09/08/16

Conosciamoci meglio! - Ansie e dubbi da pseudo scrittrice



Probabilmente avrò parlato di questo più e più volte, ma credo davvero di avere bisogno di un nuovo piccolo sfogo.
Più vado avanti, più aggiusto il mio lavoro. Per chi non lo sapesse, sto ricorreggendo con la lentezza di mille lumache il libro che ho scritto, il primo di una saga.
Non è tanto la lentezza a provarmi dubbi e ansie. Tempo al tempo, no? 
Cioè che mi provoca dubbi è il fatto che leggendo sempre più libri e recensioni, i lettori stessi sono diventati la mia paranoia.

Ho messo tutta me stessa in questo libro e l'unica critica che mi riservo di non accettare è questa: che non mi sono impegnata. Sono pronta alla recensioni negative costruttive  e quelle che verranno fatte solo per il puro gusto di essere cattive. Ma fra tutte non ne tollero una.
Ho passato lunghe notti, dubbi, paure, pianti, riscritture (ben quattro. Ho riscritto da capo il libro ben quattro volte), ansie, terrore, gioia, emozioni e affetto. Sogni, sopratutto. Perché io non ho alcuna intenzione di gettare via il sogno di pubblicare questo romanzo.

Ho dovuto cambiarlo perché io stessa, dopo averlo ripreso in mano, non mi ci rivedevo più. Correggendo proprio in questo periodo e anche adesso il romanzo, ho cambiato il mondo dove è ambientato in un puro fantasy.

Ma cosa c'è che mi frena davvero? Cosa scatena i miei peggiori incubi?

I libri vengono scritti per veicolare dei messaggi, una storia e quant'altro. Vengono letti. Dai lettori. Mio Dio, i lettori! Posso morire di ansia solo a vederli! Per questo il libro passerà nelle mani due/tre beta reader prima di essere proposto alle case editrici.
Comunque, i lettori hanno molte pretese. 

Parlerò un po' scrittrice. Anche io leggo. E questo è abbastanza ovvio XD Anche io delle aspettative, delle volte addirittura delle pretese, su cosa voglio e non voglio, su cosa attendo o meno in un libro. Ma so anche una cosa: lo scrittore non può e non deve obbedire al volere del lettore. E di questo credo parlerò ancora in un appuntamento del Salotto Letterario di Amelia. 
Quindi è ovvio che non sempre il libro mi soddisferà appieno. 

Prima di tutto il libro è figlio dello scrittore. E lo scrittore è umano. Commette errori, dimentica dei paragrafi, delle volte crea buchi nella trama, delle volte non riesce ad esprimersi al meglio, delle volte fa molte altre castronerie. Delle volte non ci da il finale che vogliamo, i personaggi che vogliamo, non soddisfa i nostri desideri. 
Riguardo la prima parte, ecco il motivo per cui esistono gli editor, i beta readers e tanti altri. 

All'inizio pensavo di essere un disastro. Che tutte le domande che mi facevo erano prive di senso. Invece, leggendo e ascoltando interviste, ho scoperto che anche scrittori come George R. R. Martin si fanno le mie stesse domande. Le mie identiche stesse domande! Ammettendo che dicano il vero, allora io non sono pazza. Le mie domande hanno senso. 
Per questo la seconda parte sta anche un po' all'intelligenza del lettore. Davvero alcuni lettori pensano che lo scrittore non si chieda: ma questa cosa piacerà a chi legge? A me piace, ma a loro piacerà? So che un'idea letta e riletta ma io voglio che il mio libro sia così. E loro lo vorranno?

Ora mi rivolgo da come scrittrice ai miei ipotetici futuri lettori: voi non avete idea di quanto sia grande la mia paura ancestrale nei vostri confronti.


Vi stilerò una lista delle domande che mi assillano, e certamente sappiate che ne dimenticherò alcune. Mi rivolgerò a voi come scrittrice, sappiate anche questo:

- Partiamo da una cosa che proprio negli ultimi giorni mi ossessiona. In inglese viene definito come il trope of the special snowflake. In pratica che cosa s'intende? Il/la protagonista è l'unica speranza di salvezza, il predestinato, l'unico che può salvare il mondo. Non tutti lo gradiscono. Sopratutto perché di solito tale protagonista tende a essere: 1) sono brutto nessuna mi ama 2) tutti gli altri personaggi s'innamorano di lui/lei 3) è un mary sue.
Solo per citarne alcuni tratti. La mia protagonista è uno special snowflake. Ma non ha complessi di autostima non ha interessi romantici. Purtroppo temo sia un po' Mary Sue, già capace di fare alcune cose. Perché ho pensato: dannazione, mica può sempre prenderle. Ma non sa fare tutto e questo è importante.
Inoltre molto spesso sbaglia, con pessime conseguenze, e questo per colpa del suo cattivo carattere. 
Voi lettori lo capirete che io so che sbaglia, che la faccio agire così perché presento alcuni aspetti di lei, perché penso che sia giusto farveli vedere e voglio che li conosciate? 

- Altri dubbio... c'è una cosa che riscontro sempre più. Il fatto che il protagonista o altri personaggio non piacciano al lettore con conseguente recensione negativa. Posso anche starci ma nel caso io abbia costruito davvero malissimo un personaggio. Il fatto che lui/lei si contraddica, sia disonesto, cocciuto, arrogante, un buon samaritano, un sadico, una sottospecie di crocerossina, qualcuno con un animo buono e quant'altro... sono tutte scelte che faccio consapevolmente. 
Sei io creo un personaggio che è un moccioso piagnucolone solo in grado di lamentarsi, quella è una scelta consapevole. Non c'è scritto da nessuna parte che il personaggio debba piacervi. Non è una legge a cui lo scrittore deve attenersi. Nella realtà incontrare solo persone che vi piacciono, lettori? No. E così sarà anche in. un libro. Ma non per questo il romanzo è o non è un buon romanzo. 
Se invece avessi fallito nell'intento, magari cercando di farvi piacere a tutti i costi un personaggio che non può piacere a nessuno, allora sì, probabilmente avrei scritto un pessimo libro con pessimi personaggi. 


- I nomi. Diciamo che nel mio romanzo i cattivi non hanno dei nomi di persona, ma sono conosciuti con soprannomi. Questi sono decisamente di vecchio stampo fantasy. Saranno troppo altisonanti? Saranno pietosi? Non lo so. La serie della Bardugo, con il cattivo che porta il soprannome de L'Oscuro nella traduzione italiana, non le ha impedito di fare successo. 
Ma varrà lo stesso per me? Insomma, cosa faccio se non piacciano? Posso cambiarli? Ma in cosa li cambio? Potrei passarci notti intere.

- Il worldbuilding. Durante questa ultima correzione ho aggiunto una fazione religiosa. Hanno una divinità dal nome molto semplice, nulla di che, ma solo di recente mi sono accorta che non ne ho parlato abbastanza di questa divinità e della fazione religiosa. La domanda davvero cruciale è: che genere di divinità è la loro? Come funziona fra adepti e divinità?
Dovrò aggiungere questa informazione più in là, perché per il momento davvero non c'è posto per lei nei capitoli già corretti. 
Altra domanda oltre questa è il fatto che nonostante il set possa essere un po' medievale e un po' rinascimentale per lo stato di tecnologia, armi e scoperte scientifiche, per altri versi è molto progredito. Le donne, per esempio possono ricoprire ruoli importanti e avere diritti che definirei moderni. A questo punto il romanzo potrebbe essere  accusato di improprietà. 
Cioè, ci stanno i castelli e le battaglie, e tu mi vieni a parlare di donne evolute? Non puoi.
Invece credo di potere eccome. Sono io a costruire il mondo, quindi io faccio le leggi. Se le donne possono avere dei diritti è perché nel mondo da me creato è possibile, perché il worldbuilding, la storia e la maniera di pensare del mio mondo lo permette. 
L'equazione del tipo: mondo con tecnologie del ventunesimo secolo = donne con posizioni sociali, non è sempre giusta. Come così la formula mondo non avanzato particolarmente dal punto di vista tecnologico = donne svantaggiate non deve essere una costante. 

-  Vogliamo infine parlare del fatto info dump  e show, don't tell? Un paio di capitoli del libro sono dedicati alle spiegazioni. Quindi sono puramente informativi. Perché? Sono informazioni necessarie e non scherzo. Se le saltassi, cari lettori, finireste catapultati in un mondo di cui non sapete niente e tutto il resto della storia non avrebbe alcun senso. 
Disseminarle lungo il romanzo? No. Tutta la storia si basa sulle premesse spiegate in quei due capitoli. Saltarli, disseminarli o quant'altro non avrebbe senso.
E così mi chiedo se il lettore non penserà: oh, che noia. Informazioni! Io voglio azione.
Ecco un ottimo modo per cui il libro verrà gettato da un parte e mai più aperto. Purtroppo, senza di esse, ripeto, il romanzo non avrebbe senso. E che cosa ci posso fare? Nulla. Solo pregare che il lettore capisca il fine di esse e che porti pazienza. 
Altro fatto è quello del: mostra, non raccontare. Ma alcuni fatti solo puramente storici e anche qui informativi. Sarebbe assurdo se il protagonista o tal personaggio si bloccasse nel mezzo del nulla o nel momento meno opportuno, per spiegare un breve pezzo di storia/wordlbuilding nel momento meno opportuno o nel bel mezzo dell'azione.
Prendiamo in esempio questo fatto. Parlo della fazione religiosa sopracitata. Ha una piccola storia introduttiva, qualche informazione al riguardo, completamente narrate. Ora pensate al protagonista, che è sempre cresciuto vicino a questa fazione. Pensate ad altri personaggi, che come lui già la conoscono. 
Poi di punto in bianco, senza motivo o con un chiaramente forzato, iniziassero a parlare della storia della fazione religiosa. Perché dovrebbero parlare di qualcosa che già sanno benissimo, dentro il quale sono cresciuti? 
Certo potrei sfruttare il capitolo d'informazioni per aggiungere altre informazioni, ma poi non sarebbero troppe informazioni? 
Anche nella realtà, se voi lettori foste dei protagonisti, vi mettereste a rimarcare l'ovvio della realtà nel quale siete cresciuti? No, io non credo. O almeno io non lo farei, sopratutto perché so già dove mi trovo e di cosa sto parlando. 
Ma questa cosa andrà bene ai lettori?




Spero di essermi spiegata al meglio delle mie facoltà XD 
Spero anche che alcuni lettori inferociti non inveiscano contro di me, perché sappiate che ora sto esprimendo puramente il mio punto di vista da lettrice. 
Voglio sapere cosa ne pensate. Se siete solo lettori, cosa ne pensate di questo mio punto di vista da scrittrice? Avete capito ciò che intendo o riuscite a immaginarlo?
Vi attendo ;)


8 commenti:

  1. OK, è vero. Il lettore è un gran goloso ed è goloso di piatti raffinati. O almeno io lo sono! Ecco perché come scrittrice sono la mia peggiore antagonista. Vuoi fare una cosa che sia tua, che ti rispecchi, ma vuoi anche farla bene, vuoi che funzioni.
    Consiglio: dato che hai scelto il fantasy e presumendo quindi che il mondo che costruisci sia completamente immaginario, le uniche incoerenze di cui devi preoccuparti non sono quelle che vengono a crearsi in rapporto al corso effettivo della Storia (insomma, lo sappiamo tutti qual è la situazione di una donna del Due o Trecento), ma solo delle possibili incoerenze interne al mondo che hai inventato. Lo dico, perché nel mio caso è questo il mio maggiore cruccio e motivo di costanti revisioni.
    Sul punto "info/don't tell, show it" ... non so cosa dire, se non che è una cosa con cui combatto anch'io. Certo, un capitolo o almeno un paragrafo esplicativo qua e là è necessario, soprattutto nel caso di una parentesi storica. Il minimo che si può fare però è cercare di essere convincenti e appassionanti.
    I nomi: io ne sono ossessionata. Ma la cosa importante è che si adattino bene ai personaggi.
    Bene, ho scritto un papiro, perciò spero di averti dato un piccolo aiuto o almeno un po' di supporto. Non mi resta che augurarti buon lavoro e tanta, tanta fortuna!

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    1. Ma tranquilla! Anzi preferisco una risposta lunga che una corta e troppo concisa. Grazie mille per i tuoi suggerimenti :)

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  2. Amelia intanto ti ringrazio per averci aperto il tuo cuore! Per quanto io possa parlare solo per me io posso assicurarti che da letteice mi accorgo se un libro e' scritto con il cuore oppure analiticamente come un esercizio di scrittura o per compiacere i gusti di un ipotetico lettore. Vista la passione del tuo sfogo (so che ci leggiamo da poco ma che sei una persona sensibile e genuina gia' me ne sono resa conto eccome) e non ho dubbi che sentiro' battere il tuo cuore in ogni pagina! Non vedo l'ora di leggere il tuo romanzo Amelia ❤️

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  3. Cara Amelia, posso dire con assoluta certezza di avere i tuoi stessi identici dubbi.
    Ho iniziato a scrivere il mio romanzo a 16 anni. Ora, dopo 11 anni, sono arrivata a metà, l'ho riscritto più o meno 6 volte tagliando e aggiungendo scene, cambiando nomi e personaggi.
    E ogni volta che riparto a leggerlo dall'inizio trovo qualcosa che non va.
    Ma in realtà ho compreso che non andrà mai alla perfezione, perchè io stessa continuo a cambiare.
    Ora mi sono imposta di sistemare le ultime cose, stampare e man mano farlo leggere al mio compagno.
    Lui legge, critica (e che critiche spietate!!!), e così io correggo e vado avanti.
    Non mi guardo più indietro, altrimenti rischio di non vedere più una fine!!!
    Se posso darti un consiglio, smetti di farti mille domande e paranoie, perchè per esperienza personale quelle ti portano solo a un vicolo cieco!
    E poi buttati: prima di cercare di farlo pubblicare fallo leggere a qualcuno di fiducia, meglio se un lettore come si deve, che sappia com'è leggere un libro ben scritto, e solo allora riprendi in mano il testo perchè una seconda persona ha sicuramente un'ottica diversa dalla tua... lui non ha già scene e personaggi in testa come te, quindi è utile per capire se dalle tue parole lui riesce a visualizzare il tutto...
    e poi testa le emozioni... se la tua storia riesce a far ridere, divertire o piangere.
    è il tuo primo esperimento: prendilo come tale!
    Un abbraccio e un grande imbocca al lupo! ;)

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    1. Ho già i miei beta readers pronti. Attendono solo la mia lentezza.
      Comunque sì, sarebbe bello poter scacciare tutte le paranoie in un colpo ma è quasi impossibile. So anche io che il romanzo non sarà mai perfetto, però questo non deve impedirmi di raggiungere un certo grado di cura.

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  4. Quante domande... :)
    - protagonisti: il taglio lo decide chi scrive, dipende dallo scopo che ci si prefigge
    - personaggi: non importa tanto che piacciano, ma che abbiano una coerenza, uno spessore, un perchè, soprattutto quelli principali
    - nomi: non credo sia un problema usare soprannomi, magari si possono usare anche per qualche personaggio positivo, per creare maggior omogeneità nella scelta
    - coerenza del mondo creato: dipende da chi scrive, da cosa ha in mente. Essendo una storia di fantasia sono valide varie interpretazioni
    - informazioni: spesso sono necessarie, a volte si svelano nella trama, altre volte sono raccolte in capitoli o parti di capitoli. Tutto sta nel rendere la lettura non troppo pesante e fluida

    Spero di non essere stato troppo sbrigativo e di non aver frainteso il lunghissimo post

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    1. Ti ringrazio ma effettivamente ammetto che in questi casi le risposte lunghe mi rassicurano XD Comunque, devo dire i miei dubbi si stanno rasserenando un poco alla volta

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)