma la scrittura non è assolutamente piatta. Anziché un semplice susseguirsi di eventi, ogni cosa è narrata con frasi pressoché brevi e alcune alquanto poetiche. 
Una frase dopo l'altra, tutto s'incastra alla perfezione in una narrazione che esplora ogni angolo delle Blasted Lands, figurando un mondo e un protagonista con un tratto davvero speciale. 
Devo dire che è assai difficile esprimere ciò che mi sono ritrovata a leggere, ma posso dirvi di certo che non mi era mai capitato prima.
Le ambientazioni sono altrettanto particolari. Da un certo punto di vista, un deserto non sarebbe poi chissà cosa in un mondo distopico, ma progredendo nel libro, attraversando una città dopo l'altra e conoscendo gli abitanti, non si può fare a meno di rimanere affascinati.
Per giunta, anche il sistema magico, se proprio così vogliamo chiamarlo, è assai particolare. Oltre strane città metalliche e volanti, anche l'organizzazone dei The Seven, le entità benigne (manco tanto secondo me) la cui sede si trova presso The Shining City, la creazione della braccia che ha permesso all'Usurper e all'Uncivil di infestare il mondo degli uomini con delle orde infernali, la stessa natura delle entità appena scritte... ogni cosa non viene direttamente spiegata al lettore. 
Infatti, all'interno di questo romanzo manca un capitolo o alcune sezioni di pura spiegazione. Piuttosto gli eventi vengono narrati senza chiarire fino in fondo la natura di tutto e di tutti. Spetta al lettore riuscire a ricostruire il tutto come se avesse sempre abitato le Blasted Lands.
La natura dei demoni mi ha fatto tornare indietro di tantissimo tempo. Questi non hanno un nome, quando dei soprannomi che li definiscono... o forse sono proprio dei nomi. In ogni caso, non sono come i demoni di cui forse oggi siamo più abituati a leggere: con una loro personalità, un aspetto definito, caratteristiche che li rendono ugualmente umani quanto il protagonista. Qui non è affatto così, e i demoni sono quasi più spirito e idea che una vera creatura fisica come la intendiamo oggi. Hanno un corpo ma sono ben diversi da come ci si potrebbe aspettare.
Infine arriviamo a The Vagrant. Scordatevi un altro nome: non ne avrà. Sarà sempre e solo The Vagrant. E scordatevi di sentirlo spicciare parola. Lui non parla. Mai. Il che non rende meno comico per certi versi, meno giusto, buono e retto. 
Lo ammetto, per quanto i personaggi cattivi, controversi e gli antieroi siano intriganti, non so resistere al fascino di un eroe che è tale, o che almeno aiuta gli altri al limite delle proprie possibilità.
Dopo tanto tempo ho avuto una nuova cotta letteraria, lo ammetto. 
The Vagrant va letteralmente in giro con una spada, The Malice, e un bambino con sé. Il suo rapporto con quest'ultimo è davvero delizioso e sopratutto sincero. Infatti, la priorità del protagonista, oltre quella di condurre la spada presso la città, è il bambino stesso. Delle volte alcune sue azioni, per salvaguardare il bambino, non posso dire di averle approvate e avrei preferito che combattesse maggiormente per il prossimo, ma il romanzo e la narrazione mettono in chiara luce come The Vagrant non sia una specie di emissario divino dotato di grande potenza quanto semmai un semplice uomo.
Prima di chiudere questa recensione, posso dire che non è un romanzo che può piacere a tutti. Anzi, c'è una grande probabilità che a un lettore non avvezzo all' high fantasy possa non piacere per nulla. Quindi se siete sfegatati amanti del fantasy ya, tenetevi alla larga da The Vagrant. Altrettanto vero è che non mi sento di consigliarlo a dei pionieri del fantasy, poiché non tutti possono apprezzarne lo stile e sopratutto la storia in sé.
Se state cercando un eroe che sconfiggerà le orde demoniache, allora state pur certi che avete sbagliato libro, ma se volete compiere un viaggio, perché di altro non si tratta, attraverso un mondo davvero bizzarro e delle volte rivoltante, allora questo è il libro giusto.


Il mio voto è di cinque punteggi d'inchiostro


2 commenti:

  1. Devo assolutamente leggerlo al più presto!!! :)

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    1. Quando lo farei non vedo l'ora di sapere cosa ne pensi *.*

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)